Pubblicato il: 4 novembre 2017 alle 8:30 am

#Bastasparare, per dire no alla caccia Pochi secondi per sostenere la petizione online promossa dalla Lav. Piu' di 100 milioni gli animali sparati ogni anno ai quali si aggiungono le persone uccise e ferite dai cacciatori

di Giulio Caccini.

Roma, 4 Novembre 2017 – E’ semplice, facilmente memorizzabile e soprattutto non lascia spazio a interpretazioni e fraintendimenti l’hashtag #bastasparare scelto dalla Lav per la mobilitazione nazionale «Basta spararle grosse, la caccia è solo un abominio». Una campagna di raccolta firme a sostegno di un progetto di legge per l’abolizione della caccia, che sarà presentato al prossimo Parlamento e Governo.

La petizione popolare, indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al Ministro delle politiche Agricole Alimentari e Forestali e ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati punta a ottenere una nuova Legge che vieti la caccia sul territorio nazionale e garantisca la protezione degli animali selvatici in quanto esseri senzienti, anche ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione che recita: «Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità».

Nel dettaglio, motivando la petizione per l’abolizione della caccia e per la protezione degli animali selvatici, la Lav spiega: «I sondaggi d’opinione restituiscono da sempre la fotografia di un’Italia fortemente contraria alla caccia, con punte che arrivano all’80% di cittadini che ne chiedono l’abolizione; i cacciatori sono in costante declino numerico – si legge -. Stime dell’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, indicano un numero inferiore a 600.000; per Legge i cacciatori possono uccidere ogni anno più di 460 milioni di animali; la caccia determina ogni anno la morte e il ferimento di un centinaio di persone; il bracconaggio è fortemente legato al mondo della caccia, come dimostrano le condanne di bracconieri in possesso di regolare licenza di caccia; la caccia è estremamente diseducativa perché ripropone un approccio di violenta sopraffazione nei confronti di coloro che non si possono difendere; gli animali selvatici non possono essere considerati oggetti a disposizione dei fucili dei cacciatori bensì esseri senzienti con una loro identità e con il diritto a poter vivere la loro vita nell’ambiente in cui sono nati».

Bastano pochi secondi per compilare il modulo online e inviarlo per aderire all’iniziativa. La mail che ne attesta l’avvenuta registrazione, poi, specifica: «Nell’ultimo anno abbiamo salvato migliaia di animali, 4.000 volpi in Toscana, 3.000 marmotte a Bolzano, 11.000 storni in Liguria, 1.500 volpi nel bresciano. Ma sono milioni gli animali uccisi ogni anno».

Lifegate riporta i dati dell’Istat e di Federcaccia, secondo i quali nel 1980 i cacciatori erano 1.701.853, il 3 per cento dell’allora popolazione italiana, nel 1990 sarebbero diventati 1.446.935, ancora più consistente il calo registrato nel decennio successivo, nel 2000 si è infatti passati a 801.835 cacciatori. Tra il 1980 e il 2002 i cacciatori italiani sono passati da 1.700.000 a 730.000, una diminuzione del 56 per cento circa. Contrariamente al loro numero l’età media dei cacciatori è in aumento (si aggira tra i 65 e i 78 anni). Un numero in progressiva diminuzione, dunque, che però continua a mietere vittime nei campi e nei boschi: il magazine ambientalista stima che annualmente in Italia nel corso della stagione venatoria vengano uccisi 150 milioni di animali. Ai quali vanno aggiunti gli esseri umani. L’Associazione Vittime della caccia stila il bollettino mensile (denominato Bollettino di guerra) delle persone uccise e ferite dai cacciatori, spesso essi stessi cacciatori. Nel mese di ottobre i numeri dicono che sono state 44 le vittime di armi da caccia e cacciatori, (4 i morti e 7 i feriti tra i non cacciatori, tra cui una bambina), 27 i feriti 17 i morti in totale. Con il numero maggiore di vittime in Toscana, Lombardia, Veneto e Liguria. La Lac, Lega abolizione caccia, fa qualcosa di simile pubblicando nella sezione “Di caccia si muore” una propria rassegna stampa con gli articoli di giornali relativi agli incidenti di caccia.

neifatti.it ©