Pubblicato il: 23 novembre 2018 alle 7:00 am

Dopo Germania e Giappone l’Italia studia il treno a idrogeno Un accordo sottoscritto da RFI e altri soggetti, promuove lo sviluppo del trasporto ferroviario a idrogeno. In Sassonia il servizio è già attivo. Tokyo nel 2020 mostrerà al mondo la sua visione di una società dell’idrogeno

di Arcangela Saverino.

Roma, 23 Novembre 2018 – Anche l’Italia si avvia sui binari del trasporto ferroviario a idrogeno. Un percorso lungo che parte da uno studio, realizzato da RFI, per la valutazione tecnico-economica dei benefici in termini di impatto ambientale e sociale derivanti dall’alimentazione a idrogeno, rispetto agli altri sistemi di alimentazione e per attivare possibili sinergie rispetto agli sviluppi dell’industria di settore e degli impianti energetici da fonti rinnovabili.

Allo studio è seguito un accordo (sottoscritto da Paolo Gaudenzi del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale dell’Università degli Studi La Sapienza di Roma, Aurelio Salvatore Misiti del Comitato Nazionale Italiano per la Manutenzione e da Maurizio Gentile, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana), che consentirà di individuare e approfondire le soluzioni più idonee per la produzione e l’approvvigionamento dell’idrogeno, necessario alle celle a combustibile dei treni.

L’intesa, inoltre, istituisce un Comitato Scientifico per definire le metodologie di lavoro, coordinare le attività e validarne i risultati.

Germania

Chi, invece, ha bruciato le tappe, è stata la Germania. Due anni fa, a InnoTrans 2016 a Berlino, il gruppo industriale francese Alstom, ha presentato per la prima volta iLint Coradia. Il lancio del treno regionale privo di emissioni di CO2 che rappresenta una vera alternativa al gasolio, pone la Germania come primo Paese a sviluppare un treno passeggeri basato sulla tecnologia dell’idrogeno, entrato in servizio commerciale solo due anni dopo il lancio.

Coradia iLint (foto di copertina) è stato progettato dai team Alstom a Salzgitter (Germania) ed è il primo treno passeggeri al mondo alimentato da una cella a combustibile a idrogeno, che produce energia elettrica per la trazione. Questo treno a emissioni zero emette bassi livelli di rumore, con lo scarico costituito solo da vapore e acqua condensata. L’iLint è speciale per la combinazione di diversi elementi innovativi: conversione dell’energia pulita, accumulo di energia flessibile nelle batterie e gestione intelligente della forza di trazione e dell’energia disponibile. Specificamente progettato per il funzionamento su linee non elettrificate, consente un funzionamento pulito e sostenibile del treno garantendo alti livelli di prestazioni. Il progetto ha beneficiato del sostegno del Ministero dell’Economia e della Mobilità tedesco ed è stato finanziato dal governo tedesco come parte del Programma nazionale di innovazione per l’idrogeno e la tecnologia a celle a combustibile (NIP).

A settembre di quest’anno è entrato nel servizio passeggeri nella Bassa Sassonia, tra le città di Cuxhaven, Bremerhaven, Bremervörde e Buxtehude.

Italia

Nel nostro Paese è RFI a compiere i primi passi sul fronte del trasporto ferroviario a idrogeno. “RFI è da sempre impegnata nel campo della ricerca e dell’innovazione tecnologica per modernizzare il trasporto ferroviario nel nostro Paese, in termini di efficienza e impatto ambientale – ha detto Maurizio Gentile, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana -. Come Gestore dell’infrastruttura siamo consapevoli dell’importanza strategica di una mobilità sempre più sostenibile e delle opportunità che possono derivare da questo progetto e da questa collaborazione che, nello specifico, permetterà di studiare le migliori soluzioni tecniche di fornitura dell’idrogeno per la mobilità ferroviaria”.

Nel resto del mondo

Il Giappone, Paese da sempre all’avanguardia nel trasporto ferroviario (il suo treno proiettile ha rappresentato un primato nel mondo pe oltre 30 anni dal suo varo), prevede di utilizzare i Giochi olimpici di Tokyo del 2020 per mostrare la sua visione di una società dell’idrogeno e ha investito 348 milioni di dollari USA per creare stazioni di rifornimento di idrogeno e altre infrastrutture.

La Svizzera acquista 1.000 camion alimentati a idrogeno, la Norvegia ha stazioni di rifornimento di idrogeno dal 2006 e la Corea del Sud sta investendo 2,33 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni per creare stazioni di rifornimento di idrogeno, impianti di veicoli a celle combustibili, autobus a celle di combustibile e stoccaggio di idrogeno sistemi. E l’Australia ha visto la sua agenzia scientifica nazionale CSIRO e il capo scienziato Alan Finkel riportare separatamente le loro visioni per una nazione alimentata dall’idrogeno e l’industria di esportazione.

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