Pubblicato il: 13 marzo 2018 alle 8:00 am

Contratto: «Il Governo c’è, ci dia subito risposte!» Lo chiedono le organizzazioni sindacali di medici e veterinari alla vigilia dell'incontro del 14 marzo all'Aran

di Giulio Caccini.

Roma, 13 Marzo 2018 – Non sono più disposti ad aspettare. E lo dicono chiaramente: “Un governo c’è! Ed è chiamato a dare risposte sul rinnovo del Ccnl della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria mettendolo in condizioni di partire senza penalizzazioni per i professionisti che lo aspettano da 10 anni”.

Il primo marzo scorso, l’incontro all’Aran tra i rappresentanti dell’Agenzia per la rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni e sindacati della dirigenza medica, non ha prodotto i risultati sperati. Il nodo è la possibilità di includere l‘indennità di esclusività nel monte salari, richiesta considerata dall’Intersindacale della dirigenza medica e sanitaria una sorta di pre-condizione della trattativa sul rinnovo contrattuale.

“Nessuno può mettere in discussione il nostro diritto ad aumenti stipendiali di pari entità a quanto percentualmente riconosciuto al personale degli altri settori della dirigenza della Pubblica amministrazione ed ai medici convenzionati per i quali, proprio in queste settimane, si sono concluse positivamente le trattative per il rinnovo delle convenzioni – scrivono in una nota le organizzazioni sindacali di medici e veterinari -. Se l’Aran non avrà precise indicazioni in merito all’inserimento nel computo complessivo della massa salariale della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria del valore della indennità di esclusività di rapporto col Ssn, i nostri stipendi sarebbero rivalutati solo del 2,9% determinando una palese ed inaccettabile sperequazione tra professionisti che operano per lo stesso datore di lavoro. Alimentando quella frustrazione dei dipendenti pubblici e la frattura con le istituzioni che si è riversata nel voto del 4 marzo”.

La richiesta è chiara: “L’Aran deve dare una risposta conclusiva su una vicenda che si trascina dal 2010 e che deve essere sanata per dare via libera al contratto di 140.000 dirigenti che attendono.

Il Governo è al suo posto ed attraverso il Mef deve permettere alla responsabilità datoriale delle regioni di ottemperare a sentenze esplicite sull’improcrastinabilità dei rinnovi, mettendo fine a politiche di tagli e penalizzazioni per la sanità pubblica ed i suoi professionisti.

Noi siamo pronti – precisano i sindacati -. Manca solo la volontà politica dell’Esecutivo cui spetta la responsabilità di evitare conflitti sociali nell’attuale clima di incertezza politica”.

E se per Guido Quici, presidente del sindacato dei medici Cimo «Si prende atto della mancata volontà politica di avviare un serio confronto con le organizzazioni sindacali della dirigenza della sanità finalizzata al rinnovo di un contratto atteso dai medici da quasi un decennio», Andrea Filippi, segretario nazionale della Fp Cgil medici, più morbido, commenta: «È stato un “ni”, come ci aspettavamo ma apprezziamo l’impegno dell’Aran verso una chiusura del contratto in tempi ragionevoli rispettando quanto previsto dall’intesa del 30 novembre 2016. Sull’inclusione dell’indennità di esclusività nel monte salari si avrà più chiarezza nel prossimo incontro del 14 marzo, dopo una valutazione congiunta Mef-Regioni».

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