Pubblicato il: 30 settembre 2018 alle 8:00 am

Nella patria del Vermut, si celebra (e si beve) il vino sotto i portici Si chiamano “Portici Divini” e "Vendemmia a Torino" le manifestazioni che si svolgono dal 19 al 28 ottobre per promuovere le eccellenze vitivinicole del territorio torinese. Degustazioni guidate, menù in abbinamento, convegni e giochi a tema

di Alessia Alladio.

Torino, 30 Settembre 2018 – In Piemonte secondo i dati Istat, sono coltivati 46317 ettari, di cui ben 41mila nel segmento dei vin DOC/DOCG (88%) e i rimanenti 5300 nelle altre categorie. L’Accademia Internazionale Enogastronomi Sommeliers ci ricorda che nella regione i vitigni più coltivati sono quelli a bacca nera: il Nebbiolo, per importanza, viene citato per primo, ma altri vitigni tipici sono Barbera, Bonarda, Brachetto, Dolcetto, Freisa, Grignolino, Malvasia di Casorzo, Malvasia di Schierano, Pelaverga, Ruchè, Vespolina, eccetera. Anche i vitigni a bacca bianca non sono tuttavia da trascurare: Arneis, Cortese, Erbaluce, Favorita, Timorasso; il più importante di tutti è tuttavia il Moscato Bianco.

Sorprendente, secondo il magazine I numeri del vino, che il vitigno maggiormente rappresentativo della qualità in Piemonte come il Nebbiolo, “non copra più del 9% della superficie vitata regionale, preceduto dal Barbera (30%), dal Moscato (21%) e anche dal Dolcetto (13%)”. Il giornale fa una attenta panoramica sulle cifre di un comparto che ha una forte caratterizzazione nell’economia regionale piemontese.

E nel solco delle iniziative volte a valorizzare le eccellenze vitivinicole della regione, è nato Portici Divini, evento ideato e coordinato dalla Fondazione Contrada Torino ONLUS, con il sostegno della Camera di commercio di Torino, che si svolgerà dal 19 al 28 ottobre sotto i portici del centro cittadino, nelle gallerie e nelle aree adiacenti e a Palazzo Birago, sede camerale di Via Carlo Alberto.

Nell’evento saranno coinvolti anche numerosi ristoranti, caffè e pasticcerie cittadini che negli stessi giorni ospiteranno i produttori di vino torinese della guida Torino DOC, selezionati dalla Camera di commercio.

Dal 19 al 21 ottobre a Palazzo Birago, in via Carlo Alberto 16, saranno organizzate conferenze su tematiche collegate ai vini e alla storia delle eccellenze torinesi e internazionali: cioccolato, ristorazione etnica, vino e salute, il Giappone del sushi e del sakè, la storia del vermut (declinato anche come vermouth alla francese e vermutte); il tutto accompagnato da un programma di degustazioni guidate gratuite a inviti. A proposito di vermouth, forse non tutti sanno che nasce nel 1786 quando Antonio Benedetto Carpano, nella sua bottega di Torino, unisce il vino a un’infusione di erbe e radici. Il nome lo scelse riadattando il termine Wermut, col quale in tedesco viene chiamata l’artemisia maggiore, pianta medicinale aromatica.

Ricco e articolato anche il programma della seconda edizione di Vendemmia a Torino – Grapes in Town, con il meglio dell’eccellenza vitivinicola piemontese che approderà nel cuore storico e culturale della città con degustazioni e masterclass di grandi vini, curate da Piemonte Land of Perfection e dai Consorzi di tutela soci. La mappa degli eventi si snoda tra i Musei Reali, il  Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Palazzo Birago, Palazzo Carignano, Villa della Regina, CAMERA, il MIAAO, l’Archivio di Stato, il Circolo dei Lettori, passando attraverso le principali vie del centro grazie alla collaborazione con Portici Divini. E per facilitare lo spostamento tra le varie location, sarà messo a disposizione dei visitatori il Degustibus, navetta gratuita che collegherà Piazza Castello a Villa della Regina per tutta la durata della manifestazione.

Tra gli appuntamenti La Notte della Vendemmia di Eataly Lingotto in programma sabato 20 ottobre: a partire dalle 20 una serata di vino, musica dal vivo, dj set & divertimento nella Cantina di Eataly. Sempre con la collaborazione di Eataly, torna il mitico Toret da cui sgorga vino anziché acqua con l’iniziativa “Toret in tour”: quest’anno il Toret sarà itinerante in tutta la città, attraversando alcune vie e piazze del centro sabato 20 e domenica 21 per offrire bicchieri di vino Fontanafredda ai visitatori. L’evento è realizzato in collaborazione con I Love Toret. Sabato 20 ottobre, si svolgerà anche uno degli appuntamenti clou del programma dedicato ai vigneti urbani italiani. Sarà un’occasione inedita per condividere esperienze e fare il punto sullo sviluppo di queste importanti realtà e sul loro impatto sul piano culturale e turistico. Saranno presenti i vigneti di Torino, Venezia, Napoli, Siena e Brescia. Ospite internazionale sarà Clos Montmartre, la celebre vigna urbana di Parigi.

Nella settimana dal 19 al 28 ottobre nei 35 locali pubblici aderenti (caffè, ristoranti, pasticcerie e gelaterie) sarà possibile assaggiare i vini del torinese in abbinamento con le specialità gastronomiche proposte dai vari esercenti.

Altrettanti produttori di vini docg e doc delle aree del Canavese, Collina Torinese, Pinerolese e Val Susa si metteranno in gioco per diffondere la conoscenza dell’eccellenze vitivinicole del nostro territorio: l’Erbaluce di Caluso, il Caluso Passito, il Carema, il Freisa di Chieri, il Pinerolese Ramie, il Valsusa ed i Rossi delle coltivazioni eroiche di montagna, per una settimana protagonisti della kermesse enogastronomica.

Durante gli eventi nei vari locali i clienti potranno anche trasformarsi in novelli sommelier, provando a giocare a “Indovino”. Ai partecipanti saranno proposte degustazioni ‘al buio’ di vini: per chi supererà un piccolo test, una bottiglia in omaggio e un regalo messo a diposizione dagli esercenti.

La selezione dei vini Torino DOC 2019-2020 realizzata dalla Commissione di degustazione della Camera di commercio di Torino, in collaborazione con il Laboratorio Chimico camerale, si è da poco conclusa: tutti i vini premiati e le aziende produttrici saranno presentati in anteprima giovedì 18 ottobre alle ore 18, sempre a Palazzo Birago, durante un evento-premiazione che inaugura idealmente le successive settimane di eventi dedicati al vino, con Portici Divini e Vendemmia a Torino. La selezione comprende le migliori etichette rappresentative delle 7 denominazioni di origine torinesi: l’Erbaluce di Caluso DOCG e le DOC Carema, Canavese, Freisa di Chieri, Collina Torinese, Pinerolese e Valsusa.

Ricordiamo, poi, che esiste anche la Strada Reale dei Vini Torinesi, che accoglie i visitatori nel territorio intorno a Torino caratterizzato da un’importante e antica tradizione vitivinicola. Lungo i 600 Km del percorso si potranno scoprire le sue quattro aree: del Canavese, della Collina Torinese, del Pinerolese e della Valsusa dove apprezzare 25 vini DOC, prodotti da 11 vitigni caratteristici e visitare l’Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino a Caluso.

Fin qui Torino. Tornando alle cifre e ai vitigni di tutto il Piemonte (pubblicate dal magazine I numeri del vino), il Barbera risulta coltivato in 13900 ettari, di cui l’84% sotto DOC. Per quanto riguarda le superfici DOC, la concentrazione è in provincia di Asti (6mila) e Alessandria (3500) e i rimanenti 2mila sostanzialmente concentrati nella provincia di Cuneo, che rappresenta da sola circa un terzo del vigneto totale regionale.

Il secondo vitigno, il Moscato, è invece più concentrato nelle DOC (99%) e nella provincia di Cuneo, dove è coltivato in 4286 ettari DOC, seguito dai 3800 ettari a Asti. Lo stesso vale per il Dolcetto, dove le superfici DOC sono l’88% e si concentrano a Cuneo e ad Alessandria.

Per quanto riguarda il Nebbiolo, la superficie di 4477 ettari, di cui 4234 DOC (95%), ha una forte concentrazione a Cuneo (3600 ettari) e in provincia di Novara, dove il vitigno rappresenta i 2 terzi delle superfici DOC totali.

I numeri del vino ci informa, ancora che “dopo il Moscato, il secondo vitigno bianco è il Cortese, con 2626 ettari principalmente in provincia di Alessandria. Il terzo vitigno bianco è internazionale, lo Chardonnay, con 1000 ettari, abbastanza equamente divisi tra Cuneo, Asti e Alessandria. Di poco davanti all’Arneis, coltivato quasi esclusivamente in provincia di Cuneo”.

Mentre la rivista specializzata Quattro Calici, giustamente ci rammenta che “Il ruolo del Piemonte è stato fondamentale per lo sviluppo della moderna enologia Italiana. Proprio qui ha avuto inizio quella straordinaria rivoluzione che ha riportato l’Italia ai vertici della produzione di alta qualità”. Un motivo in più per partecipare all’evento di ottobre.

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