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Brasile, la rivoluzione energetica alle porte

da Rio de Janeiro, Carmen Tablante.

20 Febbraio 2019 – L’attuale momento del settore elettrico brasiliano è segnato dall’esaurimento irreversibile del modello tradizionale all’interno del quale si è sviluppato. La sfida posta da questa rottura radicale della traiettoria elettrica brasiliana impone la configurazione di un nuovo settore elettrico basato su basi diverse da quelle che sostengono materialmente lo sviluppo dell’energia elettrica nel paese.

In altre parole, è necessario reinventare il settore elettrico brasiliano da una nuova fondazione in grado di sostenere un nuovo percorso evolutivo per questa attività, al fine di sfruttare lo sviluppo economico e il benessere della società.

In Brasile, la principale fonte di energia elettrica è l’idroelettrico (acqua corrente fluviale), che rappresenta il 62% della capacità installata in esercizio nel paese, seguita da centrali termoelettriche (gas naturale, carbone, combustibili fossili, biomassa e nucleare), con 28%. Il resto proviene da centrali eoliche e importazioni di energia da altri paesi.

I generatori producono l’energia, i trasmettitori la trasportano dal punto di generazione ai centri di consumo, da dove i distributori la portano alla casa dei cittadini. Ci sono anche venditori, società autorizzate ad acquistare e vendere energia a consumatori liberi (di solito i consumatori che hanno bisogno di più energia).

Il sistema elettrico brasiliano consente lo scambio di energia prodotta in tutte le regioni, tranne in sistemi isolati, situati principalmente nel Nord. La trasmissione di energia è possibile grazie al National Interconnected System (SIN), una grande rete di trasmissione con oltre 100.000 chilometri (km) di lunghezza. Le località del sistema isolato sono state gradualmente interconnesse nel corso degli anni, oggi solo circa il 2% del mercato nazionale rimane nel sistema isolato.

Su questo tema, fondamentale per il futuro industriale del Paese, l’Ambasciata d’Italia e la Federazione delle Industrie dello Stato di Rio de Janeiro (Firjan), in collaborazione con l’ICE, la Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria e le imprese Enel e Terna, hanno promosso il seminario “La rivoluzione energetica del sistema elettrico brasiliano” nella sede della Firjan, nel centro di Rio de Janeiro. Il seminario ha trattato temi come l’energia rinnovabile, le reti di trasmissione e smart grids, oltre ad aver presentato opportunità di investimento del settore e di business tra il Brasile e l’Italia.

Per Alessandro Barillà, Presidente della Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria di Rio de Janeiro, l’evento è stato di estrema rilevanza dato il momento di forte trasformazione del settore energetico che stiamo vivendo, non solo a livello brasiliano, ma mondialmente. “Il tema trattato e il livello degli oratori hanno dato un’importantissima visione dello scenario energetico – ha detto Barillà -. Un’energia sempre più pulita, usata in maniera sempre più intelligente, che rivoluzionerà anche la nostra mobilità urbana. L’esperienza e il peso delle imprese italiane di questo settore presenti in Brasile, come Enel, Terna e Sices, sarà un acceleratore nella ricerca di modelli energetici sempre più efficienti e sostenibili”.

Sebbene siamo all’inizio di un lungo viaggio verso la vera ristrutturazione del settore elettrico brasiliano, la semplice analisi degli elementi di base che devono essere presenti in questo processo mette in luce anche l’improprietà delle proposte avanzate negli ultimi mesi come soluzione alla crisi del settore elettrico nel paese.

C’è una discrepanza brutale tra la dimensione del problema e la statura delle soluzioni proposte. Forse non ci siamo ancora resi conto dello tsunami che colpirà il settore elettrico brasiliano.

Intanto sulla delicata situazione del settore elettrico in Brasile è intervenuto nei giorni scorsi anche Ronaldo Bicalho, Direttore di Ilumina (Istituto di sviluppo strategico del settore energetico) e ricercatore dell’Istituto di economia dell’Università federale di Rio de Janeiro: “Il settore elettrico è un settore in cui la complessità fa superare le visioni individuali e specifiche in nome di una visione collettiva e generale molto difficile – ha affermato -. Tuttavia, questo è fondamentale per lo sviluppo sostenibile del settore. Solo quando è in grado di superare la naturale cacofonia di questa vera torre di babele e di costruire un discorso convergente, il settore elettrico potrà risolvere i suoi problemi e svilupparsi. Oltre a questo, tutto ciò che rimane è l’oscurità. Letteralmente”. (Foto: Rogério Von Kruger)

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