Pubblicato il: 5 marzo 2018 alle 9:00 am

Un database mondiale delle relazioni scientifiche, il primo ed è nato in Italia Oltre 5000 scienziati già iscritti. A realizzare la piattaforma, unica al mondo, ReviewerCredits spin- off accreditato presso l’Università di Milano-Bicocca

di Pierluca Mandelli.

Milano, 5 Marzo 2018 – Peer review, revisione tra pari nella ricerca scientifica. Il processo di revisione tra pari è la pietra angolare della comunicazione scientifica. Si tratta – per i non addetti ai lavori – della procedura di selezione degli articoli o dei progetti di ricerca proposti da membri della comunità scientifica, effettuata attraverso una valutazione esperta da parte di specialisti del settore per verificarne l’idoneità alla pubblicazione scientifica su riviste specializzate.

Ma quanto sia difficile questo meccanismo lo sanno sia gli scienziati (che talvolta aggiungono nel loro CV una frase vaga e fuorviante, affermando che sono revisori per un certo numero di riviste), sia gli editori di riviste scientifiche i quali devono contare su determinati esperti revisori per selezionare le proposte ricevute.

Proprio per offrire un supporto al mondo scientifico internazionale è nata in Italia la prima piattaforma per la certificazione e la catalogazione dell’attività di relazione a congressi e conferenze. A realizzarla, lo spin off ReviewerCredits accreditato presso l’Università di Milano-Bicocca (www.reviewercredits.com).

I realizzatori sono partiti dalla considerazione che ogni giorno, in tutto il mondo migliaia di scienziati sono impegnati nella diffusione delle proprie scoperte scientifiche nel corso di congressi e conferenze. Mentre le pubblicazioni scientifiche sono indicizzate e catalogate da numerosi database, non esiste, ad oggi, un database che cataloghi le comunicazioni effettuate dagli scienziati ai congressi. Tuttavia la comunicazione e la diffusione delle scoperte scientifiche è parte integrante e fondamentale della professione degli scienziati/ricercatori. In sostanza, mentre è possibile conoscere facilmente chi abbia pubblicato articoli su un determinato argomento è molto più complesso conoscere chi sia un valido “comunicatore” sull’argomento.

Gli organizzatori di conferenze si basano spesso sui programmi delle edizioni precedenti, sul “passaparola”, sulle conoscenze personali o sulle recenti pubblicazioni. Spesso, tuttavia, le pubblicazioni scientifiche hanno diversi autori (talora decine): la capacità di distillare concetti complessi e sintetizzare diverse ricerche in modo chiaro e rigoroso è una dote che contribuisce ad arricchire il prestigio e la visibilità. Non a caso l’impegno di “organizzazione o partecipazione come relatore a convegni di carattere scientifico in Italia o all’estero” è tra i parametri riconosciuti per il conferimento della “Abilitazione Scientifica Nazionale”, in assenza, tuttavia di un database unico che cataloghi le stesse.

È per questo che ReviewerCredits, nata quasi un anno fa, come spin-off accreditata dell’Università degli Studi Milano-Bicocca, e impegnata nel riconoscimento dell’attività di peer-review, introduce un’importante funzionalità alla propria piattaforma: la certificazione e catalogazione dell’attività di relazione a congressi e conferenze.

«Siamo orgogliosi di fornire i nostri colleghi ricercatori di tutto il mondo questo nuovo servizio: i commenti che abbiamo ricevuto, in questi primi giorni di attività sono estremamente incoraggianti – ha affermato Robert Fruscio, co-fondatore e presidente di ReviewerCredits -. Anche in questo caso la collaborazione con il nostro partner tecnologico 4Science è stata fondamentale per realizzare una piattaforma moderna ed efficiente». Giacomo Bellani, co-fondatore e presidente di ReviewerCredits, ha aggiunto: «Come per l’attività di riconoscimento della peer-review, questa funzione nasce per dare una risposta ad una esigenza che sentiamo innanzitutto noi, nata dalla nostra quotidianità di professori universitari e dalle esperienze vissute nello stilare programmi di congressi e corsi».

Il database è popolato in due modalità: da un lato gli scienziati possono registrare le proprie relazioni a conferenze, che previo verifica, vengono certificate ed inserite nel proprio database. Dall’altro le conferenze possono aprire un profilo sul sito e caricare “in blocco” l’intero programma”, contribuendo alla costituzione del database.

Gli scopi dei database sono molteplici, quali il riconoscimento dell’eccellenza nei singoli scienziati nel promuovere la diffusione scientifica (anche oggetto di qualifica per la abilitazione scientifica nazionale), la possibilità di ricercare gli “speakers” più qualificati per un determinato argomento. In questo modo è possibile anche per i ricercatori giovani ed “emergenti”, spesso invitati a congressi locali o di nicchia, aumentare la propria visibilità, mostrando questo aspetto della propria crescita professionale.

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