Pubblicato il: 3 novembre 2018 alle 7:00 am

Crisi o non crisi, spopolano i mercatini dell’usato Un vero e proprio boom in Italia, secondo UeCoop, con un +7,7% per acquisti di libri, mobili e vestiti. Esistono siti internet per individuare il mercato più vicino

di Fabrizio Morlacchi.

Roma, 3 Novembre 2018 – A chi non è capitato, girando per i mercatini settimanali, di innamorarsi di una maglia notata tra i cumuli di panni delle bancarelle dell’usato? C’è la fila per accaparrarsi capi di grandi marchi dell’abbigliamento e dello sport: giacche e pantaloni a 5 euro, tute a 3 euro, e poi scarpe, borse: con pochi euro ci si rinnova il guardaroba con merce che, nuova, sarebbe costata un occhio. Si tratta quasi sempre di materiale proveniente da collezioni vecchie di qualche anno ma il più delle volte non c’è molta differenza con la tendenza del momento.

La convenienza (esempio: 3 euro per un capo che nuovo sarebbe costato 30), il divertimento di scegliere tra migliaia di pezzi accumulati, la piacevole sensazione di fiutare l’affare, talvolta anche il gusto del vintage, sono gli elementi principali alla base del boom dell’usato che non riguarda solo l’abbigliamento. Infatti si registra un aumento del 7,7% per libri, mobili e vestiti in Italia negli ultimi cinque anni con 4.973 realtà attive. Il dato lo ha diffuso l’Unione europea delle cooperative Uecoop su dati Camera di commercio di Milano Lodi Monza in relazione alla generale tendenza di riduzione degli sprechi non solo alimentari e a un ritorno della moda del vintage. A livello nazionale – ha sottolineato Uecoop – si registra una crescita di attività del riciclo e dell’usato dove opera anche il mondo della cooperazione. Dai libri scolastici ai mobili per la casa, dai vestiti alle posate fino agli elettrodomestici il mercato del riuso a prezzi scontati coinvolge i principali centri urbani italiani con Roma al primo posto con 450 attività seguita da Milano con 398 e Torino con 282. Nella top ten dell’usato ci sono anche Napoli con 245, Firenze con 227, Genova con195, Brescia con 105, Arezzo con 92, Bari con 90 e Bologna con 83. Si è creato – ha spiegato Uecoop – un vero e proprio mercato parallelo a quello del nuovo dove, per le più svariate ragioni, dal desiderio di liberarsi di cose non più utilizzate o che non si possono portare in un trasloco realizzando anche cifre minime che possono essere una piccola entrata straordinaria per il bilancio domestico. Ma non si tratta solo di “tesori da cantina” – secondo Uecoop – ci sono anche realtà cooperative che riescono a valorizzare materiali di scarto dell’industria e della logistica come ad esempio i pallet di legno trasformandoli in mobili e sedie.

Secondo il portale nonsprecare.it l’industria dell’usato ormai raccoglie più di 3.500 imprese con oltre 10mila occupati.

A livello nazionale in 1 caso su 3 il riciclo dell’usato riguarda attività al centro sud Italia anche se le regioni più attive in assoluto sul fronte del vintage sono la Lombardia con 829 attività, la Toscana con 620 e il Lazio con 548. Un vero e proprio boom si registra in Puglia con +39,2%, in Abruzzo +19,2%, Molise +18,2%, in Valle d’Aosta +16,7%, in Basilicata +15% e in Veneto +14,5%. In genere – ha fatto sapere Uecoop – gli oggetti vengono consegnati in conto vendita a un prezzo concordato che viene poi diviso fra proprietario e venditore. A volte invece è lo stesso negozio dell’usato che acquista direttamente e poi rivende, In Italia il business dell’usato vale 21 miliardi di euro e coinvolge quasi 1 italiano su 2 e quando si compra di seconda mano in 7 casi su 10 lo si fa per risparmiare ma nel 35% dei casi anche perché si sta cercando qualcosa di originale che non si trova più in commercio. Oltre la metà di chi vende ha come prima motivazione quella di non gettare via oggetti ancora utilizzabili, in un’ottica anti spreco, e liberare spazio in casa o in cantina. Nel 19% dei casi infine – conclude Uecoop – partecipare al mercato dell’usato è un modo per integrare il reddito domestico considerato che quasi un povero su due è minore o giovane mentre quasi 1,4 milioni di persone sopra i 65 anni si trovano in uno stato di grave deprivazione materiale senza potersi pagare un pasto completo o le bollette di luce e riscaldamento registrando secondo la Commissione europea per gli Affari sociali un’incidenza del 10,9% quasi doppia rispetto alla media Ue.

Dal più famoso mercato di Porta Portese a Roma a quelli delle altre città come Poggioreale a Napoli, c’è un sito internet che li cataloga dividendoli per regione e per provincia. E se volete partecipare a un mercatino dell’usato a Milano, ecco le linee guida per non avere problemi.

Un po’ come in Francia, dove se volete recuperare o sbarazzarvi di ogni tipo di oggetto è sufficiente consultare Free Cycle. Ogni città d’oltralpe ha un gruppo Yahoo in cui vengono postati degli annunci di offro/cerco e si può trovare di tutto. Per rivendere oggetti o comprare a poco prezzo si va nelle Brocantes e Vide-Grenier (mercatini di modernariato dove i privati rivendono le loro cose). Il programma dei mercatini è visibile sul sito Brocabrac, mentre scambiando, offrendo o affittando sul sito CityGreen si accumulano punti e regali come premio per le attività “riciclose”.

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