Pubblicato il: 2 settembre 2018 alle 9:00 am

Quando la vita ti sorride, ce l’ha col tipo che sta alle tue spalle La sfortuna ci perseguita, parola di Murphy: "Se qualcosa può andar male, lo farà"

di Caterina Slovak.

Roma, 2 Settembre 2018 – In certe giornate capita di mettersi ad elencare tutte le proprie piccole o grandi sfortune e sembra proprio che il mondo ce l’abbia con noi: un ombrello che non si apre sotto un temporale, un dito che sbatte su uno spigolo, un male d’amore, un semaforo rosso quando siamo in ritardo, la nuvoletta che sembra davvero spostarsi insieme a noi quando siamo in vacanza… Quante volte ce lo siamo ripetuto negli ultimi tempi? Fatichiamo per realizzare i nostri obiettivi e puntualmente la sfortuna bussa alla porta per ricordarci che il successo non fa per noi, che non riusciremo mai a realizzare i nostri buoni propositi e che saremo condannati al declino e al fallimento perpetuo.

Ok. Forse è un’esagerazione. Esistono però momenti della nostra vita in cui l’Universo, il Karma o Zeus, sembrano cospirare contro di noi: la sfiga nera si abbatte violentemente sulle nostre giornate. E così ci sembra davvero che non ce ne vada bene una.

Gli psicologi sostengono che le persone sfortunate non esistono. Tutta questione di modo di pensare: ne deriva che la sfiga è una scelta ed esiste solo nella mente di chi ci crede. Dobbiamo essere fermamente convinti che tutto ciò che ci accade è il risultato delle nostre scelte e azioni. Quando la vita ci investe con eventi negativi o addirittura drammatici, dovremmo focalizzare l’attenzione non sull’evento in sé, ma sulla nostra capacità di rispondere positivamente a tale evento.

Se i mental coach non ci hanno convinti, l’unica è starsene seduti ad aspettare che il momento passi, nella convinzione che prima o poi la sfortuna si dimentichi di noi, anche se farsi prendere dal pessimismo è facile, oppure possiamo provare a guardare tutto da un punto di vista diverso, sdrammatizzando con ironia, come in America. dove qualcuno ha pensato di teorizzare a suo modo le regole della sfortuna, elencando quelle che vanno sotto il nome di Leggi di Murphy.

Ma chi era questo Murphy?

Ed Murphy è veramente esistito, era un capitano dell’aeronautica americana che, un giorno del 1949, osservando l’andamento dei propri esperimenti, pare avesse sentenziato: “Se qualcosa può andar male, lo farà”. Nel giro di pochi anni, è diventato famosissimo in tutto il mondo, non per le sue imprese in aeronautica, quanto per quella frase, che immediatamente si diffuse sotto il nome di “Legge di Murphy”. Oggi la Legge di Murphy in America è talmente famosa da comparire nei dizionari. Laboratori, uffici, club, redazioni, banche, palestre, università, biblioteche, studi di dentisti, di avvocati, di fiscalisti, di ingegneri, di architetti, persino ospedali, sale operatorie, bagni pubblici sono immancabilmente tappezzati di manifesti, calendari o adesivi che ricordano la Legge di Murphy e le sue applicazioni. L’insieme delle Leggi che via via sono scaturite è stato raccolto da Arthur Bloch nel 1977 nel libro omonimo (Arthur Bloch, La legge di Murphy e altri motivi per cui le cose vanno a rovescio, Feltrinelli, € 10,20, eBook € 6,99),una raccolta che è un inventario del pessimismo esistenziale, ma che offre anche l’antidoto più antico e sicuro contro il malumore: la buona, sana e vecchia risata.

Quali sono le leggi più interessanti?

Ovviamente la capostipite: Se qualcosa può andar male, lo farà. Con i suoi corollari (Niente è facile come sembra e Tutto richiede più tempo di quanto si pensi).

Si continua sulla linea del pessimismo, con situazioni che tutti abbiamo sperimentato almeno una volta, ma riportate con ironia: Sorridi… domani sarà peggio, Le cose vengono danneggiate in proporzione al loro valore, Tutto va male nello stesso tempo, Se sei di buon umore, non ti preoccupare…ti passerà, Quando tutto va bene, qualcosa andrà male (Corollari: Quando non può andare peggio di così, lo farà eSe le cose sembrano andare meglio, c’è qualcosa di cui non stiamo tenendo conto).

La probabilità che qualche cosa accada è inversamente proporzionale alla sua desiderabilità, Gli utensili degli altri funzionano solo nei giardini – o a casa -degli altri, La cosa che serve di meno è quella che funziona meglio…

C’è poi la descrizione di quello che pensiamo tutti quando siamo al supermercato o in banca: L’altra coda va sempre più veloce. Quella di quando siamo davanti alla tv: Più il programma è interessante, più sarà interrotto dalla pubblicità. Quella del gioco – o del lavoro – in équipe: È sempre colpa del compagno. Quella del week end: Il mal di denti comincia sempre il venerdì sera. E così via.

E’ chiaro che queste leggi, nel corso degli anni, non hanno mai avuto una dimostrazione scientifica, ma purtroppo numerosi sono gli “esempi di vita” che sembrano provarne la sua validità.

Il successo di tali leggi è però dovuto alla sua capacità di ironizzare, a volte banalmente, su fatti e sfighe quotidiane che, nella vita di ognuno di noi, tendono a ripetersi con una certa regolarità.

Il bello è quindi proprio la loro capacità di adattarsi alle più svariate situazioni e contesti. E siccome non siamo eroi né filosofi, e dare la colpa agli altri e alle circostanze è una facile soluzione per evitare di assumerci la responsabilità di un fallimento, chiudiamo con un’ultima legge che bonariamente ci assolve, ma che è anche, ahimé, tanto vera: I cretini sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedirgli di nuocere.

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