Pubblicato il: 12 aprile 2018 alle 8:00 am

Il terzo tempio, scenari catastrofici di dittature nel terzo Millennio Un romanzo che cattura con un ritmo incalzante e immagini che talvolta prendono la forma di un profondo messaggio politico

di Caterina Slovak.

Roma, 12 Aprile 2018 – Quando si avvicina l’estate, per molte persone si prepara quel periodo dell’anno in cui potersi dedicare ai libri ed alle classiche letture estive, in un momento in cui generalmente si ha più tempo libero grazie al rallentamento dei ritmi lavorativi prima ancora dell’arrivo delle tanto sognate vacanze. E l’unico dilemma ammesso in periodi di vacanza è proprio quello delle letture estive, soprattutto se siamo in partenza e lo spazio in valigia è, come al solito poco. In effetti scegliere non è impresa facile: c’è chi, sebbene abbia scaffali stracolmi di libri recentissimi preferisce rileggere sempre gli stessi, chi ha messo da parte pile di libri e novità.

Cerchiamo quindi di darvi una mano, segnalandovi una nuova uscita che, secondo noi, merita una lettura.

Il terzo tempio, di Yishai Sarid, Ed. La Giuntina. 14,45 euro su Mondadori store online, in poche settimane dalla pubblicazione è balzato ai primi posti delle vendite in Israele, scatenando polemiche.

E’ un romanzo che fonde attualità e letteratura, ambientato in un futuro non troppo distante, in una cella buia dove giunge solo il rumore del mare. Il titolo si rifà alla Bibbia: del Terzo Tempio è descritto nel Libro di Ezechiele 40-43, dove il Profeta ipotizza la terza costruzione del tempio ed immagina l’ingresso permanente del Dio d’Israele attraverso la porta orientale del muro del Terzo Tempio.

L’incipit è catastrofista. Un attacco atomico polverizza le metropoli israeliane della fascia costiera, ma Yehoaz, un carismatico ufficiale guidato dalla voce di Dio, crea un nuovo regno ebraico, ritrova l’Arca dell’Alleanza e fa ricostruire tempio di Gerusalemme, il Terzo Tempio, appunto, riportando all’antica gloria Israele. Ma il rischio dell’ambizione e del potere assoluto è dietro l’angolo. Autoproclamatosi sommo sacerdote, egli diffonde una religione ortodossa ai limiti del fanatismo, un culto selvaggio e primitivo, con sacrifici rituali  e osservazione scrupolosa della parola di Dio, un Dio che ora abita il Tempio. Ma come essere sicuri che lì dimori un dio o piuttosto si nasconda un  dèmone?

E’ fantapolitica? E’ un Fantasy ? Che senso ha parlare oggi di un Regno di Giudea? Nelle interviste l’autore, che è figlio del leader storico della sinistra Yossi Sarid, rivela una realtà ancora più terribile del romanzo: esisterebbero gruppi violenti che lavorano al progetto, progettano la distruzione della spianata delle Moschee, preparano le armi, si addestrano al sacrificio degli animali. Il loro obiettivo ideologico è la ricostruzione del Tempio.

Perché il tempio è così importante? E’ il Monte del Tempio per gli ebrei, mentre per i musulmani è la Spianata delle Moschee. Nel cuore della Città Vecchia di Gerusalemme, è per entrambi un luogo santo. Per i primi è la fonte dell’ebraismo, il posto dove sorgevano il primo Tempio fondato da re Salomone e distrutto dai babilonesi, ricostruito una seconda volta e distrutto definitivamente dai romani. Qui c’è il Kotel, il Muro del Pianto, primo luogo santo dell’ebraismo, il posto dove ogni ebreo si considera vicino alla presenza divina. Per i musulmani, è il terzo luogo santo dell’Islam, dove Maometto ascese al cielo. Ma il posto è considerato sacro anche dai cristiani, luogo di predicazione di Gesù e teatro della celebre cacciata dei mercanti.

Cosa scatenerebbe un attacco a questo luogo? Il romanzo è in realtà un accorato appello agli israeliani affinché si guardino dall’oltranzismo religioso, affinché siano molto vigili. In un’area in cui sono già molte le tensioni e i massacri sono purtroppo all’ordine del giorno, si sente oggi la necessità di consolidare la coscienza democratica, poiché la tendenza a un ritorno al totalitarismo è forte ne momenti di crisi.

Se non vi farete spaventare dai riferimenti biblici frequenti, scoprirete un romanzo che vi catturerà con un ritmo incalzante e immagini che talvolta prendono la forma di un profondo messaggio politico, senza mai abbandonare le fila di una trama appassionante che, tra orgoglio ebraico e bisogno di  democrazia e il bisogno di leggi, rituali e rigide credenze, racconta quanto sia labile il confine tra un mondo disorientato e l’esplodere del fanatismo e della dittatura.

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