Pubblicato il: 30 settembre 2017 alle 7:52 am

Fatturazione a 28 giorni, non rispettano le direttive proprio gli operatori principali Il Movimento Consumatori denuncia le pratiche scorrette e annuncia: dopo l’indagine al via le azioni inibitorie

di Filippo Morlacchi.

Roma, 30 Settembre 2017 – Quella contro le pratiche scorrette messe in atto dagli operatori telefonici sembra una battaglia infinita. Servizi a pagamento non richiesti ma comunque attivati, tariffe non sempre chiare, copertura non rispondente a quanto assicurato e così via, fino ad arrivare alla più recente vicenda della fatturazione a 28 giorni, un modo per far pagare agli utenti quasi 13 fatture all’anno anziché 12.

Il Movimento Consumatori, allo scopo di verificare quanti tra gli operatori di telecomunicazione rispettino la disciplina contenuta nella delibera dell’Agcom 121/17, ai sensi della quale “per la telefonia fissa, la cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione deve essere su base mensile o suoi multipli, Per la telefonia mobile la cadenza non può essere inferiore a quattro settimane. In caso di offerte convergenti con la telefonia fissa, prevale la cadenza relativa a quest’ultima”, ha svolto una propria indagine.

Dunque, tra le centinaia di nominativi presenti nell’elenco pubblico tenuto dall’Agcom, sono stati individuati gli operatori che erogano servizi in forma societaria, dopodiché sono state controllate tutte le offerte attualmente in vigore o che lo saranno a breve. I risultati dell’indagine, riportati su www.movimentoconsumatori.it hanno confermato che su 29 operatori ufficiali, solo cinque non si sono uniformati alle indicazioni dell’Autorità.

E, guarda caso, si tratta dei cinque player più importanti, Tim, Wind-Tre, Fastweb, PosteMobile e Vodafone, cioè proprio le imprese in relazione alle cui offerte l’Agcom ha emanato la delibera 121/17, e nei cui confronti di recente ha avviato un procedimento per l’irrogazione di sanzioni, vista la loro mancata ottemperanza alla richiesta di modificare il sistema di fatturazione.

In attesa di intervenire ad adiuvandum nel procedimento sorto avanti al Tar Lazio, a seguito del ricorso promosso dagli operatori “riottosi”, nei giorni scorsi Movimento Consumatori ha inviato alcune diffide collettive dirette a fermare immediatamente la fatturazione a 28 giorni per i contratti relativi alla fornitura del servizio di telefonia fissa. L’associazione, inoltre, ha contestato i medesimi comportamenti lesivi degli interessi dei consumatori anche a Sky che proprio da domenica 1° ottobre modificherà la propria fatturazione, oggi mensile, prevedendo la periodicità di 28 giorni.

Il segretario generale di MC, Alessandro Mostaccio, parla di «una pratica commerciale gravissima e sfacciata in aperta e dichiarata violazione delle norme vigenti che comporta un illegittimo e mascherato aumento dei costi dei servizi di oltre l’8% per milioni di consumatori. La circostanza che tutti i maggiori operatori destinatari delle nostre diffide abbiano simultaneamente deciso di modificare la periodicità della fatturazione e di non rispettare le prescrizioni dell’Agcom – spiega Mostaccio – integra non solo gli estremi della pratica commerciale scorretta, ma è indice di un comportamento anticoncorrenziale a danno di milioni di consumatori sul quale potrebbe essere opportuna un’attenta indagine dell’Antitrust. Le compagnie di telecomunicazioni non possono cercare di far quadrare i loro bilanci con comportamenti così scorretti e privi di ogni trasparenza».

Per il momento, fa sapere Mostaccio, il Movimento Consumatori ha diffidato TIM, Wind-Tre, Fastweb, PosteMobile, Vodafone e Sky a ristabilire la fatturazione mensile e a restituire quanto indebitamente ricevuto con la fatturazione a 28 giorni. Se entro 15 giorni le compagnie telefoniche non cesseranno questo comportamento, verranno avviati i giudizi cautelari per ottenerne in via d’urgenza dai tribunali l’immediata cessazione.

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