Pubblicato il: 27 aprile 2018 alle 8:00 am

Brilla nell’aria… Ma anche nella mente Siamo nella stagione del risveglio e dell'energia, impariamo a riconoscere la nostra primavera psichica

di Francesco Rettura*.

L’abbiamo attesa a lungo per un inverno lungo e piovoso. Ora la Primavera è arrivata col suo tepore, le sue brezze leggere, con i suoi profumi, con le sue serate più lunghe e più chiare. La verità è che irrompe con grande potenza nella nostra psiche perché essenzialmente portatrice di luce, e la luce è l’energia che mette in moto i nostri motori psichici e fisici.

Leopardi ce l’ha fatto vedere col suo verso famoso “brilla nell’aria e per li campi esulta”, unendo insieme i giochi della luce e i giochi sulla terra di una danza invisibile, di una esultanza che sale dalle zolle di terra verso il cielo, quasi a ringraziare per la vita che ritorna, per il risveglio di tutte le creature, per il liberarsi degli effluvi, per un nuovo colorarsi della terra, portando la nostra psiche sulla parte finale di un trampolino: non possiamo far altro che lanciarci nella sfida di una nuova rinascita.

Ma, come? Per rispondere dobbiamo ritornare alla realtà biologica dei nostri tre cervelli. Il più antico, quello rettiliano o del serpente che bada alla sopravvivenza del sistema, esce dal suo standard invernale e si dedica ad un lavoro più lieve perché diminuiscono gli attacchi esterni delle malattie stagionali e lascia più spazio ai bisogni del cibo più colorato e gustoso, al riposo perché in aprile è dolce dormire, alla facile esposizione del corpo che ha fame di sole per ricostituire il corredo di vitamina D indispensabile per il benessere della struttura ossea, al risveglio di tutte le realtà sensoriali perché i nostri recettori esterni si predispongono a ricevere tutti gli stimoli esterni con modalità potenziata.

A questo punto andiamo a vedere cosa succede nel secondo cervello, quello limbico o mammaliano perché condiviso con tutti i mammiferi. Questo signore è la sede delle emozioni, del gusto, della memoria, dei sentimenti, della sensibilità per le arti, della fantasia e della immaginazione, dei sogni e di tutte le realtà più profonde del nostro inconscio. Qui nascono i desideri, qui si liberano le pulsioni legate al piacere, qui esplode il nostro desiderio di libertà, qui si prepara il bagaglio per i nostri viaggi, qui l’impossibile diventa possibile, qui si confermano o si mutano le nostre scelte, qui si risponde alla domanda non di cosa facciamo ma di cosa siamo, qui si ripropone continuamente il bivio della scelta: mi vado a prendere la vita o mi accontento e mi rassegno? La primavera potenzia ed accelera queste dinamiche. Mi viene facilmente in memoria una affermazione di A. Einstein; “La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un fedele servo. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono”.

E arriviamo al terzo cervello, quello prefrontale o razionale, quello che calcola e misura tutto, quello che contiene la concezione del tempo regolando così il ritmo delle nostre azioni. E’ il servo di cui parlava Einstein. Qui dobbiamo stare attenti a non cadere in una grande trappola e, cioè, a non chiedergli quello che non può darci. Molto recentemente i neuro scienziati ci hanno detto che in 24 ore il tempo completamente regolato dalla nostra razionalità non supera i 45 minuti. Può accadere che, di fronte all’espansione stagionale del cervello limbico, il nostro IO possa spaventarsi di fronte ad una grande richiesta emozionale o istintuale e finisca per chiedere al cervello razionale di fare il gendarme per bloccare una dinamica che avverte come pericolosa, soffocando così una potenziale fioritura del cervello limbico.

Impariamo, allora, a percepire e riconoscere i segni della nostra primavera psichica e diamole spazio dentro di noi, senza paura, perché la nostra anima non danneggia se stessa, solo ci offre una possibilità di manutenzione del nostro mondo interiore. In altri termini, facciamo durare il più a lungo possibile la nostra splendida primavera psichica.

*Psicologo – Psicoterapeuta

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