Pubblicato il: 30 agosto 2018 alle 9:00 am

Auguri, Superman, giornalista supereroe! Il 10 giugno 1938 il periodico Action Comics pubblicava per la prima volta una storia con protagonista uno strano personaggio

di Fabrizio Morlacchi.

Roma, 30 Agosto 2018 – Lo strano personaggio era un alieno venuto dal pianeta Krypton con dei poteri al di là di ogni immaginazione. Il successo fu tale che appena un anno dopo Superman ottenne una testata omonima che continuò a essere pubblicata fino al 2011, con poche e brevi interruzioni.

Oggi, ottant’anni dopo, è ancora il Superuomo per eccellenza nei nostri ricordi d’infanzia e di gioventù, mentre ancora ci si interroga sul perché di tanto successo.

Pochi sanno che il vero nome di Superman è Kal-El, che in ebraico significa Voceo Vascello di Dio. I suoi due creatori, Joseph Shustere Jerome Siegel, entrambi di fede ebraica, gli hanno dato un nome che rispecchia il suo vero scopo, ovvero essere un “Champion of the oppressed”, come recita il sottotitolo del primo volume di Action Comics.

Joseph Shuster, figlio di immigrati europei, si trasferisce in Ohio dal Canada, dove cresce imbevendosi della cultura nordamericana, ma il ricordo del Canada sarà presente nei suoi fumetti nel nome del giornale dove avrebbe dovuto lavorare Clark Kent, originariamente chiamato Daily Star come omaggio al famoso Toronto Star, il giornale che Shuster da piccolo consegnava per le strade della metropoli canadese. Ma anche la Metropolis di Superman deve tanto al moderno skyline della città dell’Ontario.

Jerome Siegel, da parte sua, a 14 anni aveva già pubblicato una rivista di racconti e novelle, Cosmic Stories, ricordata come la prima rivista a fumetti di science fictionpubblicata.

Anche il nome del supereroe è un tributo alla cultura europea, chiaramente il Super-Uomo di Nietsche.

Spinti dalla passione, i due ragazzi iniziano a produrre i propri primi fumetti che avranno un successo travolgente quanto sorprendente: Superman è il buono per eccellenza, protegge i deboli e gli inermi, è il difensore del mondo contro le minacce terrestri e aliene. La sua figura è un’allegoria, la manifestazione della volontà di riscatto e ribellione contro i soprusi, ma in puro stile americano: Superman è il difensore della libertà e dei valori made in USA.

Un’altra curiosità è che in origine Superman è invulnerabile. Solo nel 1949, qualche anno dopo le esplosioni atomiche di Hiroshima e Nagasaki, la Kryptonite diventa il suo tallone d’Achille: l’eroe mostra il suo lato fragile e attaccabile; in altre parole, umano.

Ma c’è anche il personaggio umano, il common people, il suo alter ego: Clark Kent. La famiglia Kent lo trova e lo accoglie, crescendolo come se fosse il loro stesso figlio e così, al contrario degli altri supereroi, che svestono i panni dell’uomo comune per indossare quelli del difensore della gente, Superman fa il contrario. Ma Superman non diventa Superman, Superman è nato Superman; quando si sveglia al mattino è Superman, l’eroe dall’inconfondibile mantello rosso. Poi diventa Clark Kent e lavora al Daily Planet, un uomo timido e forse anche un po’ vigliacco, conduce una vita abbastanza agiata e ha anche una bella fidanzata, Lois Lane, giornalista d’assalto.

Il personaggio di Superman ha anche una fortunata carriera cinematografica. Dal film del 1978 che ha reso famoso il compianto Christopher Reeve, a Batman Vs Superman del 2016, passando per George Reeves che lo interpreta negli anni ‘50.

Abbiamo ancora bisogno di supereroi?

In realtà, oggi come ieri, i supereroi rappresentano una sorta di valvola di sfogo, un modo come un altro di riuscire ad affrontare una situazione irrisolvibile, utilizzando la fantasia in un momento dove la speranza viene meno e la sfiducia ci assale, e magari ci affidiamo al patriottismo. E sicuramente ognuno di noi, almeno una volta, avrebbe voluto essere Superman, o almeno uno che gli sta vicino, che gode del suo essere così altruista, l’uomo che guarda il cielo in attesa che un puntino rosso appaia, sorridendo quando lo vede arrivare, perché in fondo  tutti noi abbiamo bisogno di un supereroe forse proprio in attesa di diventarlo.

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