Pubblicato il: 30 maggio 2018 alle 8:00 am

Una proteina antica 400 milioni di anni aiuta i ricercatori a capire l’HIV Lo studio condotto da ricercatori dell'University of Western Ontario punta a sviluppare un approccio più globale per far progredire i farmaci antivirali

di Teresa Terracciano.

Toronto, 30 Maggio 2018 – Comprendere l’evoluzione di una proteina antivirale vecchia di 400 milioni di anni che è emersa per la prima volta nella vita marina, chiamata HERC5, sta aiutando i ricercatori ad “avere la meglio” sul virus dell’immunodeficienza umana (HIV).

Lo studio dimostra che nel corso di centinaia di milioni di anni, questa battaglia per la sopravvivenza ha portato i geni a sviluppare sofisticati schermi per bloccare i virus, che a loro volta hanno costretto i virus a evolversi continuamente e ad aggirare queste difese. Ciò fornisce informazioni su come si sono evoluti i virus e il sistema immunitario.

Utilizzando la tecnologia di sequenziamento, Stephen Barr, assistant professor presso la Schulich School of Medicine & Dentistry, University of Western Ontario, con il suo gruppo di ricerca hanno scoperto che il gene HERC5 di questo pesce antico 400 milioni di anni appartenente all’ordine dei celacanti codifica una proteina che può bloccare potentemente la versione ancestrale dell’HIV, nota come virus dell’immunodeficienza delle scimmie (SIV).

«Ovviamente l’HIV e questi virus moderni che studiamo non sono presenti nei pesci, ma ne abbiamo le versioni antiche. Quindi quello che comprendiamo è che come questi antichi virus hanno devastato la vita marina, così il loro sistema immunitario ha dovuto sviluppare una difesa», ha spiegato Barr. «Pensiamo che una di queste difese appartenga alla famiglia HERC: quando i retrovirus si sono evoluti, dando origine all’HIV, sono emerse diverse varianti di geni HERC per combattere queste infezioni».

Poiché questi virus sono stati in battaglia per così tanto tempo, hanno avuto il tempo di imparare i modi per aggirare questi “scudi” e di conseguenza diventare più intelligenti. Questo nuovo livello ha probabilmente aiutato i virus a superare la barriera delle specie e a stabilire nuove infezioni nell’uomo.

«Apprendendo il quadro generale e identificando tutte le diverse proteine ​​che possono costituire questa difesa dai virus, è possibile sviluppare un approccio più globale per far progredire i farmaci antivirali. Il nostro obiettivo futuro è scoprire i meccanismi che i virus utilizzano per inattivare gli HERC e altre simili proteine ​​antivirali in modo che si possa sfruttare questa conoscenza per lo sviluppo di nuovi farmaci», conclude Barr.

Fonte per approfondimenti: Evolution-guided structural and functional analyses of the HERC family reveals an ancient marine origin and determinants of antiviral activity. Journal of Virology, 2018; JVI.00528-18 DOI: 10.1128/JVI.00528-18

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