Pubblicato il: 4 maggio 2018 alle 8:00 am

“Nonne e nonni di comunità”, anziani contro il disagio sociale Un progetto che vede protagonista la terza età per sostenere famiglie disagiate con bambini fino a 6 anni

di Arcangela Saverino.

Milano, 4 Maggio 2018 – “I nonni lasciano le loro tracce nell’anima dei nipoti”, nessun’altra frase è più indicata per descrivere il regalo più grande che si possa ricevere: i sentimenti e le emozioni che, come radici, crescono nel cuore dei nipoti; sentimenti e emozioni che rendono i nonni “persone – case”, punti cardinali a cui fare riferimento in ogni fase della vita, soprattutto nei momenti in cui le certezze si sgretolano. Un legame indissolubile che unisce due generazioni diverse, lontane, attraverso semplici gesti, ma colmi di amore incondizionato. Sguardi di complicità, carezze, mani che donano comprensione e tenerezza, passeggiate sotto il sole: il tempo che i nonni dedicano ai nipoti è prezioso. Sulla base di tali consapevolezze, in quattro regioni è stato avviato il progetto di Auser Lombardia “I nonni come fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità genitoriali” che ha lo scopo di creare una rete di “Nonne e nonni di comunità” per dare supporto e sostegno a famiglie disagiate con bambini da 0 a 6 anni, contrastare l’isolamento socio culturale e prevenire il rischio di deprivazione dei bambini.

«In questo modo i nonni tornano ad essere un punto di riferimento affettivo, educativo con il loro bagaglio di esperienza e di memoria, oltre che sostegno importante nell’organizzazione delle pratiche di cura familiare» hanno dichiarato gli organizzatori. Il progetto, finanziato dal Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, è realizzato nell’ambito del bando per la prima infanzia affidato per la gestione da Fondazione con il Sud all’Impresa Sociale “Con i bambini” e coinvolge quattro regioni: Lombardia, Toscana, Umbria, e Basilicata. Sebbene parta dall’Auser Lombardia, interessa 47 partner tra cui Auser Toscana, Auser Umbria, Auser Basilicata, Università Bicocca di Milano, Università di Firenze, la Fondazione Asilo Mariuccia di Milano, l’Istituto degli innocenti di Firenze, Comuni e cooperative sociali: in tutto sono coinvolti 16 comuni, 4 istituti comprensivi, 8 cooperative, 4 università e istituti di ricerca, 1 fondazione e 14 associazioni Auser. L’obiettivo è di realizzare una vera e propria rete di risorse che i nonni volontari Auser potranno offrire, dopo un’adeguata formazione e preparazione, soprattutto in territori dove i servizi scarseggino: potranno accompagnare i bambini a scuola o al nido; coinvolgere i piccoli in attività di laboratorio; giocare in spazi realizzati appositamente, che serviranno anche ad organizzare momenti di formazione, informazione sui temi della cura e della crescita del bambino.

In Lombardia sono stati scelti il comune milanese di Sesto San Giovanni e due comuni della provincia di Cremona; in Umbria, piccoli comuni che hanno accolto le comunità terremotate; in Basilicata quattro comuni che hanno problemi di spopolamento e di integrazione dei migranti; in Toscana, in territorio senese, il progetto prevede attività di sostegno a favore di genitori single e famiglie di migranti.  Il compito di coordinare le attività di formazione dei nonni volontari e degli operatori sarà svolto da un’equipe del Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione dell’Università Milano Bicocca, mentre le attività di valutazione degli effetti del progetto saranno svolte da Asvapp (Associazione per lo sviluppo della valutazione e l’analisi delle politiche pubbliche). Resta da ricordare che “Un nonno è qualcuno con l’argento nei capelli e l’oro nel cuore”, anche quando non è il vincolo di sangue a legarlo ad un bambino.

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