Pubblicato il: 23 settembre 2018 alle 7:00 am

Rassegniamoci, non ci libereremo mai dei caporali E’ una figura metaforica della categoria umana divisa tra chi subisce e chi tiranneggia, il tutto per interessi economici cui seguono quelli ancor più penetranti dell’invidia e dell’assoggettamento

di Giosuè Battaglia.

Roma, 23 Settembre 2018 – Chi ha vestito la divisa, ha conosciuto sicuramente la figura del caporale, figura di ruolo ben distinta nella gerarchia militare. E’ colui che ha il maggior contatto con la recluta appena arrivata, la quale mostra tutta la sua preoccupazione per la novità del nuovo mondo che non è più quello accogliente della famiglia. Il caporale, quindi, è colui che impartisce le prime regole e nel farlo mostra talvolta la sua crudezza nel trattare con gli arrivati. Tale figura è richiamata dal compianto Totò nel film “Siamo uomini o caporali?”, nel quale si delineano le due figure attraverso vicissitudini della vita. Così la visione del personaggio interpretato: «L’umanità l’ho divisa in due categorie di persone: uomini e caporali. Gli uomini, sono in maggioranza; costretti a una vita grama col lavoro e l’umiliazione. Di contro, i caporali, per fortuna in minoranza, sono quelli che tiranneggiano e maltrattano».

Tale visione è sempre valida e lo sarà sempre, in quanto la vita scorre e l’esistenza delle figure si perpetua pur con diverse apparenze. Così anche lasciando la divisa, i non più giovani che hanno compiuto il servizio di leva, formazione di vita, hanno potuto ritrovare il caporale lasciato. Ma anche chi non ha avuto quella esperienza, trova un “caporale” in ogni luogo e situazione, anche se il modo di fare è differente, ma sempre con gli stessi atteggiamenti di tirannia e maltrattamenti. Ovviamente il modo di atteggiarsi è al passo coi tempi e con un modo di fare consono al tenore di vita attuale. Questo modo attuale del caporale moderno, è ancora più aspro e toccante non solo i sentimenti, perché basato su interessi maggiori di quelli a cui il caporale poteva ambire nel campo militare. Sono interessi innanzitutto economici cui seguono quelli ancor più penetranti come l’invidia e l’assoggettamento. Tali comportamenti da caporali sono perpetrati ancora più violentemente nella psiche di chi viene assoggettato e chi subisce tali violenze non ha la formazione di chi un tempo ha fatto esperienza sotto il caporale in divisa. Quindi le reazioni sono diverse in base agli individui.

Chi è costretto a subire perché il suo stato sociale non gli permette altri scenari di vita come il lavoro innanzitutto; chi subisce per motivi affettivi. Insomma si vivono situazioni diverse che permettono al caporale di poter spadroneggiare. Allora si trovano caporali dappertutto, finanche in ambito parrocchiale, fra bambini che devono sottostare ad un piccolo caporale, loro coetaneo, che è già nato caporale. Insomma il caporale esisterà sempre perché immortale e “comagmatico” per discendenza platonica.

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