Pubblicato il: 30 agosto 2018 alle 8:00 am

Digital marketing, investimenti in aumento e nuove tendenze La comunicazione pubblicitaria sul web ha superato quella tradizionale, anche grazie alla diffusione di smartphone

di Giulio Caccini.

Roma, 30 Agosto 2018 – Il digital marketing è una realtà sempre più concreta anche in Italia: oltre all’incremento della spesa da parte delle aziende in questo segmento, si moltiplicano anche le iniziative formative e i corsi dedicati a coltivare le figure professionali in questo innovativo ambito, ma soprattutto continuano a emergere nuove tendenze a cui prestare attenzione per intercettare al meglio il proprio target.

La crescita del digital marketing

Partiamo da numeri del marketing online: secondo una recente pubblicazione della società di analisi e indagini di mercato Human Highway, nel corso del 2017 in Italia abbiamo assistito alla definitiva affermazione del Web nel panorama dei mezzi di comunicazione pubblicitaria: lo scorso anno, infatti, il valore pro-capite degli investimenti nel digitale ha superato per la prima volta nella storia italiana quello destinato al medium “per eccellenza”, la televisione.

Superata in valore la televisione

Dopo anni di dominio incontrastato, la Tv ha ceduto lo scettro di mezzo sul quale gli investitori sono disposti a pagare di più per raggiungere le persone esposte: se nel 1999 (meno di venti anni fa in termini cronologici, “ere geologiche” se pensiamo ai progressi della tecnologia), ogni individuo online “valeva” appena 5,7 euro di investimenti pubblicitari sul digitale; sette anni fa, nel 2011, la quota era già salita a 50,7 euro, mentre nel corso di questo 2018 si stima che il suo valore salirà fino a 82,3 euro.

Italia terza al mondo per telefonini

Anche altri numeri confermano la costante e irrefrenabile crescita del digitale: sempre nel corso del 2017 quasi 45 milioni di italiani hanno navigato in Internet, vale a dire più di due terzi della popolazione del nostro Paese, con valori sempre in aumento anche grazie alle possibilità offerte dalle connessioni mobile, a cui gli italiani continuano a essere particolarmente affezionati. L’Italia si conferma infatti terra di “telefonini“, al punto che siamo il terzo Paese al mondo (dopo Corea del Sud e Hong Kong) per incidenza di dispositivi mobili rispetto alla popolazione: in altre parole, l’83 per cento degli italiani possiede un cellulare e gli utenti mobile sono circa 50 milioni.

Le tendenze del marketing

Quest’ultimo è un fattore su cui riflettere, che sta condizionando anche le scelte in ambito marketing: la diffusione di smartphone e affini ha infatti aperto a nuovi canali per la promozione del proprio brand, che hanno consentito di rivitalizzare anche i vecchi messaggini di testo. Nell’ambito di una strategia multicanale sta trovando nuova linfa anche l’sms marketing, uno strumento che rivela una serie di vantaggi interessati, come ben approfondito su smshosting.it, una delle piattaforme a disposizione delle imprese interessate.

Le emozioni al centro

Una delle caratteristiche del “messaggino” è quella di creare un rapporto diretto con l’utente, che così si sente maggiormente coinvolto e diventa più facilmente fidelizzabile: si punta cioè alle emozioni, che secondo gli esperti restano il parametro principale per realizzare, da un lato, strategie di comunicazione efficienti e, dall’altro, convertire in termini concreti.

Il biomarketing

Per la precisione, l’ultima tendenza nel campo del marketing online si chiama “Biomarketing“, come da definizione di Giuliano Noci, professore al Politecnico di Milano, che spiega come il marketing dovrebbe “prendere in considerazione nuovi parametri basati sulla risposta non vocale dei consumatori di fronte a un prodotto”, e in particolare sulle “reazioni biometriche che daranno indicazioni su nostri acquisti”.

Stimolare i dati biometrici

Secondo Noci, bisogna ripensare il marketing mettendo al centro l’uomo e la sue dinamiche mentali: “In circa 90% dei casi le decisioni di acquisto vengono prese sull’onda di spinte emotive”, dice il docente, e pertanto è “necessario ricorrere all’analisi di dati biometrici (del corpo) e dell’attività celebrale al fine di fornire interpretazioni autentiche del perché un individuo manifesti certe reazioni quando esposto a uno stimolo (di marketing)”.

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