Pubblicato il: 22 luglio 2018 alle 1:29 pm

Tratta e vinci Aurelio nega tutto, ma se Cavani si facesse avanti...

di Antonio Mango.

Napoli, 22 Luglio 2018 – Dalla grande bellezza al grande parapiglia. Tutti contro tutti, a difesa di una presunta bufala o, se volete, di una inequivocabile verità. A seconda dei gusti. Oggetto della contesa, Cavani. O meglio, la notizia che era fatta. Oppure, cosa diversa, che se ne poteva parlare e niente più. Il rinnovato e creativo Corsport l’ha interpretata come una “Ronaldata” della società calcio Napoli (finalmente, aggiungo io, sperando di non tradire lo spirito del titolo ad effetto). Le famiglie di tifosi a Dimaro come la lieta novella.  L’informazione come un gioco (un gioco?) professionale “vero o falso”.

Ci sono tutti gli ingredienti per una valorosa sceneggiata, arte nobile dei fondamenti del vivere e del loro racconto popolare. Isso, essa e ‘o malamente, le tre anime che attraversano i personaggi della sceneggiata. Al caso nostro, Isso ovvero DeLa vorrebbe che tutto si svolgesse entro i canoni consueti. Essa, Cavani (il genere non conta), è l’oggetto dei desideri. ‘O malamente ovvero l’informazione  è chi rompe gli equilibri e qualche altra cosa, cosciente o sprovveduto che sia. Con un salto di duemila anni, mischiando profanamente tragedia e sceneggiata, c’è pure un Coro ovvero il popolo di Dimaro, che commenta e marca i segni del destino.

E bene, che è accaduto? E’ accaduto che un giornalista “il cattivo” ha insidiato con le sue fonti extracalcistiche la tranquillità del ménage familiare di isso e essa (che fa capire, però, che ci starebbe pure). Isso si incazza di brutto e sbugiarda la categoria, sostenendo che sono tutte bufale non professionali. Essa, il desiderio, se ne sta zitta e continua a portare, con la sua bellezza o abilità (fate voi), scompiglio in famiglia. ‘O malamente non vuole passare per bufalaro e, a sua difesa, scende in campo la categoria dei presunti cattivi, che, vista loccasione, non si risparmiano nemmeno qualche coltellata tra di loro. Volete disporre i personaggi con un altro ordine? Fate pure, ma il racconto dell’anima non cambia: amore, gelosia, tradimento, ritorno a casa, ‘e figli so’ piezze ‘e core.

Fuor di metafora è accaduta una cosa molto semplice. Che la notizia è stata inseguita e data per buona (almeno in parte), visto che DeLa continua ad agire sotto traccia e visto che nessuno ha diffuso la notizia di una trattativa o addirittura di accordi e firme. Logica vuole, poi, che quella di DeLa (ingaggi secondo parametri e plusvalenze) sia una strategia per lui giustamente irrinunciabile, se vuole mantenersi a galla e puntare anche a qualcosa di grosso.

Del resto è stato lo stesso DeLa a dire in più occasioni che, se Cavani s’accontenta di un ingaggio dimezzato, si parla e semmai si tratta. Diversamente c’è un non luogo a procedere. In fondo, è quello che hanno detto e scritto I “cattivi” giornalisti, fiutando l’atmosfera in città e le indiscrezioni popolari. Non si vede perché la “Ronaldata” sia un titolo offensivo e non un divertente richiamo alla grandeur in salsa napoletana.

Lo stesso “vorrei ma non posso” della società chiude la porta, ma, per gli ottimisti, ne apre un’altra: perché, se Cavani lascia il Psg e chiama DeLa, sapendo da sempre quali sono le sue condizioni, la trattativa c’è ed è possibile tutto. L’unica cosa che non potrà mai accadere è che DeLa rinunci alla sua politica societaria. Se si trova la soluzione, bene. Se no, al posto del giochino “vero o falso” si potrebbe considerare un alternativo hashtag “possibile o non possibile”. (A scanso di equivoci: la foto di copertina è il risultato di un nostro montaggio, nemmeno riuscito bene).

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