Pubblicato il: 16 novembre 2018 alle 8:00 am

Garante regionale per la tutela delle vittime di reato: Lombardia a un passo Il progetto di legge ha ricevuto il voto unanime in Commissione Affari istituzionali e si prepara ad approdare in Aula. L’Emilia Romagna da 14 anni prima in Italia con una fondazione ad hoc. Puglia e Piemonte si attrezzano

di Arcangela Saverino.

Milano, 16 Novembre 2018 – La Lombardia si candida ad essere la prima regione italiana a istituire la figura del Garante regionale per la tutela delle vittime di reato. Il progetto di legge, di cui è prima firmataria e relatrice Viviana Beccalossi (Gruppo Misto), e che è stato sottoscritto da numerosi altri Consiglieri regionali di vari gruppi consiliari, ha ricevuto il via libera dalla Commissione Affari Istituzionali e il 28 novembre prossimo approderà in Aula per la votazione finale.

La consigliera regionale Viviana Beccalossi, che siede nei banchi del gruppo misto, ha spiegato: «Questo progetto di legge parte da un presupposto semplice: paradossalmente e sempre più spesso, i colpevoli di reato godono di diritti e benefici a loro tutela, mentre le vittime vengono lasciate sole ad affrontare la loro battaglia per chiedere giustizia, fino ad arrivare ai casi più gravi nei quali talvolta chi si difende finisce addirittura per essere messo sotto accusa, con un inaccettabile scambio di ruolo tra la vittima e il carnefice. Sono molto soddisfatta per la condivisione unanime emersa in Commissione – ha concluso Viviana Beccalossi – perché rafforza sicuramente il ruolo e l’autorevolezza di questa figura conferendole un grande valore istituzionale».

Soddisfazione per l’unanimità del voto anche da parte della Presidente della Commissione Alessandra Cappellari (Lega), che ha auspicato come «su temi che interessano la tutela dei cittadini ci possa sempre essere piena e trasversale condivisione, con un approccio il più possibile costruttivo e bipartisan come avvenuto in questo caso».

Cosa prevede il provvedimento?

Il provvedimento approvato prevede che il Garante possa offrire assistenza gratuita per fornire informazioni sui tempi e i modi per presentare denuncia e querela, per ricevere assistenza psicologica, sociosanitaria e legale: può inoltre promuovere specifiche iniziative di formazione e aggiornamento degli operatori dei servizi sociali e della polizia locale e avviare campagne e attività informative sul territorio anche tramite i servizi sociali dei Comuni e le associazioni territoriali preposte.

Il Garante viene eletto dal Consiglio regionale con le stesse modalità previste per il Difensore regionale e dura in carica cinque anni; può essere rieletto una sola volta. Percepisce una indennità di carica pari al 20% di quella spettante ai Consiglieri regionali e per l’espletamento delle proprie attività può avvalersi delle strutture già esistenti all’interno di Giunta, Consiglio o altri enti del sistema regionale, in base alle disposizioni dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale e concordate con gli stessi enti di riferimento. Per svolgere la propria attività, potrà contare su un budget annuo di 75mila euro, cifra frutto di una mediazione tra l’iniziale proposta di 50mila euro e la richiesta emendativa del Partito Democratico presentata dalla consigliera Maria Rozza di portarlo a 100mila.

«Abbiamo svolto insieme un lavoro serio e positivo – ha sottolineato Maria Rozza – e un ringraziamento va alla relatrice Beccalossi e a tutta la Commissione per la sensibilità e l’attenzione dimostrata. Quella del garante è una figura importante che sarà supportata da una rete multidisciplinare che coinvolgerà e coordinerà tutte le realtà già attive sul territorio».

Apprezzamento, condivisione e soddisfazione sono stati espressi anche negli interventi del Consigliere Segretario Dario Violi (M5Stelle), Francesca Ceruti (Lega), Marco Alparone (Forza Italia) e Niccolò Carretta (Lombardi Civici Europeisti).

Le altre Regioni

La Giunta regionale della Puglia, il 2 ottobre scorso, ha approvato uno schema di Protocollo d’Intesa per la costituzione del “Servizio di Aiuto alle Vittime di Reato e Centro di Giustizia Riparativa”. In sintesi, il protocollo, “intende promuovere un intervento sistemico, sul territorio regionale, per garantire: accoglienza e ascolto, informazione sui diritti, accompagnamento e l’orientamento verso servizi specialistici per la cura e la prevenzione dei disturbi post traumatici con assistenza psicologica e consulenza legale, misure di protezione e interventi finalizzati alla gestione dei conflitti tramite gli strumenti della giustizia riparativa”.

In Emilia Romagna esiste, istituita 14 anni fa, una struttura che aiuta le vittime. E’ il presidente del Gruppo Pd in Regione Emilia Romagna, Stefano Caliandro a parlarne: «La Fondazione per le vittime dei reati della Regione Emilia-Romagna è l’unica realtà che, recependo una specifica direttiva della UE, fornisce un aiuto immediato e concreto a chi è stato oggetto di violenza o di reati gravi. Nessuna Regione, e neppure lo Stato, hanno una realtà di questo tipo, un soggetto che in 14 anni abbia aiutato concretamente quasi 700 persone impegnando una cifra intorno ai 2,5 Milioni di Euro». Presidente della Fondazione è lo scrittore Carlo Lucarelli.

In Piemonte, invece, è il capogruppo di Forza Italia Andrea Fluttero a chiedere che si segua l’esempio di altre Regioni che su questo percorso sono molto avanti: «La Regione Piemonte ha un Difensore Civico, un garante per i detenuti, un garante per l’infanzia e l’adolescenza, anche un garante per i diritti degli animali – ha precisato Andrea Fluttero – ora ci sembra il momento di istituirne uno anche a servizio di chi subisce un reato. Parliamo di chi subisce rapine, estorsioni, abusi, ma anche danni economici e sul proprio patrimonio».

In Piemonte si stima che solo nel 2016 sono stati denunciati quasi 208mila reati contro la persona e l’incolumità pubblica. Più di 136mila a Torino.

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