Pubblicato il: 7 marzo 2018 alle 9:16 am

L’Unione Nazionale Consumatori denuncia meccanismi scorretti di vendita online “Vendite piramidali”, l’accusa e Unc denuncia un portale all’Autorità Antitrust

di Giulio Caccini.

Roma, 7 marzo 2018 – Il meccanismo può trarre facilmente in inganno: l’acquisto di prodotti, spesso tecnologici, a prezzi stracciati o la promessa di un guadagno facile con un piccolo investimento. Rientra nella cosiddetta “vendita piramidale”.

Per vendita piramidale si intende un meccanismo per vendere una posizione all’interno della struttura piramidale, dove al vertice della piramide ci sono soggetti che vivono di rendita in quanto non sono impegnati a vendere prodotti, ma solo a incassare le quote di ingresso fissate per chi vuole entrare a far parte della struttura; nella parte più bassa si trovano i soggetti che pagano una quota di ingresso ma non riescono a beneficiare del guadagno o dell’acquisto a prezzo conveniente. Infatti il sistema è illegale in Italia dal 2005, grazie alla legge 173.

Ecco perché Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha annunciato di aver denunciato all’Authority un portale di articoli tecnologici venduti a prezzi apparentemente molto convenienti: «Non sempre dietro ad un prezzo vantaggioso c’è un vero affare, per questo dopo aver ricevuto numerose segnalazioni sul sito – ha detto Dona – lo abbiamo segnalato all’Autorità Antitrust affinché verifichi la legittimità del sistema di vendita».

Sul sito in oggetto sono in vendita vari prodotti acquistabili scegliendo due opzioni: l’acquisto immediato a prezzo pieno da listino oppure con una prenotazione; l’acquirente cioè prenota il bene ad un prezzo inferiore (pari a circa un terzo di quello pieno) e il prodotto sarà consegnato quando altri tre nuovi clienti avranno acquistato o prenotato il medesimo prodotto (o un prodotto della medesima fascia di prezzo). Il consumatore, che quando termina l’acquisto o la prenotazione riceve un codice (refferral code) attraverso il quale può monitorare i suoi acquisti, può passare in qualsiasi momento dalla modalità prenotazione all’acquisto, inoltre può recedere dalla prenotazione passati 14 giorni dal pagamento.

Secondo le segnalazioni ricevute agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori i tempi di attesa per la consegna dei prodotti prenotati sarebbero eccessivamente lunghi, in alcuni casi si parla addirittura di 5 mesi dall’ordine nonostante i consumatori avessero avuto contezza dell’utilizzo del refferal code da parte di altri tre clienti. Senza contare il secco rifiuto da parte dell’azienda nel momento in cui i consumatori hanno tentato di recedere.

«Il recesso è uno degli aspetti su cui nutriamo perplessità – ha spiegato l’avvocato Dona – se infatti sono passati 14 giorni dal pagamento ma il consumatore non ha ricevuto il prodotto perché non dovrebbe avere la possibilità di sciogliere il contratto? Non solo, il sistema di vendita descritto sembrerebbe piramidale fondandosi sulla prospettazione di una possibilità di guadagno al consumatore (cioè la possibilità di accaparrarsi l’oggetto ad un prezzo inferiore) in cambio del reclutamento di nuovi clienti. Ci auguriamo dunque che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato indaghi sul portale e intervenga tempestivamente qualora riscontrasse le irregolarità».

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