Pubblicato il: 17 settembre 2018 alle 7:00 am

Il più lontano “vento” galattico mai osservato Probabilmente innescato dagli effetti combinati di tutte le esplosioni di supernova che accompagnano una formazione stellare

di Teresa Terracciano.

Austin (Texas), 17 Settembre 2018 – Per la prima volta, un potente “vento” è stato rilevato in una galassia situata a 12miliardi di anni luce di distanza. Esplorando un periodo in cui l’universo era inferiore al 10% della sua età attuale, la ricerca dell’Università del Texas fa luce su come le prime galassie regolassero la nascita delle stelle per non distruggersi.

Le galassie sono “mostri” complicati e disordinati, e si pensa che deflussi e venti siano elementi decisivi da cui si formano e si evolvono regolando la loro capacità di crescere.

Alcune galassie come la (nostra) Via Lattea e Andromeda hanno tassi di natalità di nuove stelle relativamente lenti e misurati: una nuova stella  ogni anno. Altre galassie, note come galassie starbust, forgiano centinaia o persino migliaia di stelle l’anno.

Per evitare di bruciare e durare poco, alcune galassie moderano la nascita delle stelle espellendo – almeno temporaneamente – vasti depositi di gas attraverso la diffusione degli aloni galattici, dove il gas che evade ripiove di nuovo nella galassia, innescando esplosioni di formazione stellare.

Fino ad ora, tuttavia, gli astronomi non sono stati in grado di osservare direttamente questi potenti flussi nell’universo primordiale, dove tali meccanismi sono essenziali per impedire alle galassie di diventare troppo grandi, troppo veloci.

Le osservazioni con l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), mostrano – per la prima volta – un potente vento galattico di molecole in una galassia vista quando l’universo aveva solo 1 miliardo di anni. Questo risultato fornisce intuizioni su come certe galassie nell’universo primitivo erano in grado di autoregolarsi la crescita in modo da poter continuare a formare stelle attraverso il tempo cosmico.

Il flusso è stato rilevato dal segnale della lunghezza d’onda millimetrica di una molecola chiamata idrossido (o idrossile) (OH), che appariva come una linea di assorbimento: essenzialmente l’ombra di un’impronta digitale OH nella luminosa luce infrarossa della galassia.

Riproduzione artistica di un flusso di gas molecolare da una galassia attiva (Credit: NRAO/AUI/NSF, D. Berry)

I venti molecolari sono un modo efficace per le galassie di autoregolare la loro crescita, notano i ricercatori. Questi venti sono probabilmente innescati dagli effetti combinati di tutte le esplosioni di supernova che accompagnano una formazione stellare rapida e intensa o da un potente rilascio di energia quando parte del gas nella galassia cade sul buco nero supermassivo al centro.

«Finora, abbiamo solo osservato una galassia a una così notevole distanza cosmica, ma vorremmo sapere se venti come questi sono presenti anche in altre galassie per vedere quanto siano comuni», ha concluso il dottor J. Spilker.

University of Texas (Austin), USA.

Fonte per approfondimenti: AA.VV. Fast molecular outflow from a dusty star-forming galaxy in the early Universe. Science, 2018; 361 (6406): 1016 DOI: 10.1126/science.aap8900

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