Pubblicato il: 11 settembre 2018 alle 9:00 am

9/11 Per non dimenticare Come ogni anno l’America commemora le sue vittime. Ma anche a distanza di tempo ritornano i tanti dubbi intorno all’attentato di cui parlava già Prince in una sua canzone del ‘98. Ancora troppi i punti oscuri

da New York, Loredana Speranza.

11 Settembre 2018 – Sono passati 17 anni dall’attacco al World Trade Center e sono ancora tanti, troppi, i dubbi e le domande a cui non si riesce a dare una risposta. Quel giorno gli americani hanno perso l’innocenza, quel giorno ha cambiato la storia del mondo.

Quello che una volta era il cuore commerciale di New York, è oggi il “National September 11 Memorial”. Da quello che era solo un cumulo di ceneri ed acciaio, sono stati ricostruiti 4 grattacieli ed un museo interamente dedicato agli attentati del 2001 e del 1993; e dove prima c’erano le torri, sono state create due fontane quadrate, con pannelli di bronzo in cui sono incisi i nomi di tutte le vittime. Piccoli monumenti a ricordo dei morti e di quel tragico giorno sono stati eretti con i detriti di acciaio delle torri un po’ ovunque, nelle piccole e grandi città degli Stati Uniti.

Il Word Trade Center è ancora, però, un cantiere in corso, dove sono previsti un centro di arti nel 2020 ed un altro edificio nel 2021 insieme all’apertura di altri negozi.

Questo attacco era stato pianificato da lungo tempo, ma il governo americano ha ignorato i tanti segnali che avrebbero potuto evitarlo.

Sembra infatti che l’amministrazione Bush sarebbe stata avvertita un mese prima dalla CIA del fatto che un gruppo di sostenitori dei Bin Laden stesse pianificando attacchi con esplosivi. Le autorità, in Minnesota, vennero avvertite, quando alcuni terroristi iniziarono a prendere lezioni di volo, senza volere però conseguire il patentino: gli stessi che dirotteranno gli aerei di linea verso le torri gemelli ed il pentagono.

Prince lo disse nel ’98…

Lo stesso Prince aveva predetto gli attacchi terroristici dell’11 settembre, addirittura nel 1998, dove cantava “Devo ritornare in America. Devo prepararmi per la bomba. Osama Bin Laden si sta preparando a bombardare. America faresti meglio a stare attenta. Il 2001 mi ha colpito”.

Troppe anche le coincidenze, come il legame tra la famiglia Bush e la famiglia Bin Laden, risalente agli anni ’70, quando George W Bush e Salem Bin Laden (fratello di Osama) fondarono la compagnia petrolifera Arbusto Energy in Texas. E non è un segreto che, all’indomani degli attacchi, mentre tutti i voli venivano cancellati, ai più importanti membri della famiglia Bin Laden veniva consentito di lasciare il Paese, in completa sicurezza. Senza dimenticarci, inoltre che Osama Bin Laden, durante gli anni ’80, guidava gruppi di miliziani contro l’Unione Sovietica, in Afghanistan, gruppo armato, addestrato e sostenuto dalla CIA.

Ancora tante le coincidenze, come la morte di John O’Neil nel crollo delle torri. Agente dell’FBI che, grazie al suo talento e dedizione, era riuscito a svolgere importanti indagini sul terrorismo degli anni ’90, uno fra tutti, la cattura di Ramzi Yousef, l’ideatore degli attentati del 1993, allo stesso WTC. O’Neil era riuscito a riconoscere ed a collegare la pista del terrore ad Osama Bin Laden ed ai suoi associati. Inascoltato e deluso, O’Neil fu costretto a dimettersi dall’FBI ed accettare la nomina a capo della sicurezza al WTC, proprio qualche giorno prima degli attentati.

Oggi, però, non è il tempo delle recriminazioni e delle accuse, specialmente per Lee Ielpi, un vigile del fuoco in pensione, divenuto guida turistica al “9/11 Memorial”, per onorare il figlio Jonathan di soli 29 anni, anch’egli vigile del fuoco, morto sotto il crollo delle torri. In questo giorno, e precisamente dalle 8.46 (ora del primo attacco), il nome di suo figlio, insieme alle circa 3000 vittime, risuonerà, attraverso il microfono, davanti alle più alte personalità politiche e alle televisioni di tutto il mondo… Per la 17esima volta.

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