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Cinture di sicurezza in auto? Spuntano i nostalgici

di Giulio Caccini.

Roma, 24 Novembre 2017 – Un sondaggio sulla sicurezza e sul rispetto delle norme degli automobilisti e motociclisti italiani, ha messo in evidenza come sia cambiato – ma non per tutti – il modo di comportarsi quando si guida per strada.

Il sondaggio, commissionato dal sito italiano di comparazione del settore assicurativo, facile.it, ha voluto scoprire non solo quali erano i comportamenti sbagliati degli anni ’70 e ‘80 e quali sono quelli ancora messi in atto ma, anche, quelle azioni delle quali si sente un po’ la mancanza.

Oggi, anche grazie a normative legali stringenti e maggiore senso civico, quasi tutti gli italiani sono a conoscenza dei rischi enormi che si corrono nel mettere in atto comportamenti scorretti quando si viaggia in auto o in moto ma, inutile negarlo, la stessa consapevolezza non esisteva negli anni passati.

Si parte dalle cinture di sicurezza. Probabilmente non sorprende più di tanto scoprire che il 70% dei rispondenti dichiara che fra gli anni ‘70 e ‘80 nei viaggi in auto con la famiglia nessuno usava le cinture di sicurezza. La legge italiana ne rese obbligatori gli attacchi nel 1976, ma solo nel 1988 anche l’uso effettivo. Da allora, per fortuna, di strada se ne è fatta tanta e oggi solo il 7% di chi ha risposto al sondaggio afferma di continuare a non allacciare la cintura di sicurezza. La situazione, purtroppo, cambia notevolmente se dai sedili anteriori ci spostiamo a quelli posteriori; in questo caso viaggiano senza cintura l’86% dei rispondenti.

I bambini viaggiavano in braccio e talvolta sulle gambe del conducente. Papà, mi fai guidare? Mamma posso sedermi davanti con te? Quanti bambini dicevano così negli anni 80? Tanti a giudicare dalle risposte date al questionario di Facile.it. Secondo i dati il 26% dei bambini di allora ha viaggiato in braccio al genitore sul sedile del passeggero ed il seggiolino cui oggi ancoriamo i nostri figli era poco meno di un miraggio, lo usavano meno del 45% dei genitori. Abitudini sbagliate che, tuttavia, a molti mancano.

Tre intervistati su quattro dichiarano di rimpiangere i viaggi fatti sdraiati sul sedile posteriore senza curarsi delle cinture, poco meno di uno su 3 (37%) quelli in cui, addirittura, ci si sdraiava sulla cappelliera o si giocava con le spalle al finestrino o, nel 12% dei casi ci si faceva trasportare nel bagagliaio e, magari (9%) durante il viaggio si passava con assoluta disinvoltura da lì ai sedili e viceversa.

Le due ruote. Un capitolo a parte per scooter e motociclette. Le cattive abitudini stradali viaggiavano, e tuttora viaggiano, anche su due ruote. Oltre un intervistato su cinque (21%) dichiara che, da bambino, andava in moto tranquillamente con uno dei genitori anche prima di aver compiuto i 5 anni, nel 26% dei casi non usava il casco e, quando era in sella allo scooter con mamma e papà… Viaggiava schiacciato fra di loro (20% del campione). La consapevolezza del pericolo, però, a quanto pare su due ruote viaggia meglio e, fra tutti i comportamenti elencati, l’unico ancora praticato (appena dal 5% dei rispondenti) è quello di portare sullo scooter anche bambini con meno di 5 anni di età.

Quello che il sondaggio non ha potuto indagare riguarda l’uso del telefonino. Impossibile una comparazione con gli anni ’70 e gli anni ’80. Ma di sicuro oggi basta sbirciare in qualsiasi abitacolo per avere la conferma di quanto questa brutta abitudine (fuorilegge) sia ampiamente diffusa. Dopo un primo periodo di giro di vite, qualche anno fa, durante il quale veniva promosso l’utilizzo degli auricolari e del viva-voce in auto, la situazione è rapidamente peggiorata. Nel primo semestre del 2017 le contravvenzioni per uso del cellulare alla guida sono aumentate del 18,1%, quasi di un quinto rispetto all’anno precedente.

Secondo l’Istat, la distrazione al volante è la causa diretta del 20% degli incidenti su strade extraurbane e del 15% in città. E la principale causa di distrazione negli ultimi anni è, per l’appunto, l’uso di cellulari e smartphone.

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