Pubblicato il: 25 novembre 2017 alle 1:29 am

E’ necessario fare solo il primo passo, a volte puo’ salvare la vita Testimonianza e appello di una Assistente Sociale: «Nessuna donna deve essere lasciata sola»

di Ida Floridia *.

25 Novembre 2017 – Il fenomeno della violenza maschile contro le donne è un crimine e rappresenta una violazione dei diritti umani, è una realtà drammatica e ancora troppo spesso ignorata. Di fronte ai numerosi casi di femminicidio riportati quasi quotidianamente dai media l’opinione pubblica manifesta sdegno, dolore, preoccupazione, ma anche rassegnazione. Per questo esistono azioni e percorsi istituzionali e del privato sociale, concreti e incisivi per dimostrare alle donne che non sono sole e attraverso i quali deve affermarsi una cultura del rispetto, della non violenza, della parità, del riconoscimento delle differenze. La violenza sulle e contro le donne, è un orrore sul quale è necessario alzare il velo. Nessuna donna deve essere lasciata sola in questa situazione e quell’orrore deve essere denunciato: soprattutto, non deve restare inascoltato. Purtroppo, nonostante le politiche di contrasto alla violenza di genere, il fenomeno continua ad essere una emergenza. Le donne manifestano ancora troppa diffidenza e timore a rivolgersi agli sportelli antiviolenza oramai diffusi su tutto il territorio dove ognuna può trovare accoglienza e ascolto, soprattutto un percorso di aiuto per riconoscere ed affrontare con coraggio tutti quegli atti di violenza che costringono la donna a vivere in una condizione di privazione, oppressione e pericolo.

Il fenomeno, infatti, comprende tutti gli atti di violenza fondati sul genere, ossia diretti contro una donna in quanto tale, che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenza di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata.

Il primo passo verso la fuoriuscita dal circuito della violenza è chiedere aiuto, solo così la donna può acquisire la necessaria consapevolezza e spezzare le catene che le impediscono di vivere pienamente la sua esistenza e soprattutto di proteggere la sua vita e molto spesso, lì dove ci sono, anche quella dei suoi figli.

“Il dolore che non parla sussurra al cuore di spezzarsi”. W. Shakespeare

I Servizi Sociali dei Comuni, gli Sportelli Antiviolenza, i Consultori Familiari ed i Centri per le Famiglie sono i luoghi privilegiati dove è possibile trovare ascolto ed accompagnamento professionale e nei casi più drammatici, attraverso i Servizi Sociali, è possibile accedere alle Case di accoglienza per donne vittime di violenza.

E’ necessario fare solo il primo passo, questo a volte basta a salvare la vita!

Inoltre, attraverso il numero gratuito 1522 è possibile chiedere aiuto e conoscere il Centro Antiviolenza più vicino.

* Assistente Sociale Comune di Quarto (Na)

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