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Bocconi avvelenati o pieni di chiodi, la strage degli animali

di Fabrizio Morlacchi.

Roma, 24 Luglio 2018 – Bocconi avvelenati. Fai una rapida ricerca su Google e si aprono migliaia di pagine dedicate a questo argomento, sia di giornali che riportano notizie da tutto il Paese di cani e gatti morti a causa di esche velenose, sia di associazioni che denunciano e mettono in guardia. Ma è possibile che ci sia gente tanto vigliacca e infame che impegna il proprio tempo ad avvelenare gli animali?

Si, purtroppo è possibile. Solo nel 2016 ci sono state 23.500 segnalazioni di cani uccisi con i bocconi avvelenati. Ben 5.700 cani avvelenati il più del 2015, quando i dati erano a loro volta aumentati notevolmente rispetto agli anni precedenti. Di questi, circa il 30% sono morti tra atroci sofferenze.

Un’altra pratica utilizzata da chi vuole uccidere gli animali è quella di fargli trovare chiodi nascosti in pezzetti di wurstel o anche in polpettine. Spesso il cane si accorge del copro estraneo troppo tardi, quando lo ha ingerito e se non si interviene prontamente recandosi in una clinica veterinaria, i chiodi possono perforare lo stomaco o altri organi interni.

Chi ha in casa un animale domestico sa bene quanto può essere doloroso vederlo soffrire anche solo per piccoli malanni. Perderlo per un avvelenamento o per l’ingestione di chiodi può essere devastante. Ecco perché è importante che il nuovo esecutivo rafforzi i contenuti della legge esistente per contrastare questo fenomeno.

Lo chiede anche la Lav, attraverso la responsabile della sezione “Animali Familiari”, Ilaria Innocenti la quale ricorda che il 13 luglio scorso sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il rinnovo dell’Ordinanza contingibile e urgente “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati”, emanata per la prima volta nel 2009 e prorogata ben 7 volte.

“L’Ordinanza è uno strumento decisamente utile per prevenire e contrastare questa pratica illegale diffusa in tutto il Paese e negli anni ha reso possibile una sensibilizzazione sul fenomeno. Tuttavia – precisa Innocenti -, le uccisioni di animali mediante l’utilizzo di esche o bocconi avvelenati sono ancora frequenti ogni regione d’Italia, il costo in termini di vite animali è altissimo, basti pensare alla strage avvenuta lo scorso febbraio a Sciacca dove almeno 40 cani sono deceduti per aver ingerito bocconi avvelenati contenenti un potente pesticida. Per questo motivo chiediamo con forza al nuovo Governo e al nuovo Parlamento l’approvazione di una Legge che ne rafforzi i contenuti e che stabilisca sanzioni penali e amministrative per i trasgressori, come quella presentata da Lav. Reiterare l’Ordinanza e introdurre misure per renderla più efficace è un atto dovuto, ma per svolgere una più concreta azione di prevenzione e contrasto degli avvelenamenti occorre una legge nazionale”.

La Lega Anti Vivisezione sottolinea come alcuni Regioni (Toscana, Umbria, Puglia), si siano dotate di leggi ad hoc per prevenire e contrastare un fenomeno dalle conseguenze letali per gli animali e fonte di rischio per la salute pubblica. “Per incidere significativamente sugli avvelenatori e per prevenire la morte di animali domestici e selvatici – conclude la responsabile Lav – è necessario seguirne l’esempio a livello nazionale”.

Ma crediamo che anche i maltrattamenti andrebbero puniti in maniera più severa.

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