Pubblicato il: 3 aprile 2018 alle 8:00 am

Ma quanto è bello fare i turisti in bicicletta Pedalando, percorriamo la pista ciclabile più famosa d'Europa che da Passau porta a Vienna lungo le sponde del fiume Danubio

di Danilo Gervaso.

Vienna, 3 Aprile 2018 – Sul sito Life in travel-Avventure in bicicletta si legge un bellissimo mantra: La bicicletta è umile: quando si muove lo fa nel silenzio, ascoltando il respiro degli alberi e il canto delle stelle.

La bicicletta è creativa: dal punto di vista privilegiato di un sellino prendono vita le idee più pazze e meravigliose della nostra esistenza.

La bicicletta è lenta: si prende il suo tempo, non ha voglia di sfidare i veloci giganti del bitume, si accontenta di regalare momenti di profonda felicità mentre ti scorta con perseveranza verso l’orizzonte (e l’infinito!).

E’ questo lo spirito di quanti si mettono in viaggio con pochissimo bagaglio sulle due ruote: un modo alternativo per avvicinare “luoghi e persone”, attraverso viaggi itineranti o gite giornaliere, senza motivazioni agonistiche, lungo percorsi prevalentemente facili, su strade a scarso traffico o riservate alle biciclette (ciclopiste).

Tutto in questo tipo di vacanza è a misura d’uomo, un turismo slow, intendendo come “lentezza” anche un impiego responsabile e consapevole delle risorse turistiche, ma – cosa ancor più importante – sostenibile, perché consente di godere del rapporto diretto con l’ambiente, preservandolo.

Non si può più parlare di un viaggio dove si gode all’arrivo, è che il viaggio coincide con lo spostamento: esso consente infatti di “vivere” i percorsi, apprezzandone non solo le particolarità ambientali o culturali poco note, permettendo di entrare in un contatto più profondo con il paesaggio, naturale o urbano, con la sua cultura e la sua tradizione. La sosta coincide con la natura del percorso: se piace, ci si ferma, e così il ristoro, la visita o il pernottamento.

Il cicloturismo ha dunque una duplice valenza: socio-culturale ed economica. Contribuisce ad incrementare l’uso della bicicletta anche negli spostamenti quotidiani, divenendo così strumento di diffusione di comportamenti virtuosi. E valorizza le zone attraversate, anche quelle marginali rispetto alle mete del turismo di massa, esercitando ricadute positive sulle economie locali e favorendo la nascita di nuove iniziative imprenditoriali, promuovendo politiche di sostenibilità.

Va da sé che per l’ambiente questo sia il migliore turismo, poiché riduce il traffico veicolare, le emissioni di anidride carbonica e solforosa e l’inquinamento acustico, l’abbassamento dell’indice di affollamento turistico, l’incremento delle aree e dunque della mobilità pedonale, anche come effetto indiretto delle politiche connesse alla promozione dell’uso della bicicletta; in ultimo, un incremento dell’attrattività della destinazione stessa.

Per chi sente dentro di sé forte il richiamo della natura e sta meditando di partire per un’avventura di questo tipo nelle prossime vacanze estive, può informarsi circa i percorsi presso l’associazione volontaria gestita dalla Federazione Europarc, che unisce 107 aree protette di 13 Paesi Europei.

Quale l’attrezzatura necessaria? Prima di partire si decide se noleggiare le biciclette oppure portare le proprie, anche due normalissime biciclette da città. Ma occorre accessoriarle un po’, ad esempio due borse, una per il vestiario e una contenente un po’ di arnesi per le biciclette, uno zainetto leggero sul portapacchi per gli imprevisti meteorologici con felpa, mantella da pescatori per la pioggia, un giubbino antivento.

E allora partiamo per la più famosa pista ciclabile d’Europa, quella che da Passau porta a Vienna lungo le sponde del Danubio. Per gli alloggi generalmente non ci sono problemi, lungo il tragitto si trovano molte strutture e nei centri più grandi ci può rivolgere agli Uffici del Turismo che, assolutamente gratis, prenotano la camera a seconda delle richieste.

Il punto di partenza della Donauradweg (percorso in bici lungo il Danubio) è Passau, cittadina bavarese al confine con l’Austria, “Das Venedig Bayerns” (la Venezia della Baviera), una città situata alla confluenza di tre fiumi dove già i romani fondarono ben tre accampamenti militari.

Nel XVII secolo i principi locali fecero ricostruire la città, con l’aiuto di architetti italiani, in stile barocco, rococò e neoclassico, conferendole così il suo affascinante aspetto odierno.

Per la maggior parte del tragitto ci sono due ciclovie, una a destra e una a sinistra del fiume, per cui ognuno può scegliere il proprio percorso e passare da una sponda all’altra, grazie a delle chiatte che in alcuni punti attraversano il fiume.

Scegliendo il lato sinistro del Danubio si prolunga la permanenza in terra tedesca. La pista ciclabile costeggia a destra il Danubio e a sinistra la strada, abbastanza trafficata, ma dopo una ventina di km si percepisce il vero spirito dell’impresa. La pista lascia la statale e si addentra nella natura. Niente più rumori di civiltà si pedala in simbiosi con la natura, quasi fino a Linz.

Dopo un paio di giorni, certo, la fatica si fa sentire, ma la meta finale tiene alto il morale.

Lungo il percorso si trova Mauthausen – volendo si può visitare il lager-  tristemente nota, anche se la cittadina è carina; più in là una splendida zona caratterizzata dal paesaggio classico della produzione di vino, dove gli scorci spettacolari danno una grande mano, distraendo dalla fatica.

Si può degustare l’ottimo vino, inoltre lungo il percorso è possibile mangiare le deliziose albicocche e acquistare la marmellata e altri prodotti del territorio. Ci sono infatti davanti alle case dei banchetti con i cestini di frutta, si sceglie quello che preferisci e si lasciano i soldi in un piattino!

Vienna attende all’arrivo, regale e altera.

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