Pubblicato il: 9 settembre 2018 alle 8:00 am

Né rinunce né pensieri, vacanze a tutti i costi «Qua si muore», e allora mare e montagna perché «la vita è una sola» dimenticandosi dell’adagio di San Giovanni Bosco: «Vivi come se dovessi morire ogni giorno»…

di Giosuè Battaglia.

Roma, 9 Settembre 2018 – La stagione estiva si è appena conclusa e i vacanzieri sono tutti tornati alla loro vita quotidiana, soddisfatti della distrazione provata dopo aver trascorso un periodo più o meno lungo in pieno rilassamento. Tutti hanno bisogno di “staccare la spina” dopo un anno di solita routine di lavoro o di stress quotidiano, portato avanti per un lungo periodo annuale, e passato tra le mille vicissitudini a causa dei diversi problemi che si presentano giorno per giorno. Quindi tutti hanno bisogno di questa “valvola di sfogo” e tutti la cercano per evadere dal quotidiano. La società attuale, globalizzata, non tiene più in conto, come una volta, la frase: «Quest’anno se posso, vado in vacanza», perché la vacanza, ormai, è diventata un diritto di tutti e a meno di impedimenti forzati in casa, la maggior parte di noi, parte. Questo a prescindere dallo stato economico. Prima del periodo vacanziero, la frase più usata per giustificare la partenza, da parte dei più, è stata: “Qua si muore”, volendo giustificare il tutto addossando alla morte, ogni espediente messo in atto per soddisfare ciò, in special modo sul fronte economico. Una morte che poi metterà fine a ogni svago della vita terrena; è giusto sfruttare ogni situazione di svago che si presenta e per far ciò, si deve superare ogni tipo si necessità.

La frase, però, viene usata spesso e non riguarda solo il periodo stagionale della vacanza, ma è entrata nell’uso comune per ogni evenienza di svago. Si fa riferimento alla morte finale, che mette fine ad ogni situazione esistenziale terrena, non considerando che la vita è un susseguirsi di morti, perché gli avvenimenti che ci avvolgono ogni giorno, come i patimenti, i diversi problemi esistenziali, le disgrazie infine portano alla fine dell’esistenza. Tutto ciò ogni uomo deve affrontare nel suo corso e deve affrontarlo impegnando la propria salute, impegnando capitale economico, che va proprio salvaguardato dopo sforzi e lavoro, e che poi spenderà al momento del bisogno per alleviare il suo stato e cercando di allungare quanto possibile l’epilogo finale. A tal proposito è giusto ricordare una massima di San Giovanni Bosco: «Lavoriamo come se dovessimo vivere sempre e viviamo come se dovessimo morire ogni giorno». Quindi era più saggio il dire di una volta: «Se posso vado in vacanza» e non dire «Qua si muore», perché anche per il morire c’è bisogno di capitale, per quello che costa un funerale.

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