Pubblicato il: 4 novembre 2018 alle 7:00 am

Ritorno alle origini: e se fosse la destinazione futura dell’uomo? Il mondo va avanti perché è in continua evoluzione, tuttavia non è detto che dopo il superamento di questa epoca virtuale la società non cerchi di recuperare le radici del passato

di Giosuè Battaglia.

Roma, 4 Novembre 2018 – Per avere un concetto chiaro del termine “origine”, ci rifacciamo al suo significato filosofico che include le due idee di “fase iniziale” e “studio dell’essere”, ciò si tramuta in “inizio dell’esistenza”. Perciò il ritorno alle origini è un ritorno all’inizio di una esistenza che può essere la nascita di un qualche cosa, come la vita, un costume, insomma una ricerca del “vecchio” attraverso il nuovo, usando proprio il nuovo come mezzo. Così più andando avanti, ad esempio in una ricerca scientifica, in una indagine di vita, sopravviene un ritorno ad una fase d’inizio che ha prodotto il costituirsi della base che ha dato vita al percorso.

Ma anche nella vita di tutti i giorni ritroviamo l’origine individuale, fatto dall’origine sociale, quello ad esempio degli usi e costumi che caratterizzano la società. Lo stesso ritornare bambino in un ricordo è l’origine della nostra esistenza. E si ritorna bambino quando si viene preso da un ricordo, quando si enuncia una frase del passato, quando ci si comporta in un modo che rispecchia un atteggiamento già vissuto e che ricorda la fanciullezza. Già da un bel po’ di tempo, almeno un ventennio, stiamo vivendo una fase di passaggio da un mondo fatto di realtà ad un mondo virtuale, che investe per lo più le giovani generazioni e che si servono del mondo virtuale per approcci e studi nei vari campi, non solo scientifici. Quelli invece che evocano ancora principi passati e che sono ancora attenti, sono i meno giovani, i quali ancora restano legati a comportamenti passati e che rappresentano la loro fanciullezza e la gioventù trascorsa con certi modi di comportamenti ormai svaniti. E il nuovo scaccia il vecchio, un vecchio che man mano tramonta sempre più, lasciando, come in ogni tempo il ricordo alla storia che perpetua il suo corso.

Proprio i meno giovani, nel loro quotidiano, in ogni momento comparano con le loro azioni il mondo virtuale con quello fatto di certe inventive della loro fanciullezza, del loro passato e considerato più genuino perché fondato su certi valori sentimentali e affettivi, che ormai sembrano perduti. Il mondo va avanti e per forza deve essere così, perché dev’essere in continua evoluzione, si deve abbandonare il vecchio per il nuovo, perché sempre è stato così in ogni epoca; l’uomo è in continua evoluzione proprio perché posto al centro della natura. E’ un disegno divino che tutto lascia alla storia e chissà se questo disegno non porta proprio ad un ritorno alle origini.

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