Pubblicato il: 15 marzo 2018 alle 8:00 am

I capelli rossi tra pregiudizi e rischio estinzione Come è cambiato il pensiero nei confronti del rutilismo dagli antichi Egizi a oggi? Un po' di storia ma anche il risultato di una recente ricerca sulla genetica delle chiome ramate

di Caterina Slovak.

Roma, 15 Marzo 2018 – Il rutilismo, la caratteristica delle persone che hanno capelli rossi, biondo ramato o castano ramato,  è propria delle popolazioni caucasiche ed è legata a una pigmentazione più chiara e la presenza di lentiggini. La teoria è che i capelli rossi (e gli occhi azzurri) si sono evoluti in paesi dove generalmente c’è brutto tempo, cielo nuvoloso e il corpo ha massimizzato la quantità di vitamina D.

A differenza dei biondi e dei bruni, i capelli rossi sono spesso diventati la causa di pregiudizi e di luoghi comuni. Le persone con i capelli rossi hanno, non di rado, occupato un posto particolare nella storia proprio per essere state oggetto di ingiustificate discriminazioni che sconfinano nel razzismo.

Benché il 30 per cento delle donne che tingono i capelli decida di farsi rossa, le valenze negative associate all’avere le chiome fulve persistono un po’ ovunque. Ai rossi è, generalmente, associato un carattere irascibile ed una certa focosità sessuale, in particolare le rosse sono spesso associate a un temperamento “caldo”, tesi mai dimostrata da nessuno studio scientifico.

I pregiudizi e le credenze sui rossi sembrano permeare tutte le culture. Nella Bibbia i personaggi con i capelli rossi non godevano di buona fama: il nome Adamo è, presumibilmente, la parola ebraica per ‘rosso’ o ‘rubicondo’, e Giuda viene spesso raffigurato con i capelli rossi, e sappiao com’è finita,  così come Maria Maddalena. Il re Davide si pensa sia stato rosso ed alcuni addirittura ritengono che il leggendario ‘marchio di Caino’ fosse proprio la sua chioma fulva.

Gli antichi egizi, che tendevano a divinizzare  ogni situazione che incuteva paura o comportava particolari pericoli, credevano che gli animali e gli uomini fulvi avessero un legame speciale con il dio ‘Set’. Molti faraoni avevano i capelli rossi. Incluso Ramses, il più famoso. Tuttavia, consideravano anche il rosso come colore foriero di gravi sfortune, per cui  molte fanciulle con la capigliatura fulva furono bruciate e non pochi rossi erano stati sepolti vivi.

Gli antichi Greci ritenevano che le donne rosse si trasformassero in vampiri dopo la morte, ma  gli antichi romani pagavano un prezzo maggiorato per gli schiavi dai capelli rossi.

Nel Medioevo, come per l’Inquisizione spagnola,  il rosso era visto come il colore del Diavolo, e si pensava che un bambino nato con i capelli rossi fosse stato concepito durante il periodo del ciclo mestruale della donna.

Nei primi anni del 1600, alla fine del regno della regina Elisabetta I emerse nel sud-ovest dell’Inghilterra la convinzione che le fate e le creature ultraterrene fossero rosse. Così le persone dai capelli rossi sono state, da allora in poi, sempre ritenute dotate di talenti extra-ordinari oltre che maliziose.

E se in Danimarca è un onore avere un figlio dai capelli rossi, in Corsica, se si supera una persona con la chioma rossa per la strada, si deve sputare e girarsi, non si sa perché. In Polonia, si ritiene che se si superano tre persone con i capelli rossi si vincerà alla lotteria, mentre alcuni ritengono che il nome Russia significhi “terra dei rossi” in onore di un vichingo dai capelli rossi di nome Rurik.

L’associazione dei capelli rossi con l’inaffidabilità e la bruttezza prevale in qualche modo in età moderna.

I nazisti si domandavano perfino se consentire o meno alle persone dai capelli rossi di sposarsi, temendo che la loro progenie fosse degenerata.

In genere, si trovano più persone con capelli rossi alle latitudini settentrionali, ma ve ne sono anche tra gli ungheresi, gli egiziani, gli israeliani ed alcune tribù nigeriane. La maggiore concentrazione è in Scozia (13%), seguita da vicino dall’Irlanda con il 10%.

Ci sono poi molti interrogativi sui capelli rossi, come il fatto che alcuni uomini hanno la barba rossa, ma i capelli di colore scuro, o che  il rosso dei capelli tenda a cambiare così tanto nel corso della vita.

Anche dal punto di vista medico si raccontava che i pazienti con i capelli rossi corressero maggiori rischi durante un’operazione chirurgica, fossero più a rischio per emorragie, sopportassero meno il dolore e sviluppassero ernie con più facilità, ma gli scienziati ritengono che sia un luogo comune che, anche se piuttosto in voga tra gli stessi medici, va assolutamente sfatato. E’ vero che queste persone, che sono l’1-2% della popolazione mondiale, hanno bisogno di più anestetico prima dell’operazione (ed è anche dimostrata una maggiore sensibilità al caldo e al freddo) ma le preoccupazioni sono esagerate.

La Scozia vanta una popolazione dai capelli rossi pari al 13 per cento e la maggior parte di loro è concentrata nell’area di Edimburgo: cifre notevoli rispetto a una frequenza mondiale che si attesta tra l’1 e il 2%. Secondo delle stime, nel Regno Unito e in Irlanda il numero dei “rossi” è di circa 20 milioni.

Ma perché i capelli rossi, così come gli occhi azzurri, sono a rischio estinzione? Colpevoli sarebbero ancora una volta le emissioni incontrollate di gas serra provenienti da attività umane. E’ quanto rivela una ricerca condotta da ScotlandsDNA, una società che studia il DNA.

I ricercatori spiegano che la diffusione di questi geni sia causata dai cieli nuvolosi e dunque alla mancanza di luce solare. Pensando al clima in Irlanda, in Scozia, e nell’Inghilterra del nord questa affermazione sembra essere abbastanza verosimile. Secondo lo studio, i geni che riconducono ai red hair si sarebbero scatenati da una alimentazione mirata a sopperire alla carenza di vitamina D. Con il problema dell’inquinamento atmosferico questa caratteristica potrebbe venire meno dato che le temperature globali stanno mutando. Gli scienziati internazionali hanno già annunciato l’incremento delle temperature di due gradi centigradi entro fine secolo. Se il clima sta cambiando allora questo influenzerà il gene: se il mondo diventerà più’ caldo e soleggiato questi tratti particolari potrebbero estinguersi.

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