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Donne al volante? Causano meno incidenti degli uomini

di Giulio Caccini.

Roma, 25 Agosto 2017 – Anche l’ultimo pregiudizio sessista sembra essere crollato: le donne causano meno incidenti degli uomini. Numeri alla mano gli incidenti causati da automobiliste sono molti meno di quelli con responsabilità maschile, ma nonostante questo e sebbene rappresentino quasi il 51,5% della popolazione residente in Italia, sono intestati a donne solo il 46,12% dei veicoli circolanti in Italia. Il dato, recentissimo, proviene da una elaborazione svolta da Facile.it che ha evidenziato anche come, in alcune regioni, la presenza di donne proprietarie di automobili sia decisamente maggiore.

Le regioni. Fra le 20 regioni italiane il primato di quella con la maggiore percentuale di veicoli intestati a donne spetta alla Valle d’Aosta dove quasi 6 auto su 10 sono di proprietà femminile (58,10%). A seguire si trova l’Umbria (53,11%) che precede il Friuli Venezia Giulia (51,15%) ed il Lazio (51,06%). Situazione di pressoché assoluta parità fra uomini e donne, perlomeno in termini di proprietà dell’auto, nelle Marche (50,92% la percentuale dei veicoli intestati ad esponenti del gentil sesso), in Toscana (50,43%) e in Emilia Romagna (50,41%). Le proporzioni si capovolgono e fanno diventare minoranza le donne a partire dal Veneto (48,32%) per arrivare addirittura sotto al 40% in Campania (39,55%) e in Puglia (36,09%).

La RC auto. Nel passato, tra i parametri considerati dalle compagnie per calcolare i premi dell’RC auto rientrava anche il sesso dell’intestatario della polizza, elemento che, contrariamente a quello che si potrebbe ritenere, favoriva le donne, almeno fino ad una certa età. Nel dicembre del 2012 la Corte di Giustizia Europea ha dichiarato inapplicabile questo genere di differenziazione affidandosi a statistiche ufficiali che dimostravano come le neopatentate fossero molto più prudenti dei loro colleghi uomini e, rispetto a loro, causassero il 25% di incidenti in meno fino a che avevano 19 anni. E’ stato anche verificato, però, che con l’andare del tempo questa differenza si riduceva, passando al 9% fra i 30 ed i 33 anni della conducente e invertendo la proporzione una volta che la titolare di polizza aveva superato i 40 anni. Ma il fatto che dagli “anta” le donne denunciavano più incidenti dei loro coetanei di sesso maschile, è stato anche interpretato come dato “truccato”, nel senso che veniva addebitato a loro, titolari del contratto di assicurazione, il sinistro causato dal figlio alle prime guide su strada con l’auto materna. Se non addirittura al coniuge che prendeva in prestito il veicolo della moglie.

Più prudenti. In generale, direbbero statistiche recenti, il livello di sinistri di donne al volante si attesta a livelli veramente bassi, addirittura il 35% di incidenti in meno rispetto ai colleghi maschietti. Il perché sarebbe da ricercare già nella scelta del veicolo. Secondo la ricerca “Donne e auto aziendali: un’opportunità per i Fleet Manager per rendere più efficiente la gestione della flotta”, realizzata dal Corporate Vehicle Observatory di Arval Italia, quando le donne scelgono la propria auto tendono a orientarsi su modelli station wagon, auto compatte e suv, prediligendo sicurezza e comfort.

L’ultima statistica sfavorevole al gentil sesso al volante è quella redatta nel 2015 da Ania, l’Associazione nazionale delle imprese assicuratrici, in base alla quale gli automobilisti maschi sono 14.102.303, il 57% sul totale e hanno causato 797.056 incidenti stradali, con una frequenza sinistri del 5,65 %. Le donne sono 9.131.531, hanno provocato 539.136 incidenti con una frequenza sinistri del 5,90%. Ma, come dicevamo, si tratta di dati non ancora aggiornati.

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