Pubblicato il: 8 aprile 2018 alle 9:00 am

Rileggiamo L’amante giapponese, di Isabel Allende Un libro che regala umanità, quell’incessante bisogno di essere amati che si avverte a ogni età, quell’epica storia d’amore che trascende il tempo e si chiude senza lasciare nulla in sospeso con i suoi personaggi indimenticabili

di Rosa Aghilar.

Roma, 8 Aprile 2018 – “Per lei, l’erotismo richiedeva tempo e fiducia, e non lo trovava facilmente in una notte d’amore fasullo o meccanico con uno sconosciuto che non avrebbe mai più rivisto. In piena rivoluzione sessuale, nella stagione dell’amore libero, quando in California si praticava lo scambio di coppia e quando metà dell’universo andava a letto indiscriminatamente con l’altra metà, lei non smetteva di pensare a Ichimei.”

Lo sfondo del libro da cui sono tratte queste righe, è quello delle durissime condizioni dei Giapponesi che vivevano in America durante la Seconda Guerra Mondiale dopo l’attacco di Pearl Harbor, anch’essi perseguitati come gli ebrei.

E’ un continuo avvicendarsi delle voci narranti di due donne, la protagonista Alma Belasco, dal vissuto avventuriero e la giovane, esile e non bellissima Irina Bazili, ventiduenne moldava, fuggita da un passato torbido e un’infanzia tremenda che la segneranno per il resto della sua esistenza.

Alma, ebrea salvatasi dall’olocausto perché spedita in America appena in tempo dai genitori, settantottenne all’inizio del romanzo e ottantaduenne alla sua conclusione, è una donna che nulla si è risparmiata nella vita. Artista più che benestante, aristocratica d’adozione, vive a Lark House da alcuni anni, residenza per anziani molto particolare. Irina, “creatura strappata a un racconto nordico”, è un’infermiera di ampie mansioni. Tra le due l’intesa cresce a tal punto, da rivelarsi gli insospettati segreti delle loro vite.

Testimone dei loro racconti è Seth Belasco, nipote dell’anziana signora che s’innamorerà presto di Irina.

Ai due giovani Alma racconterà la sua vita, in particolare la sua grande storia d’amore clandestina, quella con il giapponese Ichi, figlio del giardiniere dell’aristocratica dimora in cui ha vissuto e compagno di giochi sin dalla più tenera infanzia.  E’ un amore fatto d’orgoglio taciuto, scelte sbagliate e pregiudizi, ma che sopravvive al tempo, conservando quella bellezza che solo un amore eterno possiede.

L’Allende, sicuramente amata nei suoi romanzi “La casa degli spiriti” o “L’isola sotto il mare”, in quest’opera non esprime la sua vera essenza di artista letteraria così come la conosciamo. La sua scrittura è sempre però ottima e la lettura seppur lenta all’inizio, procede scorrevole, senza grandi intoppi, anche quando l’atmosfera del romanzo si fa melodrammatica. Dalla copertina leziosa e accattivante, al suo interno confidenze sussurrate tra un abbraccio e l’altro, baci interminabili, poi la passione, ardente, viva, i desideri e i segreti.

neifatti.it ©