Pubblicato il: 4 marzo 2018 alle 9:00 am

Raffaello e la sua pittura: «Ineguagliato zenith di tutti i tempi» Avviati i preparativi per celebrare il quinto centenario della morte dell’artista marchigiano. Nella sua regione istituito il Comitato promotore

di Caterina Slovak.

Ancona, 4 Marzo 2018 – Federico Zeri lo definì «uno dei supremi risultati del Rinascimento italiano». Di Raffaello, insieme a Leonardo e Michelangelo uno dei grandi interpreti dell’arte rinascimentale, si disse che dipingeva per grazia infusa, dipingeva quasi senza sforzo, come per dono.

Giulio Carlo Argan scrisse: “Compito dell’artista non è di correggere la sembianza illusoria, ma di rendere manifesta, dimostrare la verità della sembianza. E’ proprio per questa unità di contingente e trascendente nella solare evidenza della forma che l’arte di Raffaello è stata immediatamente capita, è diventata subito ed è rimasta popolare; ed è stata l’arte ufficiale della Chiesa in un momento in cui era di fondamentale importanza difendere l’evidenza della rivelazione contro l’ansia del problema religioso”.

Come ha ricordato più volte lo stesso Zeri, Raffaello fu influenzato da due artisti, uno che si può considerare il suo vero maestro: Pietro Perugino; l’altro è Piero della Francesca. Attraverso questi due insegnamenti Raffaello si è impadronito di un senso spaziale razionalizzato fino all’estremo, ma anche di un linguaggio classicistico nel quale le tipologie non sono ancora classiche ma il metro, il ritmo e la misura sono quelle dell’arte antica.

Raffaello nacque ad Urbino ed è proprio nella sua regione natale che sono stati avviati i preparativi per le celebrazioni per il V centenario della sua morte.  La Giunta regionale ha istituito un Comitato organizzatore per programmare e coordinare le attività da realizzare nell’ambito delle celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio nel 2020.

Il Comitato, previsto all’interno di un protocollo di intesa, opererà in stretta collaborazione con il Comitato Nazionale, è presieduto dall’assessore regionale al Turismo e alla Cultura ed è composto da rappresentanti della Regione, del Comune di Urbino, della Provincia di Pesaro e Urbino, del Mibact – Galleria Nazionale delle Marche, dell’Università degli studi ‘Carlo Bo’, dell’Accademia Raffaello, dell’Arcidiocesi di Urbino, Urbania e Sant’Angelo in Vado e della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino.

Il comitato, si legge in una nota “resterà in carica fino al 31 dicembre 2021, con l’obiettivo di definire un programma che valorizzi l’opera e i luoghi legati alla figura di Raffaello Sanzio strettamente connessi con il territorio regionale e delineare una serie di attività di promozione e riqualificazione dei servizi di accoglienza culturale e turistica. Si rafforza così, come previsto dal Piano straordinario per lo sviluppo, la promozione e la valorizzazione delle Marche, il binomio cultura turismo nell’ambito dei grandi eventi culturali di rilievo internazionale”.

Nei prossimi anni la città di Urbino sarà al centro dell’attenzione mondiale per alcuni anniversari di grandissima rilevanza culturale: dal V centenario della morte di Raffaello nel 2020, al VI centenario della nascita di Federico da Montefeltro nel 2022 fino alle celebrazioni per il VII centenario della morte di Dante Alighieri nel 2021 che avranno una ricaduta sul territorio pesarese per i luoghi danteschi significativi citati nella Divina Commedia.

Per fornire un’ulteriore elemento della grandezza di Raffaello vista attraverso gli occhi degli storici dell’arte, ricordiamo quello che disse Antonio Paolucci direttore dei Musei Vaticani, qualche anno fa, a proposito dell’artista e della Stanza di Eliodoro dopo la pulitura: «Collocatevi al centro di quel piccolo spazio e guardatevi intorno. Capirete in che cosa consiste il genio di Raffaello. Capirete perché la sua pittura resta il vertice assoluto, l’ineguagliato zenith  di tutti i tempi».

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