Pubblicato il: 8 luglio 2018 alle 8:00 am

La natura madre e matrigna, promette gioie ma poi impone sacrifici Tutto viene spinto dal ciclo vitale che da sempre ripete se stesso per assicurare la riproduzione del genere umano. L’amore è un grande equivoco, dunque?

di Giosuè Battaglia.

Roma, 8 Maggio 2018 – Da sempre si è data la colpa alla natura, rea di disegnare i destini dell’uomo e questa teoria è stata sostenuta da vari filosofi, scrittori e non solo. Al riguardo si ricordi il pensiero “Volontà di vivere” di Schopenauer, che nel trattare l’argomento della sessualità, attribuiva l’innamoramento e tutta la fase successiva del sesso, ad una forza della natura per assicurare la specie umana.

Lo stesso scrittore Giacomo Leopardi attribuiva alla natura l’inganno di mostrarsi benevola nei confronti dell’essere umano, promettendogli gioie e speranze, ma poi si rivela crudele nella realtà fatta di dolori e sacrifici. Per questo tutto viene spinto dalla natura stessa che sempre, col passare dei secoli, ripete lo stesso ciclo, per un fluire continuo e per assicurare il ciclo vitale dell’uomo.

Ma come viviamo noi del XXI secolo questo ciclo vitale della natura? Sicuramente in un modo diverso per quanto attiene l’agire rispetto al modo di rapportarci alla nostra società, cambiata in molti aspetti e specialmente rispetto ai sentimenti e all’amore in particolare.

Infatti il sentimento d’amore, considerato l’artefice che fa girare il mondo, non solo proprio dell’accoppiamento tra esseri, ma anche nel senso affettivo, è dato da tanti momenti non più vissuti con una certa libertà mentale, perché soggetti appunto al logorio della vita moderna.

Così le varie occasioni per il tema trattato da Schopenauer, nascono in ambienti, ad esempio assordanti di una discoteca, dove il margine dell’innamoramento è al limite di una valutazione molto approssimata nel classificare il partner. Si potrebbero citare i tanti altri casi frivoli, che nascono da situazioni strane in cui ci i trova, poi in futuro, ad avere una contezza poco chiara che sfocia molte volte in un matrimonio che si esaurisce poco dopo.

In relazione alla natura rea e ingannevole della verità, la stessa non aspetta un’età più adulta per rivelarsi ingannevole e quindi mostrare la vera faccia del dolore. Ciò in quanto è facile ai nostri tempi che il bambino tasti nel suo periodo di crescita, quanto sia triste la realtà. Infatti è abbastanza frequente che cresca in un ambiente nel quale è costretto a vivere senza l’amore dei genitori, perché separati a causa di quell’innamoramento frivolo e senza una giusta contezza. Quindi, un bambino già adulto che ha anticipato la fase della crescita che porta ai diversi sentimenti e alle poche esperienze per un primo affacciarsi alla finestra della vita. Un bambino che ha già superato, si potrebbe dire alla Freud, quelle fasi che comportano uno sviluppo a strati a partire dalla fase sessuale che viene vissuta non più secondo tradizione, ma in modo veloce e abbastanza lontana dalla teoria di Freud. Insomma, anche il disegno della natura è cambiato in questa nostra avvolgente epoca?

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