Pubblicato il: 30 settembre 2018 alle 7:00 am

Distratti, svogliati e ritardatari: le chiese sono sempre più piene di cattolici d’occasione Sono pochi i fedeli che si impegnano in parrocchia durante la settimana, mentre quelli che fanno passerella al rito domenicale sembra che abbiano dimenticato gli insegnamenti religiosi

di Giosuè Battaglia.

Roma, 30 Settembre 2018 – Volendo tralasciare tutta la cronistoria, a partire dall’etimologia riguardante il termine “cattolico”, identifichiamo con questa parola, l’individuo che fa parte della Chiesa Cattolica Romana. Egli viene definito “praticante” o meno, a seconda della partecipazione o meno a tutte le attività delle varie funzioni annoverate dalla Chiesa. I meno dediti a queste funzioni limitano i propri impegni solo alla partecipazione domenicale alla santa messa. Per questo nei giorni festivi molti si recano nelle parrocchie per la partecipazione al rito della messa. Dei tanti, una grande percentuale ignora i pochi atti del galateo richiesti e riguardanti la partecipazione. Già secondo il galateo religioso, si richiede al partecipante di trovarsi in tempo per l’inizio della messa e quindi sarebbe buona norma anticiparsi in chiesa già cinque minuti prima, per aspettare il celebrante. Entrando ci si dovrebbe avvicinare all’acquasantiera, per intingere la mano destra con la quale fare il segno della croce e tenendo la mano sinistra al petto. Nel passare davanti al sacramento esposto all’altare si dovrebbe fare il gesto di genuflessione. Questi gesti sono importantissimi per il rispetto che si mostra al Signore entrando nella sua casa.

Di tutto ciò, però, si nota la quasi totale assenza, osservando (senza voler criticare) i tanti che entrano e che mostrano solo una presenza abitudinaria e dettata dall’apparenza. Infatti, sempre senza voler muovere la critica, basta osservare il cosiddetto cattolico di turno per notare tutta una serie di atti che almeno all’apparenza, lo determinano solo come un “avventuriero”. Allora entra in modo fugace a rito inoltrato, eseguendo talvolta il segno di croce con la mano sinistra con il conseguente segno al contrario. Anche chi usa la mano destra, esegue il segno della croce invertendone l’esecuzione. I più sedendosi nel banco non degnano di alcun segno di rispetto per l’occupante del banco posto dietro di lui, segno che equivale al permesso di stare davanti. Segue in modo scombinato i tempi per alzarsi nel momento legato all’atto in rispetto alla parola del Vangelo. Invece ostenta la sua dedizione al momento della recita del Padre Nostro, imponendo le mani, contrariamente alla intenzione di rivolgersi al Signore con modo di richiesta all’accoglienza. Importantissima la posizione da assumere stando in piedi, fino a quando non viene riposto il calice contenente le ostie nel Tabernacolo. Infatti con lo stare in piedi si onora il Signore che in quel momento sta in mezzo a tutti i partecipanti. Infine, il nostro cattolico del momento, si defila prima della benedizione finale.

Tutto ciò mostra un “cattolico” spogliato dei crismi del vero cristianesimo che, purtroppo, negli anni ha abbandonato gli insegnamenti religiosi e di conseguenza ha assunto comportamenti da cattolico di giornata.

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