Pubblicato il: 15 marzo 2018 alle 9:00 am

Pranzi low cost per battere la solitudine A Empoli gli anziani fanno la spesa insieme e mangiano in compagnia grazie a un progetto Auser

di Arcangela Saverino.

Empoli, 15 Marzo 2018 – L’idea comune è che, con la vecchiaia, tutto diventi lontano. Il viso rugoso, per esempio, sembra allontanarsi dal cuore o dalla testa. Dai pensieri, ma saper invecchiare “è il capolavoro della sapienza, e uno dei più difficili capitali della grande arte di vivere”, scrisse il filosofo e poeta Henri- Frederic Amiel. Lo sanno bene gli anziani che, ogni giorno, si riuniscono attorno al tavolo del “ristorante” Auser nella sede delle Pubbliche Assistenze Riunite di Empoli  grazie al progetto Pranzo Insieme. Sono anziani che, per sconfiggere la solitudine, fanno la spesa la mattina e dopo mangiano in compagnia, seduti l’uno di fianco all’altro, per merito di cuochi volontari dell’associazione. Daniela Tinghi, responsabile Auser Empoli e presidente territoriale, ha spiegato a neifatti come è nata l’iniziativa solidale «Durante la mia presidenza del Filo d’argento, tramite il servizio della spesa a domicilio, i nostri volontari si sono resi conto che gli anziani, pur ricevendo generi di prima necessità, non cucinavano. A quel punto abbiamo pensato di creare una mensa che, ci tengo a precisarlo, non può essere definita di poveri, ma per persone sole».

I cuochi volontari sono cinque e fanno i turni. Il cuoco storico è Alessandro Bicchierai, 86 anni, con un passato da macellaio e poi da magazziniere, aiutato da Rosanna Grappi (70 anni, ex pasticciera), Iolanda Bartoli (81 anni, ex mezzadra), Vincenza Antona (77 anni, tanti lavori alle spalle), tutte in pensione. La mattina acquistano prodotti freschi e poi di corsa in cucina, a preparare pietanze, ogni giorno diverse, che richiamano le vecchie tradizioni culinarie toscane. Pagando la modesta cifra di 3,50 euro, i commensali hanno diritto ad un pranzo completo e, soprattutto, alla possibilità di trascorrere qualche ora in compagnia. C’è l’ex poliziotto della stradale, il negoziante, la mondina. C’è chi ha alle spalle storie di immigrazione, dal sud al nord Italia; storie di sacrifici. Chiaccherano, si raccontano, sorridono, si emozionano, giocano a carte e tengono lontana la solitudine. «L’atmosfera che si crea è davvero molto bella, da “casa dei nonni” – continua Daniela Tinghi -. C’è molto entusiasmo anche da parte dei cuochi volontari che hanno tantissima voglia di cucinare». Anziani che hanno ritrovato la voglia di vivere, di condividere tempo, sorrisi ed esperienze. Ma non finisce qui, dalla cucina solidale escono anche i pasti che vengono consegnati alle persone o alle famiglie che hanno bisogno.

«Questo è un progetto importante per chi è solo, che si aggiunge ad altri: ci sono i lunedì culturali nella sede di via Lavagnini, le tombolate dopo pranzo, la ginnastica dolce, le domeniche dedicate al ballo liscio a Cortenuova, le gite» ha dichiarato Camilla Cerbone, la trentaduenne presidente dell’Auser di Empoli, che è un po’ la nipote di tutti. «C’è spazio anche per la solidarietà: l’ex scuola di Ponzano ospita la sartoria solidale, dove vengono realizzate le “pigotte” per raccogliere fondi. Senza dimenticare che portiamo i pasti pronti alle famiglie che ne hanno bisogno».

Storie come questa ci insegnano che esiste un solo modo di curare la solitudine, stando in mezzo ad altre persone che hanno la voglia di donare, non solo di ricevere. Che sia un sorriso, una carezza, un pasto in compagnia. La solitudine degli anziani è un problema morale, oltre che sociale, che può compromettere la salute fisica ed emotiva. I volontari e i commensali coinvolti nel progetto Pranzo Insieme  dimostrano che bisogna esistere non solo per sé, ma anche gli altri.

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