Pubblicato il: 25 settembre 2018 alle 8:00 am

L’ora illegale Un referendum popolare in alcuni Paesi UE boccia il cambio d’ora due volte l’anno. Pro e contro dello spostamento delle lancette

di Danilo Gervaso.

Strasburgo, 25 Settembre 2018 – Secondo l’esito di una consultazione tenutasi in estate in UE in alcuni Paesi dell’Europa del Nord e dell’Est, i cui risultati verranno resi pubblici in questi giorni, l’80% degli europei non gradirebbe l’ora legale, che produrrebbe danni alla salute e all’umore. Sono le parole di Juncker in un’intervista del canale televisivo tedesco Zdf, che anticipa anche che La Commissione Europea è pronta ad abolire il cambio tra ora solare e ora legale, proponendo invece di mantenere l’ora legale tutto l’anno (cioè quella “estiva”, che scatta a fine marzo e rimane in vigore fino alla fine di ottobre): dal 2000 una direttiva comunitaria – quindi vincolante – obbliga gli Stati a introdurla fra il 25 e il 31 marzo di ogni anno e a rimuoverla fra il 25 e il 31 ottobre, per armonizzarne l’utilizzo in tutta la Ue.

Non è la prima volta che l’Europa discute su questo tema: nel novembre del 2017, la Finlandia aveva già chiesto al Consiglio dell’Unione Europea di abolire il passaggio dall’ora legale all’ora solare, incontrando tuttavia l’opposizione di tutti gli altri Stati membri.

Chi ha “inventato” l’ora legale?

Per la maggior parte della sua storia, l’uomo ha semplicemente seguito il ritmo del sole: sveglia all’alba, e a letto poco dopo il tramonto. È solo con la nascita della società industriale, e la diffusione degli orologi, che le nostre attività giornaliere hanno smesso di seguire il ciclo naturale delle stagioni,  basandosi su un orario condiviso e convenzionale.

Il problema di risparmiare energia nasce con la Rivoluzione industriale. Al mattino, quando si poteva già sfruttare la luce del sole, la gente dormiva, mentre alla sera si dovevano usare candele e lampade ad olio per illuminare.

Benjamin Franklin fu il primo a capire che i cambiamenti sociali provocati dalla nascente industrializzazione richiedevano un’ottimizzazione dell’energia. A Parigi pubblicò un saggio sull’esigenza di diminuire il costo della luce, proponendo di far alzare prima al mattino le persone, per sfruttare la luce del sole. Si dice sia suo il proverbio inglese “Early to bed and early to rise, makes a man healthy wealthy and wise” (Presto a letto e presto alzato, fan l’uomo sano, ricco e fortunato). Per favorire il risparmio si poteva tassare le persiane, razionare le candele, proibire la circolazione notturna mediante coprifuoco. Inutile dire che la proposta non piacque.

Ma durante la Prima Guerra mondiale, in Inghilterra ma in altri paesi di Europa come l’Italia, alcune misure vennero prese.Durante la Repubblica Sociale (1943-45) il Nord e il Sud del nostro Paese avevano ore diverse! Dal 1966 l’ora legale è in vigore in Italia.

I vantaggi ci sono?

Non tutti oggi concordano sull’utilità dell’ora legale, soprattutto perché le nostre esigenze non sono più quelle della prima industrializzazione. Inoltre, utilizziamo un gran numero di apparecchi elettrici ed elettronici il cui consumo energetico – a partire dai condizionatori- sembra renda irrisorio il risparmio che abbiamo col cambio dell’ora.

Il risparmio energetico è anche legato alla diminuzione di tonnellate di CO2. Ed è stimato in tutto in 90 milioni di euro.

Più ore di luce, inoltre, aumentano i livelli di serotonina, che migliora l’umore e il sonno. La luce stimola la produzione di vitamina D, benefica per la pelle, le ossa e il sistema immunitario.

Dal punto di vista economico, l’ora legale fa bene al turismo, consentendo l’aumento delle presenze nelle mezze stagioni turistiche, autunno e primavera.

Tra gli svantaggi: un’ora di sonno in meno nella notte dello spostamento delle lancette, con conseguenti disturbi lamentati nei giorni seguenti tra le persone più sensibili agli effetti tipo jet lag; si dorme male, si è più irritabili, si perde concentrazione e produttività al lavoro; si può avere mal di testa, iperagitazione, inappetenza, aumento della pressione sanguigna e perfino infarto.

In realtà i danni alla salute, se esistono, sono ancora tutti da dimostrare, nonostante i numerosissimi studi.

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