Pubblicato il: 25 marzo 2018 alle 9:00 am

Ha più di 200 anni ma riesce ancora a far emozionare (e innamorare) chi lo legge “Orgoglio e pregiudizio”, un raffinato romanzo d’amore che è anche una spietata critica alla società del tempo. Austen ha raccontato un mondo sempre attuale

di Rosa Aghilar.

Roma, 25 Marzo 2018 –  “Vanità e orgoglio sono due concetti ben diversi. Si può essere orgogliosi senza essere vanitosi. L’orgoglio si collega piuttosto all’opinione che abbiamo di noi stessi, la vanità è ciò che desidereremmo fosse l’altrui opinione.”

Ognuno di noi cerca una frase o una parola che diventi emblema del libro che si sta leggendo, affinché esso lasci nel cuore e nell’anima qualcosa d’indelebile. Ecco il mio è quello su citato, un concetto di un’attualità sconcertante, nonostante l’opera sia del gennaio del 1813.

Il libro racconta della famiglia Bennet, ma soprattutto delle loro cinque figlie adolescenti, tutte destinate a entrare in società.

La famiglia vive nella campagna di Netherfield, più esattamente in provincia, le cui preoccupazioni principali sono tutte legate alle convenzioni sociali. Bisognava assicurare un “buon partito” a ognuna delle cinque ragazze, secondo la volontà della signora Bennet.

Sono soprattutto le due sorelle più grandi Jane ed Elizabeth, bella e sensibile la prima, intelligente e spiritosa la seconda, a essere al centro della trama.

La ”finta modestia” di alcuni personaggi che l’autrice finemente analizza è chiave di volta del romanzo. Proprio Darcy, amico di Jane, figura centrale dell’opera, afferma: ”appearance of humility is sometimes an indirect boast”.

La finta umiltà può celare una vanità nascosta, concetto questo attualizzabile in un’opera definita classico. Ciò di cui la Austen scrive, è un punto cardine della falsità dei rapporti che caratterizza anche la nostra epoca. L’autrice costruisce i suoi romanzi sulla sua esperienza di vita che pare, però non sia stata particolarmente travolgente.

Questo è uno scritto da leggere oltre la trama: appone una critica alla società del tempo e delle sue convenzioni, feroce.

Jane accetta una proposta di matrimonio per poi rifiutarla il giorno dopo. Eppure il matrimonio era l’obiettivo di ogni donna per il proprio sostentamento e l’amore è messo in secondo piano. E’ proprio l’amore ad essere il protagonista indiretto del romanzo, una lotta tra l’orgoglio di una donna che sfida i pregiudizi del tempo, siamo in pieno ottocento e quelli dei personaggi.

Mr. Bingley, scapolo e ricco dubiterà dei sentimenti di Jane a causa della sua indifferenza, ed Elizabeth, ingannata dall’apparenza e dal pregiudizio, crederà che Darcy abbia un atteggiamento superbo.

Sono proprio l’orgoglio che fa perdere ciò che si ama e il pregiudizio che preclude la possibilità di vivere il nuovo a creare una serie d’intrecci.

Non è un semplice romanzo d’amore. E’ il classico da leggere e rileggere, dallo stile raffinatissimo, ma che porge una spietata critica della realtà.

Il capolavoro  è diventato oggetto di numerose trasposizioni cinematografiche, tra cui la versione più recente del 2005 che vede come attori protagonisti Keira Knightley nei panni di Elizabeth Bennet e Matthew Macfadyen il  Signor Darcy.

Le riflessioni della narratrice inglese, scrittrice dalla penna graffiante, escono dalle pagine del romanzo per entrare nella realtà, facendo sentire il lettore tormentato dall’amore, vissuto tra l’orgoglio e il pregiudizio.

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