Pubblicato il: 19 settembre 2018 alle 7:00 am

Agricoltura, questa sconosciuta La metà degli italiani non conosce la Politica Agricola Comune. Mentre aumentano gli imprenditori agricoli, soprattutto tra i giovani e al sud

di Aldo Morlando.

Roma, 19 Settembre 2018 – Le due facce dell’agricoltura. Mentre cresce il numero di partite iva (soprattutto grazie ai giovani) in questo settore, per gli italiani la politica europea è ancora qualcosa di misterioso, sconosciuto.

Procediamo con ordine.

Sapete cosa è la politica agricola comune (PAC)? E’ una delle politiche comunitarie di maggiore importanza, impegnando circa il 39% del bilancio dell’Unione europea. Eppure secondo una indagine Eurobarometro 2018, tra i cittadini europei, gli italiani sono quelli meno consapevoli dell’esistenza della Pac: la maggioranza degli intervistati, il 54%, non l’ha mai sentita nominare.

Per coloro che la conoscono, invece, la politica agricola comune è utile nei suoi obiettivi principali, vecchi e nuovi. Gli italiani sono i più convinti (28%, primi dell’Ue) che la Pac dia un contributo alla sostenibilità e serva a dare prezzi alimentari accessibili ai consumatori (31%), a tutelare l’ambiente e lottare contro il cambiamento climatico (31%, a pari merito con gli olandesi) e anche a creare posti di lavoro nelle aree rurali, sostenere l’innovazione e il ricambio generazionale nel settore. Tutti questi valori sono in aumento rispetto al precedente Eurobarometro del 2015. Molto più esperti dei loro concittadini europei sulle etichette di qualità (Dop, Igp) ma meno del logo bio, gli italiani, infine, più della media Ue (48% contro 45%) considerano giusto un sostegno finanziario Ue agli agricoltori pari alle proporzioni di oggi (1% della spesa pubblica combinata Ue-paesi).

Italiani, popolo di santi, poeti e navigatori: evidentemente un po’ meno di agricoltori. Strano, poi, che la frase sia stata pronunciata da un convinto sostenitore della potenza dei campi al punto di sognare un’Italia essenzialmente agricola. Ma si tratta di un altro tema.

Si diceva dei giovani.

Dai dati dell’Osservatorio sulle partite Iva del dipartimento delle Finanze del Mef relativi al secondo trimestre, emerge che sono state aperte 130.400 nuove partite Iva, il 12,9% delle quali proprio in agricoltura. Per Coldiretti: “Con aumento del 14% rispetto allo scorso anno l’agricoltura è il settore che fa segnare il maggior incremento di partite Iva grazie al crescente numero di giovani interessati a fare impresa in campagna, dove è possibile esprimere creatività e innovazione a contatto con la natura”.

Si tratta di “un dato coerente con la corsa alla terra in atto tra le nuove generazioni con l’Italia che è leader in Europa nel numero di giovani in agricoltura per il crescente interesse delle nuove generazioni per il lavoro in campagna. Secondo un recente sondaggio Coldiretti/Ixè, nel 57% dei casi oggi un giovane preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (18%) o fare l’impiegato in banca (18%).

Il sud agricolo

Sui 30mila giovani under 40 che nel 2016/2017 hanno presentato in Italia domanda per l’insediamento in agricoltura dei Piani di sviluppo rurale (Psr) dell’Unione Europea, ben il 61% è concentrato nel Meridione e nelle Isole. Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti, parla di cambiamento epocale: “Non accadeva dalla rivoluzione industriale, con il mestiere della terra che è la nuova strada del futuro – ha detto Moncalvo -. L’agricoltura nel Mezzogiorno è oggi capace di offrire prospettive di lavoro sia a chi vuole intraprendere con idee innovative sia a chi vuole trovare una occupazione anche temporanea. In controtendenza alla fuga dei giovani al Sud si registra una storica corsa alla terra per 18mila under 40 che vedono nel ritorno nelle campagne del mezzogiorno una opportunità di lavoro e di realizzazione personale”.

Orti e frutteti tra i palazzi

C’è poi un’agricoltura che viene detta urbana. Di questo si parlerà all’Institut Français di Milano che accoglierà, nel mese di dicembre 2018, un dibattito sul tema del rinnovo dell’agricoltura urbana. Né aree remote, né parchi urbani, i parchi periurbani sono sistemi aperti, dove la necessità di conservare e di tutelare l’ambiente coabita con le esigenze dello sviluppo umano. Lì si può inventare, insieme alle aziende agricole e ai cittadini, un altro modo di relazionarsi con la natura, che risponda alla ricerca di un equilibrio ecologico. La vera agricoltura a chilometro zero.

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