Pubblicato il: 24 aprile 2018 alle 9:00 am

Tobia, Charlie e Zac: terapeuti a quattro zampe per i malati di Alzheimer Il potere di una carezza e il ruolo degli amici animali nella cura di pazienti con varie forme di demenza.

di Arcangela Saverino.

Roma, 24 Aprile 2018 – La Pet Therapy, una disciplina che sta riscontrando un grande successo, coinvolgendo un numero sempre maggiore di persone, si fonda sulla convinzione che il rapporto con gli animali abbia un effetto benefico sullo stato psichico e fisico degli uomini. Tale rapporto è stato oggetto di approfonditi studi che hanno portato alla luce il profondissimo legame tra le due specie, corroborato oggi dai risultati e dagli esiti di numerose ricerche scientifiche: questi dimostrano che gli animali hanno un potere forte, tale da coinvolge la parte più intima degli uomini, riuscendo a sanare ferite e disagi profondissimi.

Su tali studi si basa il progetto di pet therapy realizzato dall’Associazione Fienile Animato Onlus, guidata dalla psicologa Beatrice Garzotto, nella struttura assistenziale Villaggio Amico, in Lombardia, che guarda al benessere degli anziani ospiti affetti dal morbo di  Alzheimer e da altri tipi di demenze. Tobia è un labrador, Charlie un cocker e Zac un bovaro del Bernese e tutti e tre fanno parte del progetto “Con Tobia sulla macchina del tempo”, pensato con l’obiettivo specifico di dare ai malati la possibilità di riscoprire una nuova voglia di ricordare, un modo diverso di stare insieme, raccontarsi e prendersi cura di altri esseri viventi. «L’Associazione Fienile Animato Onlus si occupa di progetti di pet therapy e equine therapy con cani, conigli, gatti e cavalli, rivolti principalmente alle scuole, in cui vengono proposte iniziative di pet education, e alle case di riposo come Villaggio Amico per il quale abbiamo sviluppato il progetto “Con Tobia sulla macchina del tempo”. L’idea è nata dalla voglia di supportare la medicina tradizionale con una terapia rivolta principalmente ai pazienti con demenza severa e Alzheimer» ha dichiarato a neifatti la dottoressa Garzotto. La struttura assistenziale Villaggio Amico, difatti, ospita al suo interno un Nucleo Alzheimer all’avanguardia, pensato per assistere gli anziani colpiti da questa malattia e da altre forme di demenza anche con terapie non farmacologiche di supporto: oltre la pet therapy, il programma assistenziale della RSA include altre cure dolci come la doll therapy, la musicoterapia, le isole sensoriali. L’idea di sviluppare il progetto all’interno del Centro polifunzionale che, presto, si estenderà all’asilo nido della struttura con l’introduzione nel programma educativo per i bambini di attività con piccoli conigli.

«La presenza di un animale rappresenta un momento di serenità e affetto e i nostri cani sono lasciati liberi di esprimersi esplorando l’ambiente e relazionandosi con gli anziani – ci spiega la psicologa – Una semplice carezza racchiude diversi aspetti: quello riabilitativo, in quanto si lavora sulla motricità fine delle mani, senza fare alcuna richiesta all’ospite; sensoriale, grazie al contatto con il pelo; umano, poiché vi è l’occasione di passare un momento piacevole e sentirsi importanti per qualcuno; fisiologico, in quanto la presenza del cane provoca un aumento della produzione di ossitocina (l’ormone dell’affetto) e un abbassamento del livello di cortisolo: ciò comporta meno stress, l’equilibrio del battito cardiaco e l’aumento di serotonina. Tutti elementi importanti per persone che soffrono di Alzheimer».

Vi è una connessione tra il contatto con gli animali e la possibilità di riscoprire la voglia di ricordare per le persone affette da Alzheimer e altre demenze, legata al fatto che prendersi cura di un altro essere vivente stimola la memoria di lavoro e quella a medio termine. «Molti anziani tengono a mente il giorno della settimana in cui svolgono le attività di pet therapy, i nomi dei cani e le loro storie. Inoltre, grazie alla presenza degli animali in struttura, aumenta il dialogo tra le persone, attraverso la comunicazione verbale e non, ed emergono ricordi legati ad animali domestici ». Il contatto con Tobia, Charlie e Zac, pertanto, migliora l’umore, non sempre stabile, dell’anziano; incrementa la voglia di comunicare, la soglia di attenzione, le abilità creative, stimolate dalla multisensorialità degli animali. La pet therapy aiuta anche a rafforzare l’autostima, a ridurre l’ansia e il senso di solitudine grazie all’indole sociale dei cani, a stimolare la partecipazione ad attività di gruppo, favorendo l’interazione tra gli ospiti. Gli incontri avvengono settimanalmente in una stanza dedicata agli ospiti e definita di concerto con l’équipe sanitaria e i responsabili del centro. La durata è di circa 50 minuti durante i quali il gruppo può sperimentare una relazione autentica, senza giudizio e soprattutto senza richieste o pressioni. Tobia, Charlie e Zac sono liberi di interagire, creando le migliori condizioni per favorire l’instaurarsi di una relazione spontanea.

Milan Kundera ha scritto che “L’amore tra il cane e l’uomo è idilliaco”, affermando che gli animali sono il legame dell’uomo con il paradiso. Non conoscono il male, né la gelosia, né la scontentezza, a differenza degli uomini.

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