Pubblicato il: 26 marzo 2018 alle 8:00 am

Ridurre le emissioni di carbonio potrebbe salvare 153 milioni di vite Lo dice uno studio americano, il primo a determinare il numero di morti premature che si eviterebbero

di Teresa Terracciano.

Durham, 26 Marzo 2018 – Fino a 153 milioni di morti premature in tutto il mondo legate all’inquinamento atmosferico potrebbero essere evitate, in questo secolo, se i governi accelereranno il loro programma per ridurre le emissioni di combustibili fossili, secondo i ricercatore della Duke University.

Questo studio è il primo a calcolare il numero di vite che potrebbero essere salvate, città per città, in 154 delle più grandi aree urbane del mondo se le nazioni concordano di ridurre le emissioni di carbonio e limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5°C nel prossimo futuro piuttosto che rimandare i maggiori tagli alle emissioni, come hanno proposto alcuni governi.

Kolkata e Delhi, in India, guidano l’elenco delle città che beneficiano di tagli accelerati delle emissioni con fino a 4,4 milioni e fino a 4 milioni di vite salvate, rispettivamente. Altre tredici città asiatiche o africane potrebbero evitare più di 1 milione di morti premature e circa 80 città aggiuntive potrebbero evitare almeno 100.000 morti.

Quasi 50 aree urbane in altri continenti potrebbero vedere margini significativi in numero di vite salvate – come Mosca, Città del Messico, San Paolo, Los Angeles, Puebla e New York – ciascuna potenzialmente evitando tra 320.000 e 120.000 morti premature.

Le nuove prospettive evidenziano le gravi lacune nell’approccio per la riduzione delle emissioni, che consente di mantenere le emissioni di anidride carbonica e gli inquinanti atmosferici associati a livelli più elevati a breve termine nella speranza che possano essere compensati da emissioni negative in un lontano futuro, ha dichiarato Drew Shindell, Professore di Scienze della Terra alla Duke’s Nicholas School of the Environment.

Per condurre lo studio, i ricercatori hanno avviato simulazioni al computer di future emissioni di anidride carbonica e di inquinanti associati come ozono e polveri sottili in tre diversi scenari. Il primo scenario simulava gli effetti di una riduzione accelerata delle emissioni di carbonio e quasi nessuna emissione negativa per il resto del XXI secolo. Il secondo scenario ha simulato gli effetti di consentire emissioni di carbonio leggermente più elevate nel breve periodo, ma con riduzioni complessive ancora sufficienti a limitare il riscaldamento dell’atmosfera a 2°C entro la fine del secolo. Il terzo scenario ha simulato gli effetti di un approccio ancora più accelerato, in cui le emissioni a breve termine sono ridotte a un livello che limiterebbe il riscaldamento atmosferico a 1,5°C.

I ricercatori hanno poi calcolato gli impatti sulla salute umana dell’esposizione all’inquinamento in ogni scenario in tutto il mondo, concentrandosi sui risultati nelle grandi città e utilizzando modelli epidemiologici consolidati basati su decenni di dati sulla salute pubblica relativi a decessi correlati all’inquinamento atmosferico.

«Poiché l’inquinamento atmosferico è qualcosa che comprendiamo molto bene e abbiamo dati storici approfonditi a riguardo, possiamo dire con una certezza relativamente elevata quante persone moriranno in una data città in ogni scenario», ha detto Shindell. «Speriamo che queste informazioni aiuteranno le pubbliche amministrazioni a coglierne i benefici per accelerare le riduzioni di carbonio nel breve termine».

Fonte per approfondimenti: Drew Shindell, Greg Faluvegi, Karl Seltzer and Cary Shindell. Quantified, Localized Health Benefits of Accelerated Carbon Dioxide Emissions Reductions. Nature Climate Change, 2018 DOI: 10.1038/s41558-018-0108-y

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