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Chi e’ realmente Sayfullo Saipov?

da New York, Stanley Ruggiero Tucci.

1 Novembre 2017 – Con il passare delle ore emergono nuovi dettagli sull’uomo che ha deliberatamente investito ieri alcuni pedoni (8 morti e almeno 13 feriti) nel centro di Manhattan a New York in quello che le autorità hanno già descritto come un atto di terrorismo.

Secondo quanto riferisce CBS News, Sayfullo Habibullaevic Saipov, 29 anni, è un autista che lavora per la società Uber e ha avuto contatti e domicilio sia nel New Jersey che in Florida, dove vive. Saipov non ha un ampio background penale, ha fatto sapere il dipartimento di Giustizia degli Usa.

Un portavoce della Uber ha confermato che Saipov era diventato un loro driver dopo aver superato un controllo attitudinale. Stando a quanto fatto sapere dagli investigatori Saipov, che è arrivato negli Usa dall’Uzbekistan nel 2010, stava agendo come un “lupo solitario” e non faceva parte di un gruppo terroristico più ampio. Anche per questo si stanno cercando le motivazioni che hanno ispirato il suo gesto. Del resto, bisogna anche dire che l’uomo proviene dall’Uzbekistan, dove c’è un’organizzazione estremista chiamata IMU, il Movimento islamico dell’Uzbekistan, fondata nel 1998, affiliata prima a al Qaeda per poi aderire nel 2015 all’ISIS.

Secondo la CNN l’autore dell’attacco ha lasciato una nota sul veicolo in cui scrive di aver giurato fedeltà allo Stato Islamico (ISIS); l’organizzazione terroristica ha rivendicato la responsabilità per l’attacco ma le autorità degli Stati Uniti stanno valutando ogni possibile collegamento tra ISIS e Saipov. Su questo punto vi sono al momento versioni discordanti in quanto si apprende che i funzionari del controspionaggio degli Stati Uniti hanno affermato che nessun gruppo si è assunto la responsabilità dell’attacco.

L’uzbeko è munito, secondo quanto riporta Fox, di carta verde che gli consente di lavorare negli Usa. Con la moglie e i due figli abitava in New Jersey, a Paterson, ma quando è stato fermato dalla polizia era in possesso di un documento rilasciato a Tampa, in Florida. Il furgoncino bianco usato per il suo attacco è stato preso a noleggio da Home Depot in New Jersey.

Non vi è traccia, almeno apparentemente, di Sayfullo Habibullaevic Saipov sui social, dove peraltro Saipov è un nome molto comune nell’area dell’Uzbekistan. L’uomo potrebbe essere registrato con altro nome. In ogni caso, le agenzie federali di intelligence stanno rastrellando, attraverso i database che riguardano Saipov, tutti i suoi rapporti, compreso dove ha viaggiato e con chi è stato a contatto. Le autorità esamineranno anche i dispositivi elettronici di Saipov per cercare eventuali indizi che potrebbero far luce sui suoi movimenti e le sue frequentazioni nei giorni e nelle ore precedenti l’attacco di Manhattan.

I residenti del quartiere dove ha abitato a Paterson hanno detto che Saipov aveva una moglie e due bambini e che avevano vissuto in questa casa per circa tre anni. I musulmani del quartiere hanno anche detto che l’hanno visto alla moschea locale solo una o due volte.

Bekhzod Abdusamatov, 22 enne autista di camion per la Ohio Transport Company, nel frattempo ha dichiarato che i suoi genitori hanno accolto Saipov a Cincinnati, quando è emigrato dall’Uzbekistan nel 2010. Avrebbe raccontato che Saipov è stato “educato” e che ha trascorso la maggior parte del suo tempo fuori casa prima di trasferirsi ancora dopo qualche settimana. «Sono scioccato – ha poi aggiunto Abdusamatov -, non avrei mai immaginato una cosa del genere. Non avrei mai pensato che questo tizio avrebbe fatto qualcosa di violento».

A carico di Saipov sono spuntate anche due violazioni commesse in Pennsylvania tra il 2012 e il 2015. È stato pure arrestato per mancata comparizione in tribunale dopo aver ricevuto un’altra citazione nel Missouri nel 2015; successivamente ha pagato una multa e non è finito in prigione. Non è ancora chiaro se avesse altri trascorsi criminali.

«Quello che probabilmente aiuterà la polizia in questa indagine è che l’uomo sia sopravvissuto – hanno affermato gli investigatori – ma bisognerà vedere se collaborerà».

neifatti.it ©

 

 

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