Pubblicato il: 15 aprile 2018 alle 8:00 am

«Ci metto la firma», e scopri l’individuo che è in te L’autografo descrive personalità e maturità della persona: dal tratto tremolante di un bambino al segno deciso di un adulto

di Giosuè Battaglia.

Roma, 15 Aprile 2018 – Quando si chiude un documento, sia esso una scrittura privata o una dichiarazione, si appone la firma in calce, quindi si sugella quell’atto con il proprio nome e cognome. La caratteristica della firma dà un valore fondamentale all’atto che si sostanzia per la sua unicità e il carattere personale; infatti “firma” deriva dal latino “firmus” che ha il significato di “fermo, inamovibile, saldo”. Solo la firma autografa è quella che ha validità in una sottoscrizione e firmare di proprio pugno in modo vergato, di per sé, dà un’impronta personale attraverso dei segni che trasmettono le proprie caratteristiche. Infatti, in generale esiste la scienza della grafologia, che distingue in modo preciso la personalità, lo stato emotivo, e altre caratteristiche di chi scrive; la firma, invece, riveste un carattere ancor più importante proprio perché esprime il valore che si dà attraverso il proprio pugno. La caratteristica di questo valore è variabile e cresce con l’individuo, esprimendo uno stato di sicurezza man mano che si diventa adulto. Come infatti si può notare che l’espressione di una firma di un bambino, appare subito in modo semplice come lo stato interno, che propende all’ingenuità, al modo sincero dell’espressione stessa dell’età e che racchiude tutto un mondo di fantasia e semplicità. A questo, segue un periodo fatto di ricerca della propria identità, una caratteristica personale da mostrare al mondo esterno in maniera più netta, più distinta che possa portare ad un ruolo più distinto nella società.

In questo periodo le caratteristiche evidenziate nella firma, sono di tenore andante, con un modo variabile in quanto l’individuo è alla ricerca, appunto, del proprio Io. Si troverà una grafica sicura solo in un pugno di una persona matura, perché quella espressione da motivo di sicurezza, di decisione in quanto il personaggio esprime con il suo vergare, una forma chiara che sugella la sua volontà, la sua dimensione nella società, il suo essere di persona. Sull’argomento esiste tutta una letteratura e viene ancora oggi usato un certo metodo su alcuni scritti di rilevata importanza, dove ancora si usa la firma in calce con penna stilografica perché la vergatura imprime al foglio il solco per accogliere l’inchiostro. Diversi sono gli studiosi di grafologia e psicologia, che hanno trattato l’argomento della firma in concerto del proprio “io” e vi sono state diverse valutazioni in merito, comunque convenendo che non è possibile delineare un profilo psico-grafologico dello scrivente completo e attendibile dalla analisi della sola firma, dalla quale non emergono tutti i dinamismi che sono alla base della personalità. Comunque si ammette che il modo e i lineamenti della firma, estrinsecano una certa sicurezza dovuta all’esperienza matura dell’individuo.

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