Pubblicato il: 26 novembre 2018 alle 7:00 am

La galassia più luminosa Alimentata da un minuscolo disco di gas, è stata intercettata da ricercatori statunitensi

di Teresa Terracciano.

Charlottesville, 26 Novembre 2018 – La luce di questa galassia, conosciuta come W2246-0526, ha impiegato 12,4 miliardi di anni per raggiungerci, quindi la vediamo come quando il nostro universo era solo un decimo della sua età attuale.

Nuove osservazioni con l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) rilevano materiali estratti da tre galassie più piccole che confluiscono nella galassia più massiccia, scoperta nel 2015 dal Wide-field Infrared Survey Explorer (WISE) della NASA. Non è la galassia più grande o più massiccia che conosciamo, ma non ha rivali per la sua luminosità, emettendo una quantità di luce infrarossa pari a 350 trilioni di soli.

ALMA Observatory. (credit: Yuri Beletsky)

Il “cannibalismo galattico” non è raro, anche se questa è la galassia più lontana in cui tale comportamento è stato osservato e gli autori dello studio non sono a conoscenza di altre immagini dirette di galassie che si nutrono simultaneamente di materiale proveniente da fonti multiple in quei primi tempi cosmici.

I ricercatori sottolineano che la quantità di gas divorato da W2246-0526 è sufficiente a mantenere la galassia formando stelle e alimentando il suo buco nero centrale per centinaia di milioni di anni.

La luminosità sorprendente di questa galassia non è dovuta alle sue singole stelle. Piuttosto, la sua luminosità è alimentata da un minuscolo, ma incredibilmente energetico disco di gas che si sta surriscaldando mentre entra a spirale sul buco nero. La luce di questo disco di accrescimento incredibilmente luminoso viene poi assorbita dalla polvere circostante, che riemette energia come luce infrarossa.

Impressione artistica di W2246-0526, la galassia più luminosa conosciuta, e di tre galassie circostanti. (Credit: NRAO/AUI/NSF, S. Dagnello)

National Radio Astronomy Observatory (centro di ricerca radioastronomica degli Stati Uniti).

Fonte per approfondimenti: Díaz-Santos, R. J. Assef, A. W. Blain, M. Aravena, D. Stern, C.-W. Tsai, P. Eisenhardt, J. Wu, H. D. Jun, K. Dibert, H. Inami, G. Lansbury, F. Leclercq. The multiple merger assembly of a hyperluminous obscured quasar at redshift 4.6. Science, 2018; eaap7605 DOI: 10.1126/science.aap7605

neifatti.it ©