Pubblicato il: 16 luglio 2018 alle 8:00 am

Progetti per l’estate? Quindicimila chilometri a bordo di un Pandino Li percorreranno 3 ragazzi palermitani per raggiungere Pechino. E da Benevento parte un'altra spedizione, alla volta della Mongolia e sempre con una Fiat Panda

di Arcangela Saverino.

Palermo, 16 Luglio 2018 – Tra viaggiatori può scoccare un “amore” reciproco, un’amicizia. Un’empatia che può unire con filo invisibile chi ha cartine geografiche negli occhi e istruzioni per viaggiare nel mondo. E’ciò che è accaduto una notte alla Taverna Azzurra, storico locale al centro di Palermo e luogo di ritrovo di tantissimi giovani: Giovanni Cipolla, ingegnere chimico di Aragona, in provincia di Agrigento, e Francesco Ponzio, ingegnere nucleare nato a Pantelleria, s’incontrano per la prima volta e percepiscono immediatamente un’affinità che li lega alla passione per viaggi lunghi, complicati e avventurosi. Dal fatidico incontro è nato il progetto che è stato ribattezzato “A pechino col pandino”, un viaggio da Palermo fino in Cina a bordo di un pandino, insieme ad una palermitana, Silvia Calcavecchio, che sarà raccontato, giorno per giorno, su Instagram dall’account “A_Pechino_col_pandino”. Quaranta giorni per raggiungere l’Oriente, toccando undici stati e percorrendo 15 mila chilometri: la prima tappa in Puglia; da lì un traghetto li porterà in Grecia. Con la macchina attraverseranno la Turchia, fino alla Georgia e l’Azerbaigian. Dopo la nave sul Mar Caspio, proseguiranno la salita lungo il Turkmenistan, l’Uzbekistan, il Kyrgikistan, fino alla Russia, dritto al confine con la Mongolia e finalmente a Pechino.

«Abbiamo scelto il pandino per due motivi. In primo luogo, perché è un’automobile simbolo dell’Italia. In secondo luogo, rappresenta l’ideale per il tipo di viaggio che vogliamo intraprendere, anche in considerazione dei costi che dovremo affrontare» ha dichiarato Francesco a neifatti.it. La passione per la fotografia, altro punto che unisce e accomuna i tre viaggiatori, li spinge ad interessarsi ai paesaggi degli stati che attraverseranno durante il lungo percorso «Tutti siamo appassionati della Turchia, ma altre tappe importanti sono quelle in Uzbekistan, uno stato poco conosciuto ma che è al centro della via della Seta, e in Mongolia che è molto interessante a livello paesaggistico. Questi luoghi stuzzicano la nostra curiosità e il nostro occhio fotografico».

La partenza è prevista per il prossimo 20 luglio e quella dei tre giovani siciliani sarà una vera e propria avventura visto che hanno deciso non prenotare gli alberghi e di dormire in tenda, al massimo in qualche ostello, predisponendo solo per grandi linee un itinerario di viaggio che è ancora tutto da scoprire. Tanto avventurosi da non avere ancora programmato il ritorno «Alla base del progetto c’è il nostro spirito di avventura tanto che non abbiamo ancora idea di come torneremo: o in macchina, scegliendo un tragitto più breve, oppure spediamo la macchina e prendiamo un aereo. Ma, visto il sogno che accompagna il viaggio, è molto probabile che torneremo sulle quattro ruote». Il pandino è stato restaurato, grazie al finanziamento del locale che ha visto nascere il progetto: «L’auto era abbandonata da sei anni in un magazzino a Messina e ci è stata regalata… È stata completamente tirata a lucido con i colori della Taverna Azzura, bianco e azzurro, e predisposta per affrontare qualsiasi cosa, che sia sabbia, ghiaccio o pioggia». Una volta tornati dall’avventura, il progetto prevede l’allestimento di una mostra fotografica. «Chissà, magari potremo anche trovare un editore disposto a pubblicare il nostro libro», hanno concluso.

Intanto è iniziato un altro avventuroso viaggio, su una Fiat Panda Jolly 900, di altri due giovani di Cusano Mutri, in provincia di Benevento. Marco Mongillo e Cristian Basile, sono partiti dalla Campania alla volta di Praga, in Repubblica Ceca, per partecipare al Mongol Rally 2018, un evento nato nel 2004 per scopi umanitari. Non sono mancati i primi contrattempi: ad Alba, a 1 km dalla loro prima tappa, hanno dovuto far ricorso a una officina per sostituire la frizione. “Per fortuna, però, abbiamo trovato dei meccanici che hanno lavorato per sostituire la frizione ormai andata, proprio a ridosso del weekend“, hanno fatto sapere Marco e Cristian che si sono rimessi in cammino e hanno già raggiunto la Germania. Tutto viene documentato sulla loro pagina Facebook (https://www.facebook.com/teamCusanBator/): foto, video e diario dei 15mila Km da percorrere, 16 Paesi da attraversare tra montagne, fiumi e deserti, e una destinazione ben precisa: Ulan Bator, in Mongolia.

Non resta che augurare buon viaggio ai nostri giovani avventurosi!

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