Pubblicato il: 23 novembre 2017 alle 10:00 am

Bevande original, light e zero: i rischi per la salute Tutto quello che bisogna sapere quando si scelgono bibite industriali

di Barbara De Conno.

Roma, 23 Novembre 2017 – Light, zero zuccheri, con stevia, sugar free, edulcolorate e zero calorie, in qualsiasi modo si scelga di chiamarle rappresentano il frutto di un mercato che cerca di stare al passo con le richieste di consumatori sempre più esigenti, attenti alla linea e che non vogliono rinunciare al gusto delle bollicine. Ma che effetto hanno le tecnologie alimentari a “calorie zero” sulla salute?

Cosa frizza in bottiglia. Si tratta di bevande a cui sono state aggiunte sostanze chimicamente sintetizzate e non esistenti in natura, vale a dire dolcificanti come l’aspartame (E951), acesulfame k (E950), saccarina (E954), sucralosio (E955), che hanno un alto potere dolcificante e un basso potere calorico. Le loro caratteristiche sono molto simili a quelle dello zucchero, il vantaggio è che ci sono molte meno calorie, a volte addirittura zero. Sebbene questo possa apparire come la manna dal cielo, lo scotto da pagare non dovrebbe lasciarci indifferenti. Esiste un lato oscuro dietro all’utilizzo sempre più sfrenato degli edulcoloranti artificiali. Recenti studi hanno dimostrato come il consumo quotidiano e costante di bibite gassate e classificate come “dietetiche” abbiano a che fare con l’aumento dell’obesità, sindrome metabolica, alterazione del microbiota intestinale, della glicemia e della tolleranza al glucosio.

Gli studi. Secondo uno studio condotto su quasi 500 pazienti seguiti per circa 9 anni dall’University of Texas health scienze centre, le bevande dietetiche non solo non fanno dimagrire, ma addirittura favorirebbero l’aumento del peso. Questo “effetto collaterale” sarebbe dovuto all’alterazione dei meccanismi del senso di fame-sazietà la cui regolazione è controllata da strutture ipotalamiche specializzate che si trovano nel cervello. In particolare queste bevande stimolerebbero l’appetito abituando il palato alla ricerca di sapori dolci e impedendo al senso di sazietà di sopraggiungere; tutto questo non consente l’invio di un segnale di stop per mangiare o bere. Risultato? La bevanda sarà anche senza calorie, ma tenderemo a consumare più cibo, soprattutto più dolce e alla fine dei conti aumenterà anche il girovita.

Aumento del rischio di diabete. L’assunzione cronica di bevande definite light o zero sembrerebbe essere associata a un incremento del rischio di diabete. Lo rivelano studi che hanno osservato come queste bevande inducano un aumento considerevole dell’insulina (ormone stimolato a seguito dei pasti per controllare i livelli di glucosio nel sangue), che non può esercitare le sue funzioni fisiologiche e il cui rilascio stimolerebbe la fame. Questo meccanismo spiega come mai dopo il famoso aperitivo siamo soliti dire “si è aperto lo stomaco”. Consumare abitualmente queste bevande e in grandi quantità porterebbe all’esaurimento dell’insulina e all’aumento del 67% del rischio di diabete di tipo II.

Altri rischi associati. Che bisognerebbe preferire l’acqua non è una scoperta, ma che alle bibite light, zero o con altri additivi chimici bisognerebbe rinunciare più che alle originali potrebbe sembrare controcorrente. Queste bevande sono nervine e per questo, specie se associate a tè o caffè, possono avere effetti sulla pressione arteriosa e apparato nervoso, con complicazioni anche severe a carico dell’apparato cardiocircolatorio. Uno studio condotto su oltre 250mila persone ha dimostrato come i consumatori di bevande gassate avevano maggiori probabilità di soffrire di depressione, percentuali che aumentavano quando la scelta ricadeva su bibite dietetiche. Le bevande considerate con zero zuccheri velocizzavano peraltro i processi di invecchiamento e inestetismi, esercitando inoltre un effetto disturbante per stomaco e intestino e predisponendo maggiormente al rischio di osteoporosi.

Concludendo. Non esiste la bevanda degli dei o almeno non è stata ancora inviata sulla terra. Fatta eccezione per l’acqua (che in alcuni casi può anch’essa costituire un rischio), ogni bevanda o alimento va consumato con moderazione. Questo ci aiuta a comprendere che niente va demonizzato, basta capire che è sufficiente l’autocontrollo. Ergo non è necessario spremere le meningi per trovare l’alternativa giusta, se un giorno al bar con gli amici vi va di ordinare una lattina della bibita più famosa del mondo potete farlo tranquillamente, non sarà un consumo sporadico a farvi incorrere negli effetti collaterali. Ma se un salto al bar è per voi un’abitudine quotidiana o, peggio, lo è abbinare ai pasti sempre una bevanda dolce, è bene che sappiate che quel momento effimero di piacere può costarvi conseguenze davvero serie. Va da sé che se ordinare una coca zero può farvi sentire meno in colpa della dieta che avreste dovuto cominciare un lunedì di chissà quante settimane fa, potete farlo, l’importante è che siate consapevoli che le zero calorie non devono rappresentare il pass per un libero consumo.

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