Pubblicato il: 28 marzo 2018 alle 8:30 am

L’isola di spazzatura nel Pacifico sta aumentando rapidamente Numeri impressionanti definiscono l'estensione della chiazza e il peso dell'immondizia. Per gli autori del dossier: «E' il momento di agire»

di Teresa Terracciano.

Londra, 28 Marzo 2018 – Una nuova analisi rivela che il Pacifico contiene fino a sedici volte più plastica di quanto precedentemente stimato, con livelli di inquinamento in esponenziale aumento.

Il Great Pacific Garbage Patch (GPGP), conosciuta in italiano come “grande chiazza di immondizia del Pacifico”, situato a metà strada tra le Hawaii e la California, è la più grande zona di accumulo di plastica oceanica sulla Terra. Convenzionalmente, i ricercatori hanno usato reti singole a maglie fini. Questi metodi non sono in grado di misurare l’entità del problema nella sua massima estensione, poiché tutte le reti di campionamento, piccole e grandi, non sono state in grado di acquisire oggetti più grandi della dimensione della rete.

Al fine di analizzare l’intera portata del GPGP, il team ha condotto l’attività di campionamento più completa fino ad oggi attraversando il campo di detriti con 30 navi contemporaneamente. Sebbene la maggior parte delle navi fosse equipaggiata con reti di campionamento standard, la nave guida della flotta RV Ocean Starr ha anche trascinato due dispositivi di sei metri di larghezza, consentendo al team di campionare oggetti di dimensioni medio-grandi.

Per aumentare la superficie esaminata e quantificare i più grandi pezzi di plastica – oggetti che includono reti da pesca scartate di diversi metri – un velivolo C-130 Hercules è stato dotato di sensori avanzati per raccogliere immagini multispettrali e scansioni 3D della spazzatura oceanica. La flotta ha raccolto un totale di 1,2 milioni di campioni di plastica, mentre i sensori aerei hanno scansionato oltre 300 km2 di superficie oceanica.

I risultati, pubblicati in Scientific Reports, rivelano che il GPGP, definito come l’area con più di 10 kg di plastica per km quadrato, misura 1,6 milioni di chilometri quadrati, tre volte la dimensione della Francia continentale. In questa zona sono accumulati 1,8 trilioni di pezzi di plastica del peso di 80.000 tonnellate, l’equivalente di 500 Jumbo Jets. Queste cifre sono da quattro a sedici volte superiori rispetto alle stime precedenti. Il 92% della massa è rappresentato da oggetti più grandi; mentre solo l’8% della massa è contenuto in microplastiche, definite come pezzi di dimensioni inferiori a 5 mm.

«Siamo rimasti sorpresi dalla quantità di grandi oggetti di plastica che abbiamo incontrato», ha detto la dottoressa Julia Reisser, capo scienziato delle spedizioni. «Pensavamo che la maggior parte dei detriti fosse costituita da piccoli frammenti, ma questa nuova analisi accende una nuova luce sulla portata dei detriti».

Confrontando la quantità di microplastiche con le misurazioni storiche del GPGP, il team ha scoperto che i livelli di inquinamento plastico a suo interno sono cresciuti in modo esponenziale dall’inizio delle misurazioni negli anni ’70. Laurent Lebreton, autore principale dello studio, spiega: «Sebbene non sia ancora possibile trarre conclusioni definitive sulla persistenza dell’inquinamento plastico nel GPGP, questo tasso di accumulo plastico, che era maggiore rispetto alle acque circostanti, indica che l’afflusso di plastica in quella zona continua a superare il deflusso».

Boyan Slat, fondatore di The Ocean Cleanup e coautore dello studio, ha elaborato la rilevanza dei risultati per i piani di pulizia della sua organizzazione: «Per essere in grado di risolvere un problema, crediamo sia essenziale innanzitutto capirlo. Fornire dati chiave per sviluppare e testare la nostra tecnologia di pulizia è importante» ma lo è anche l’urgenza di affrontare il problema dell’inquinamento della plastica, poiché i risultati indicano che la quantità di microplastiche pericolose aumenterà di oltre dieci volte se lasciata frammentare, «il momento giusto per agire è adesso».

Fonte per approfondimenti: L. Lebreton, B. Slat, F. Ferrari, B. Sainte-Rose, J. Aitken, R. Marthouse, S. Hajbane, S. Cunsolo, A. Schwarz, A. Levivier, K. Noble, P. Debeljak, H. Maral, R. Schoeneich-Argent, R. Brambini, J. Reisser. Evidence that the Great Pacific Garbage Patch is rapidly accumulating plastic. Scientific Reports, 2018; 8 (1) DOI: 10.1038/s41598-018-22939-w

neifatti.it ©