Pubblicato il: 10 novembre 2018 alle 7:00 am

Macro Asilo, “ospitale e relazionale”: ecco l’avanguardia della cultura Quindici mesi di ingresso gratuito al Museo di Arte Contemporanea di Roma. Tanti gli eventi in programma per uno spazio totalmente aperto alla città

di Tiziana Mercurio.

Roma, 10 Novembre 2018 – Fino al 31 dicembre 2019, quindici mesi di ingresso totalmente gratuito al Macro, Museo di Arte Contemporanea di Roma. Un progetto sperimentale senza eguali che sta facendo discutere e appassionare la Capitale.
Il nuovo “dispositivo” – denominato Macro Asilo e ideato dal curatore, Giorgio de Finis -, già da ottobre, sta trasformando gli spazi di via Nizza in un vero e proprio organismo vivente, “ospitale” e relazionale, che invita all’incontro e alla collaborazione persone, saperi e discipline in una logica di costante apertura e partecipazione della città e del pubblico.

“Perché l’umanesimo deve essere difeso a tutti i costi dall’incedere della comunicazione fredda e spersonalizzante a cui ci stiamo assuefacendo”, come ha ricordato Alberto Abruzzese, uno degli intellettuali coinvolti nella serie di lectio magistralis programmate durante i fine settimana nell’avveniristico auditorium rosso che domina “la piazza centrale” del Museo. Domenica scorsa, è toccato al filosofo Paolo Ercolani, autore del libro “Contro le donne”, appassionante carrellata attraverso il pregiudizio che ha accompagnato la figura femminile, dalla Teogonia di Esiodo ai giorni nostri.
Macro Asilo è il primo tassello del Polo del Contemporaneo e del Futuro che si configura come presenza complementare rispetto alle altre istituzioni come MAXXI e Galleria Nazionale, per mettere a disposizione di chi abita in città uno spettro ricco di punti di vista ed esperienze.
È da questa sfida che è partito il lavoro di de Finis, in stretta collaborazione con l’Azienda Speciale Palaexpo, che dal 1° gennaio 2018 gestisce il Museo, e la Sovrintendenza Capitolina che, in quanto struttura di Roma Capitale, preserva la responsabilità sulla conservazione e valorizzazione della collezione del Museo, nonché del suo Archivio e della Biblioteca.

Per farlo è stato necessario ripensare gli spazi stessi del Museo e la sua articolazione: il nuovo progetto di allestimento è stato realizzato dall’architetto Carmelo Baglivo.

Entrandovi, il pubblico si troverà di fronte a uno spazio profondamente diverso che può attraversare in maniera libera e casuale. Tanti, diversi ambienti tematici tra cui il salone dei Forum (dove, a parete, è presentata una grande quadreria, selezione delle opere della Collezione) con una sorta di invito “visivo” a collaborare e stare insieme. Al centro, il “Tavolo dei tavoli”, opera abitabile realizzata, per l’occasione, da Michelangelo Pistoletto.

Tra le nuove stanze anche quella dedicata a Rome (nome plurale di città); la stanza delle parole (dedicata al vocabolario del contemporaneo); quella di lettura; la stanza dei media e della radio; le stanze-atelier (quattro spazi gemelli progettati per gli artisti che realizzeranno un’opera all’interno del museo). Inoltre tre “ambienti” d’artista, stanze-opera che ospiteranno progetti partecipati, installazioni, performance, aggiungendo, nel corso del tempo, altri 50 ambienti a tema che si sommeranno a quelli già proposti altrove.

Il Museo è aperto dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 20, e il sabato fino alle 22. La programmazione prevede un palinsesto quotidiano di eventi, incontri, laboratori, performances e, più in generale, ospiterà ogni altra forma e pratica che gli artisti svilupperanno e proporranno ai visitatori.

Ogni giorno, proiezioni di video d’arte su un maxischermo appositamente allestito; incontri, “autoritratti”, convegni, presentazioni e rassegne nell’auditorium e nella sala cinema.

 

Tra gli artisti presenti in calendario nei primi mesi di attività figurano: Michelangelo Pistoletto, Daniel Buren, Dora Garcia, Krysztof Bednarski, Pietro Gilardi, Alberto Garutti, Marzia Migliora, Liliana Moro, Pablo Echaurren, Gianni Pettena, Melania Mazzucco, Elina Chauvet, Wim Wenders, Alfredo Pirri, Gianni Asdrubali, Giovanni Albanese, Gianfranco Notargiacomo, Ria Lussi, Piero Mottola, Giuseppe Stampone, Fabrizio Crisafulli, il collettivo Stalker. Ognuno di questi lascerà al Macro il segno del suo lavoro, così da raggiungere una moltitudine di atti, pratiche e forme di ricerca che alimenteranno, per accumulazione progressiva, un vero e proprio archivio materiale di questa esperienza. Ovvero, un archivio che, oltre ad avere uno spazio fisico nel Museo, avrà un costante rimando sulla rete e sui social per testimoniare e rappresentare, in maniera continuativa (e, in qualche modo, riproducibile), il lavoro portato avanti che all’interno del Museo.

A questi, si aggiungono le lectio magistralis. Qualche nome: Nicolas Bourriaud, Claire Bishop, Jacques Rancière, Paul Preciado, Mary Ann Caws, Don Thompson, Calum Storrie, Sally Price, Juan Josè Lahuerta, Paul Werner, Peter Weibel, Michel Maffesoli, Massimo Cacciari, Giacomo Marramao, Carlo Ratti, Alessandro Dal Lago e Serena Giordano.

Gli spazi del Museo saranno costantemente aperti e attraversabili in tutte le loro diverse articolazioni, dall’ingresso storico di via Reggio Emilia alla nuova ala di via Nizza, valorizzando anche la qualità e vivibilità dei suoi grandi volumi, dalla piazza, alla galleria al foyer. Un museo che si fa città, quartiere ed esperienza collettiva. Esperienza da vivere e… tramandare.

Il calendario degli eventi all’indirizzo: www.museomacro.it/pagine/eventi

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