Pubblicato il: 8 marzo 2018 alle 7:36 am

Anche nella formazione le donne primeggiano, ma scontano il forte divario con gli uomini La sociologa Amaturo: «L’8 marzo conserva un valore simbolico perché fissa l’attenzione su una questione di primaria importanza, ma c’è sempre il rischio che diventi un appuntamento commerciale, mentre i femminicidi aumentano»

di Giuseppe Picciano.

Napoli, 8 Marzo 2018 – Le donne italiane sono più brillanti lungo il percorso formativo rispetto agli uomini, ma scontano un forte divario in termini occupazionali, contrattuali e retributivi. E’ quanto rileva l’identikit dei rendimenti formativi e professionali delle donne tracciato dalle indagini AlmaDiploma e AlmaLaurea. Il Rapporto 2017 sul profilo dei diplomati conferma che le donne nel campo della formazione se la cavano meglio degli uomini e questo fin dalla scuola media inferiore, che concludono portando a casa un voto d’esame molto spesso più elevato dei maschi: il 35% delle ragazze contro il 26% dei ragazzi ottiene 9 (su 10) o più. E quando arrivano sui banchi delle superiori, che siano quelli di un liceo, un tecnico o un professionale, le femmine raggiungono ancora una volta ottimi risultati.

Questa indagine rivela, se ce ne fosse ancora bisogno, il valore delle donne anche nel campo della formazione e quindi la consueta celebrazione dell’8 marzo appare legittima e doverosa. Tuttavia, avverte Enrica Amaturo, Direttrice del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli, c’è il rischio di scivolare sulla buccia della retorica controproducente e stucchevole.

«Le celebrazioni sull’8 marzo hanno sempre un valore fortemente positivo perché fissano l’attenzione su una questione sociale di primaria importanza. Se però scadono in mere ricorrenze di carattere prettamente commerciale possono determinare l’effetto opposto. Che si tratti, in ogni caso, di un appuntamento che va celebrato nella giusta maniera non c’è alcun dubbio: mentre qualcuno tenta di sminuire le festa della donna, l’aumento dei femminicidi in Italia cresce in controtendenza con gli altri reati. Plaudo a tutti quei movimenti femminili come ”MeToo” che hanno rilanciato battaglie che si pensavano chiuse per sempre».

A suo avviso ci sono donne che anche inconsapevolmente minano le conquiste di certe battaglie con atteggiamenti discutibili?

«Certo, direi che non spaventa solo l’aggressività degli uomini verso le donne ma lo scontro tra stesse donne. Basti considerare le continue offese ricevute su internet dalla ex presidente della Camera Laura Boldrini».

Quanto, professoressa Amaturo incidono gli atteggiamenti di molte donne in determinati ambienti come quello dello spettacolo, per esempio, che accettano ancora condizioni mortificanti?

«E’ un tema assai delicato. E’ una chiara forma di adattamento a certe dinamiche quando si è vittime in alcuni contesti professionali. E’ una sorta di autodifesa. Quindi è positiva la battaglia dei nuovi movimenti femministi perché inducono le donne a ripensare a certe condizioni esistenziali e professionali. Il fenomeno delle svilimento del ruolo della donna non dev’essere più sottaciuto».

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