Pubblicato il: 31 marzo 2018 alle 8:00 am

L’Olocausto interminabile: l’antisemitismo esiste ancora? La barbara uccisione di Mireille Knoll a Parigi ci riporta indietro di decenni

da Parigi, Sylvie Pasquier.

31 Marzo 2018 – Sembra un allarme irrealistico in Europa, anzi, l’U­nio­ne Eu­ro­pea, co­me pro­get­to po­li­ti­co, cul­tu­ra­le, civile si fon­da sul­l’as­sun­to “mai più Au­sch­wi­tz”. Quan­do si par­la di an­ti­se­mi­ti­smo do­po la se­con­da guer­ra mon­dia­le, do­po la Shoah, bi­so­gna par­ti­re dal pre­sup­po­sto, as­so­lu­ta­men­te sog­get­ti­vo, del sen­so di col­pa che tut­ti pro­va­no. Qua­lun­que co­sa uno fac­cia, il sen­so di col­pa è ine­li­mi­na­bi­le: un mon­do che c’è sta­to non c’è più; per que­sto ognu­no si sen­te de­bi­to­re. Il pro­ble­ma è ov­via­men­te che co­sa si fa con que­sto sen­so di col­pa, che co­sa im­pli­ca, co­me lo si ge­sti­sce.
Ovviamente non siamo più in quegli anni, non ci so­no le con­di­zio­ni, non c’è un mo­vi­men­to an­ti­se­mi­ta che ab­bia pre­so il po­te­re in un gran­de pae­se eu­ro­peo. In­sul­ta­re un ebreo in quan­to ebreo oggi non è le­ci­to, è un rea­to. Og­gi ci so­no la po­li­zia, la pro­cu­ra, il si­ste­ma giu­di­zia­rio che pro­teg­go­no da que­ste co­se. Eppure si pos­so­no ve­ri­fi­ca­re, e soprattutto in Fran­cia si so­no ve­ri­fi­ca­ti, epi­so­di in cui gli ebrei so­no sta­ti ef­fet­ti­va­men­te mal­me­na­ti, e del­le si­na­go­ghe bru­cia­te, uno sviluppo dell’antisemitismo in Europa come mai si era avuto nei decenni dopo la Shoah. La punta di un iceberg sotto cui si nasconde un rinato odio razziale?

Questa orrenda constatazione si fonda sulle migliaia di testimonianze raccolte in tutta Europa che rivelano il permanere, e anzi il rafforzarsi, di un odio irrazionale e ossessivo verso gli ebrei, coniugato con la ripresa di antichi stereotipi, erroneamente ritenuti ormai estinti dopo la Shoah.

Proprio a Parigi è avvenuto un crimine particolarmente crudele, se si pensa che la vittima era più che ottantenne, e di religione ebraica. Un crimine che ha scandalizzato i francesi, sia per le modalità che per la matrice probabilmente antisemita. Questo lo decideranno gli inquirenti, mentre due sospetti sono stati fermati martedì e poi incriminati per “omicidio volontario antisemita a causa dell’appartenenza reale o presunta della vittima di una religione”, ma anche per “furto aggravato”. Non ci sono parole per descrivere l’omicidio di Mireille Knoll. L’ottantacinquenne di confessione ebraica è stata trovata pugnalata e poi bruciata nel suo appartamento nell’11° arrondissement di Parigi, lunedì 26 marzo. Mireille Knoll era una dei pochi sopravvissuti della retata del Vel d’Hiv del 1942.

Poche informazioni sono trapelate sul profilo della donna nata nel 1932. Nel luglio 1942 era fuggita da Parigi grazie al passaporto brasiliano di sua madre. A quel tempo aveva 10 anni e con sua madre si rifugiò in Portogallo, per far ritorno a Parigi alla fine della guerra. Suo marito, che morì nei primi anni 2000, era invece un sopravvissuto del campo di sterminio di Auschwitz, malato per diversi anni di Parkinson, come riferisce Le Parisien.

«Siamo tutti davvero scioccati. Non capisco come si possa uccidere una donna che non ha soldi e vive in un HLM (le case popolari in Francia). Era una signora di 85 anni che ha vissuto tutta la sua vita cercando di sfruttare al massimo tutto quello che quella vita poteva riservarle, perché aveva sofferto durante la guerra. Amava vivere» racconta il figlio Alain Knoll.

Una sofferenza che sottolinea anche Georges-William Goldnadel, l’avvocato della famiglia. «Con il marito – ha detto – hanno vissuto nella memoria di quei giorni, ossessionati dal ricordo della Shoah».

Tuttavia, sempre secondo Alain Knoll, Mireille, che ha vissuto tutta la sua vita nel 11° arrondissement, ha sempre cercato di essere «gentile, dolce con i vicini, i negozianti, i bambini». «Una persona molto allegra ed estremamente discreta», ricorda infatti un vicino.

Forti le reazioni sui social network. Personalità pubbliche e comuni cittadini sono sotto shock. Il presidente Emmanuel Macron ha scritto su Twitter: “Esprimo la mia emozione per il terribile crimine commesso contro la signora Knoll. Ribadisco la mia assoluta determinazione a combattere l’antisemitismo”.

Epi­so­di estre­ma­men­te spia­ce­vo­li, ma è vero antisemitismo o l‘atto selvaggio di due balordi? L’an­ti­se­mi­ti­smo di­ven­ta pe­ri­co­lo­so quan­do c’è una for­za po­li­ti­ca che cre­de che gli ebrei sia­no la cau­sa di tut­ti i ma­li del­la so­cie­tà e che per di­fen­de­rla si deb­ba in qual­che mo­do com­bat­te­re la loro in­fluen­za, im­pe­den­do lo­ro di la­vo­ra­re, o espel­len­do­li o uc­ci­den­do­li. E’ que­sto l’an­ti­se­mi­ti­smo. L’an­ti­se­mi­ti­smo di per sé non è eli­mi­na­bi­le. E ef­fet­ti­va­men­te è in­trin­se­co al­la cul­tu­ra oc­ci­den­ta­le: non esi­ste la cul­tu­ra oc­ci­den­ta­le sen­za l’an­ti­se­mi­ti­smo: quel­lo che pri­ma si rim­pro­ve­ra­va al sin­go­lo ebreo og­gi vie­ne rim­pro­ve­ra­to al­lo sta­to ebrai­co, lo Sta­to di Israe­le.

Una marcia bianca si è tenuta a Parigi per condannare fermamente questi atti barbari e disumani. Una marcia come la giornata della memoria. Qualsiasi cosa si scriva e si dica oggi nel Giorno della Memoria, non servirà a porre fine l’antisemitismo. E’ difficile ormai credere nel potere della memoria. Questo giorno varrà come un blando tranquillante; potrà funzionare per blandire per alcuni minuti la coscienza europea che mal sopporta il crimine della Shoah. Avrà un uso nell’unificare momentaneamente politici e intellettuali di varie appartenenze.

Eppure anche coloro che si riuniranno per ricordare i propri morti nella shoah, sanno ormai che, come dice lo scrittore yiddish L. Shapiro, l’antisemitismo è eterno come è eterno Dio.

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