Pubblicato il: 28 settembre 2018 alle 7:00 am

L’inquinamento atmosferico come causa di aumento di rischio demenza Chi vive in aree con livelli superiori di NO2 hanno un rischio di demenza aumentato del 40% rispetto a soggetti che abitano in zone meno inquinate

di Teresa Terracciano.

Londra, 28 Settembre 2018 – L’inquinamento atmosferico è ormai un noto fattore di rischio per malattie cardiache, respiratorie e ictus, ma potrebbe avere un ruolo anche nelle malattie neurodegenerative come la demenza.

I ricercatori hanno utilizzato stime accuratamente calcolate dei livelli di inquinamento atmosferico e acustico di Londra per valutare potenziali legami con nuove diagnosi di demenza.

Ai fini di questo studio, i ricercatori si sono concentrati su poco meno di 131.000 pazienti di età compresa tra 50 e 79 anni nel 2004, a cui non era stata diagnosticata la demenza e che erano registrati in 75 ambulatori di medicina generale.

Sulla base delle aree residenziali di questi pazienti, i ricercatori hanno stimato la loro esposizione annuale agli inquinanti atmosferici, in particolare biossido di azoto (NO2), polveri sottili (PM2,5) e ozono (O3), oltre alla vicinanza al traffico pesante e al rumore stradale utilizzando metodi di modellazione convalidati. La salute di questi pazienti è stata quindi monitorata per una media di 7 anni, fino a una diagnosi di demenza, morte o cancellazione dai registri medici.

Durante il periodo di monitoraggio, 2181 pazienti (1,7%) sono stati diagnosticati con demenza, compreso il morbo di Alzheimer.

Queste diagnosi sono state associate ad alti livelli ambientali di NO2 e PM2,5, stimati nei pressi delle abitazioni dei pazienti dall’inizio del periodo di monitoraggio nel 2004.

Coloro che vivono in aree con livelli superiori di NO2 hanno un rischio di demenza aumentato del 40% rispetto ad abitanti in altre aree. Un aumento simile del rischio è stato osservato per livelli di PM2,5 più alti.

Molti possono essere i fattori coinvolti nello sviluppo della demenza, la cui causa esatta non è ancora nota – sottolineano i ricercatori – e mentre ci sono diversi percorsi plausibili che tracciano cause negli inquinanti atmosferici che raggiungono il cervello, le modalità in cui ciò avviene è da esplorare.

«L’inquinamento atmosferico legato al traffico è stato collegato a uno sviluppo cognitivo più povero nei bambini piccoli, e un’esposizione significativa continuata può produrre neuroinfiammazioni e alterazioni delle risposte immunitarie del cervello nella prima età adulta».

Fonte per approfondimenti: British Medical Journal – Iain M Carey, H Ross Anderson, Richard W Atkinson, Sean D Beevers, Derek G Cook, David P Strachan, David Dajnak, John Gulliver, Frank J Kelly. Are noise and air pollution related to the incidence of dementia? A cohort study in London, England.BMJ Open, 2018; 8 (9): e022404 DOI: 10.1136/bmjopen-2018-022404

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