Pubblicato il: 15 novembre 2018 alle 7:00 am

Sfortunati in amore? Colpa dell’odore Credete al potere dell’olfatto nell’attrazione?

di Marina Monti.

Roma, 15 Novembre 2018 – Nella nostra vita, a poco a poco, con il passare degli anni si sviluppa un’amplificazione dell’esperienza sensoriale: quando, nel silenzio di un tramonto estivo o nella oscura calma pomeridiana invernale, toccare un albero suscita una forte emozione, odorare il profumo fa trasalire…

Ma è l’olfatto il senso che più intriga. Per Aristotele era il più mediocre di tutti i sensi e anche Darwin lo giudicava un organo più animale che umano. Per fortuna Proust ha scritto pagine intere sul fascino e il potere degli odori, ben prima che Süskind facesse del profumo non solo il titolo di un romanzo ma la chiave di volta di un’affascinante avventura umana. In verità l’olfatto meriterebbe molta più attenzione da parte nostra: noi, infatti, non solo fuggiamo da odori cattivi e siamo attratti dai profumi, ma in base ad essi ci avviciniamo o ci distanziamo dalle persone, istintivamente, ancor prima che la nostra mente si eserciti a decidere di comunicare o meno.

Tra questi ci sono innanzitutto i profumi che abbiamo conosciuto nell’infanzia e che ci accompagnano per tutta la vita: aromi legati ai cibi preparati da nostra madre o dalla nonna, profumi “di casa”. Più tardi abbiamo conosciuto i profumi dell’amore: quelli che noi stessi sceglievamo per profumarci, quelli della persona di cui eravamo innamorati, i profumi di un incontro atteso e preparato, la gioia di riconoscere la presenza della persona amata attraverso il profumo, prima ancora di vederla. Non a caso nel Cantico dei canticii profumi caratterizzano la stagione dell’amore, sigillano la presenza dei corpi degli amanti, “Profumo che si spande è il tuo nome!”.

Proprio perché il profumo fa reagire d’istinto, le religioni non hanno potuto farne a meno, così l’incenso o l’olio profumato avvolgono i luoghi di preghiera, quasi che in una nuvola odorosa si avverta più forte la presenza misteriosa di Dio.

E poi ci sono i profumi che si scoprono incontrando le persone: a volte, sì, purtroppo, odori repellenti che impediscono simpatia, vicinanza, accoglienza; ma altre volte profumi che attraggono, che sembrano chiedere che una persona “odori” l’altra.

Cosa accade nella nostra testa quando si annusa una fragranza particolare? Un profumo può agire da “ipnotizzatore”, poiché, nella sfera della seduzione, l’olfatto gioca un ruolo prioritario. Non contano soltanto bellezza, gestualità e modalità di relazione, perché anche il “richiamo” inconscio dettato dal fascino del profumo che abbiamo addosso può svolgere una funzione determinante. E la comunicazione olfattiva opera a un livello sensoriale molto più sottile rispetto alla vista, all’udito o al tatto e può giungere là dove neanche il look più studiato è a volte in grado di arrivare.

Come avviene questa seduzione mentale?

Dalle narici partono infinite diramazioni nervose attraverso cui le molecole odorose approdano al cervello, attivando il sistema limbico, la struttura più antica – il cosiddetto cervello rettiliano – che controlla emozioni, stati d’animo, istinti, appetiti – compreso quello sessuale – e certe operazioni della memoria. Il sistema limbico, di cui oggi si conosce molto ma che su cui restano alcuni misteri e funzioni, rappresenta il luogo di origine delle emozioni, è coinvolto in processi come ridere, provare piacere o paura, e in manifestazioni come l’isteria in passato o gli attacchi di panico oggi. Negli animali permette di riconoscere il cibo, la partner sessuale, il predatore… Proprio per questo può a volte accadere che un profumo percepito anche solo per un attimo stimoli i sensi e ci faccia provare attrazione.

Insomma, il partner si sceglie a naso.

Come spiegano gli studiosi di neuroscienze, se ci basiamo sulla vista, tutte le specie sono attratte dalla diversità, dall’opposto, così che ad esempio nei Paesi mediterranei guardiamo con piacere una persona bionda e chiara o un esemplare dalla pelle molto scura. Siamo attirati dai tratti fenotipici lontani da noi, perché la natura li preferisce: si aumenta la variabilità genetica (il fenomeno mosca bianca). La vista, però non offre garanzie, per questo viene in aiuto l’olfatto e quindi il profumo, in particolare i feromoni.

Feromone (o ferormone) è una parola abbastanza recente che ha solo 50 anni: risale infatti al 1959, quando un gruppo di ricercatori tedeschi guidati da Adolf Butenandt identificò il primo feromone sessuale, quello del baco da seta. I feromoni (dal greco “portare eccitamento”) sono sostanze prodotte dalle ghiandole esocrine (sudoripare, lacrimali, salivari, etc.) della maggior parte degli esseri viventi e servono ad indurre reazioni fisiologiche e comportamentali negli individui della stessa specie che vi entrano in contatto: tra gli animali, alcune femmine, per esempio, appena sentono l’androstenone si mettono subito in posizione d’accoppiamento; tra gli insetti, un spruzzatina di feromone sessuale femminile è capace di far impazzire i maschi anche a chilometri di distanza.

Secondo i risultati scientifici di alcuni test, pare che addirittura i feromoni abbiano il potere di stimolare l’organo vomeronasale, situato appena sotto il naso negli animali, e di rigonfiarei turbinati del naso anche tra gli umani. Insomma, alla fin fine scegliamo a naso il nostro partner. E quando non lo facciamo rischiamo di incappare in qualche problema.

Possiamo facilitare in qualche modo questo potere calamita?

Una trentina di anni fa vennero presentati i risultati di uno studio che identificava due molecole, androstadienone e estrotetraenolo, come presunti feromoni in grado di stimolare il nostro epitelio olfattivo. Sulla base di questa pubblicazione, una ditta brevettò le due molecole come feromoni umani. Ancora oggi su Internet si leggono molte pubblicità di misteriose boccette che utilizzerebbero feromoni e che promettono una vita amorosa piena e felice. Le recensioni sono stranamente in maggioranza maschili: “Ho sperimentato il prodotto e non sapevo più come allontanare le ragazze…”, “Ero molto timido ora le donne fanno la fila…” ecc.

Inutile specificare che test reali su queste pozioni magiche in commercio hanno dato purtroppo esito negativo. In realtà, nonostante gli incredibili progressi della ricerca dal 1959 ad oggi, non possediamo informazioni concrete riguardo l’importanza dei feromoni per la specie umana nel mondo moderno. Quindi, se sperate di trovare o ritrovare la vostra virilità o femminilità in questi prodotti rimarrete molto delusi: quei profumi non contengono feromoni umani per la semplice ragione che queste molecole non sono ancora state identificate nella nostra specie: ne produciamo, è vero, ma non sappiamo ancora in quale modo questi influenzino la nostra vita. Nel dubbio, non laviamoci troppo le ascelle: pare infatti che quell’odore, soprattutto maschile, eserciti un richiamo sicuro. Scienza e convivenza serena a parte.

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